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Giovedì, 13 Agosto 2009 16:56

Piero Bevilacqua, Miseria dello sviluppo

foto autore Se qualcuno è ancora convinto che la soluzione ai problemi del mondo contemporaneo sia la crescita economica farà bene a leggere l’ultimo lavoro dello storico Piero Bevilacqua, Miseria dello sviluppo, da qualche tempo in libreria per Laterza.

Il libro muove da una dissacrante critica dell’economia, il sapere fondamentale che sta alla base delle attuali società. Bevilacqua ne mette in crisi la pretesa stessa di razionalità, dimostrando l’assurdità di una scienza che pretende di operare in modo del tutto fuori contesto dal tempo e dallo spazio.

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Giovedì, 02 Novembre 2006 16:52

Massimo Mucchetti, il baco del corriere

copertinaMassimo Mucchetti,
Il baco del Corriere
Feltrinelli

E’ cosa dell’altro ieri. L’inchiesta giudiziaria avviata dalla procura di Milano che ha accertato l’intrusione nei computer del Corriere della Sera era partita dall’ufficio romano di una società satellite di Telecom.
Gli autori materiali di questa pericolosissima violazione sono rimasti per il momento ignoti. Nota, e non per fortuna ma grazie al prosieguo della attività investigativa, e’ l’emersione del groviglio degli interessi economici ed anche strategici che gravitano intorno alla prprietà del primo quotidiano italiano.
Non e’ stato sempre così: c’e’ stato un tempo nel quale la grande stampa italiana costiuiva un potere tra i poteri. Quella autonomia fu tolta fu dal fascismo. E da allora gli industriali proprietari delle testate ma senza alcuna “proprietà” sull’indipendenza delle direzioni e delle redazioni hanno preso pieno possesso delle testate.
Il filo rosso del libro e’ questo: attraverso la storia dei proprietari/azionisti del Corriere della Sera una riflessione su come gli interessi di fondo confliggono con quelli dell’indipendenza dell’informazione.
La domanda e’: ma conta di più la redazione o sono proprio le proprietà a contare, e anzi a fare il bello e il cattivo tempo? Ed e’ lo spunto per riflettere su come la storia dei giornali, di tutti i giornali, si intreccia da sempre con quelli dei potentati economici.
E questa non e’ una vicenda che riguarda il solo Corriere, ma di riflesso abbraccia tutta la questione dell’informazione nel nostro Paese e il peso che essa produce sulla democrazia.

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Sabato, 04 Novembre 2006 16:28

Giancarlo Feliziani, Lo schiocco

copertinaGiancarlo Feliziani
Lo Schiocco. Storie dalla strage di Brescia
Limina

Giancarlo Feliziani torna ad occuparsi degli anni di piombo dopo la storia di Guido Rossa, l'operaio ucciso dalle BR in "Colpire al cuore", mettendo a fuoco una delle stragi dimenticate di quella nostra epoca che si apre con piazza Fontana per chiudersi, appunto, con la strage di Brescia. Un massacro inquinato dalla presenza di depistaggi e imbrogli dei corpi dello Stato, a partire da quella piazza lavata del sangue degli otto morti e dei 94 feriti tanto per coprire subito ogni indizio, ogni traccia di quella micidiale bomba.
Anche la strage di piazza della Loggia a Brescia è una strage fascista, ma in questo massacro appare ancora più evidente il ruolo omertoso e deviante dello Stato, a cominciare dalla presenza di un uomo in divisa, un ufficiale dei carabinieri, che farà carriera in fretta e lascerà le sue impronte nella lotta sporca al terrorismo, nella gestione dei “pentiti” di mafia, perfino nell’industria dei sequestri di persona.
Feliziani ha però un maniera originale di raccontare questa strage, anche questa a tutt’oggi impunita. Un modo di accostarsi alla vicenda fatto di rigore ed estrema delicatezza. Un modo di raccontare che porta alla memoria il lavoro del cronista di una volta, quando il clamore delle storie era solo un sottofondo allo svolgersi della ricerca della verità.
scelto da michele

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Giovedì, 07 Agosto 2008 14:12

Armi di distruzione di massa (vers.2)

foto autoreL'autore.
Bob Woodward è una leggenda del giornalismo americano; ha vinto pressoché ogni premio giornalistico statunitense, a cominciare dal Pulitzer, assegnato a lui e a Carl Bernstein per aver rivelato i retroscena dello scandalo Watergate che portò alle dimissioni il Presidente Richard Nixon. Ironia della sorte, perchè l'economia e gli asset aziendali in USA non guardano in faccia nessuno, a 65 anni Bob Woodward ha dovuto accettare, come 99 altri suoi colleghi del Washington Post coinvolti in una purga di bilancio aziendale, il pensionamento o, come si chiama nel linguaggio brutale delle aziende americane, il "buy out", l'acquisto e la risoluzione del suo contratto di lavoro. Tuttavia il suo rapporto di lavoro al Post era da diverso tempo "simbolico": guadagna molti milioni con i suoi libri e aveva da tempo conservato per puro affetto la sua scrivania al giornale per la modica cifra di diecimiladollari l'anno.
La sua uscita dal Washington Post è una porta che si chiude su un'era del giornalismo, che lui e Bernstein, complice il clima arroventato dei primi anni Settanta generarono il mito del "quarto potere". La tradizione del giornalismo investigativo non è finita, per fortuna, con la coppia dei due "ragazzi irresistibili", i trentenni che nel 1973 e '74 ascoltarono la "Gola Profonda" dell' Fbi e seguirono le briciole che lui faceva cadere fin dentro lo Studio Ovale di Richard Nixon.

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Martedì, 04 Maggio 2010 17:23

Attilio Bolzoni, Parole d'onore

copertinaAttilio Bolzoni ha avuto un'intuizione di quelle che rischiano di non venire a chi a passato una vita in mezzo a questa gente. Gente di mafia da andare a scovare, seguire, raccontare ai lettori di un giornale. Quando sei costretto a raccontare le cose più chiare, le notizie, e a fare intuire la cosa più scura, il contesto.
Tra i milioni di pagine di ordinanze lette l'intuizione è stata di fermarsi sulle parole che quella gente dice quando si difende, quando dà un ordine, quando racconta di altri di quel mondo, sicari, mandanti, pentiti, capi dei capi.

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Giovedì, 04 Giugno 2009 17:16

Enzo Bianchi, Il pane di ieri

Quando a Mantova al Festival della letteratura tenne un incontro pubblico, Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, scelse di parlare del pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo. Natura e cultura. Parlò della forma del pane di una volta, grande e che durava giorni e che si tagliava quando tutti erano a tavola e si condivideva. Non come i micropanini di oggi, fatti per vite solitarie e sole.

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Venerdì, 30 Aprile 2010 16:16

Danilo Dolci, Ciò che ho imparato

«So che abbiamo appena iniziato ad apprendere che gli uomini possono davvero imparare solo se vogliono ricercare e sanno cercare anche insieme; e che purtroppo è sempre presente il rischio di dimenticare quanto si sa». Danilo Dolci (Sesana 28 giugno 1924 - Partinico 30 dicembre 1997). Nel decennale della sua scomparsa, la Mesogea è orgogliosa di pubblicare alcuni degli scritti più rappresentativi del pensiero e dell'opera di Danilo Dolci.

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