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Mercoledì, 11 Ottobre 2017 16:25

Podcast. La storia la fanno le donne: Oleta Adams

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I Tears for Fears sono stati per un lungo periodo di tempo una fissazione del mio due di coppia. Ho ascoltato la loro musica con vent’anni di ritardo e non li ho mai apprezzati del tutto anche se i due, Curt Smith e Roland Orzabal, hanno origini, artisticamente parlando, da cantanti come Elvis Costello o i Jam fino a certi gruppi post-punk tipo i Talking Heads o Brian Eno che hanno molto influito sulla loro musica. Erano gli anni ottanta in fondo: tutto il mondo ballava il pop di quegli anni compreso il giovane studente di filosofia che fu il mio sposo.

Il Nobel per la Letteratura 2017 è andato a Kazuo Ishiguro per «i suoi romanzi dalla grande forza emotiva in cui ha svelato l’abisso del nostro illusorio senso di connessione con il mondo». Lo stile di Ishiguro, ha detto Sara Danius, segretaria permanente dell’Accademia, che ha dato l’annuncio, «è un mix Jane Austen con Kafka e ci aggiungere un po’ di Proust». 
Un riconoscimento a metà tra Giappone e Gran Bretagna: Kazuo Ishiguro, nato a Nagasaki nel 1954, si è infatti trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960, dove ha studiato e iniziato a lavorare come sceneggiatore televisivo. >>

Il kenyano Ngugi Wa Thiong'o (4/1), il giapponese Haruki Murakami (5/1), la canadese Margaret Atwood (6/1): sono questi i tre scrittori favoriti per conquista del Premio Nobel per la Letteratura 2017, almeno stando alle quote dei bookmaker.

A due settimane dall'assegnazione del prestigioso riconoscimento svedese (l'annuncio del vincitore sarà dato a Stoccolma entrola seconda settimana di ottobre), come ogni anno il sito Nicer Odds ha messo in ordine i principali favoriti a seconda delle quote degli scommettitori. Ormai da qualche anno, il principale favorito è Murakami, che in questi giorni oscilla con una quotazione compresa fra 2.50 e 6.00. Anche se nelle ultime ore il celebrato autore giapponese è stato superato Ngugi Wa Thiong'o. Al quarto posto si trovano l'israeliano Amos Oz, l'italiano Claudio Magris e lo spagnolo Javier Marias (10/1). Quinto posto per il siriano Adonis (12/1) e sesto per lo statunitense Don DeLillo (14/1).

Tra i papabili compaiono poi il cinese Yan Lianke, il portoghese Antonio Lobo Antunes e decisamente più alte sono le quote dell'israeliano Abraham Yehoshua, della statunitense Joyce Carol Oates, dell'austriaco Peter Handke e dello statunitense Philip Roth.

(rai letteratura)

Giovedì, 28 Settembre 2017 15:22

Podissea: viaggio fantastico lungo il Po

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Una volta le acque del Po erano popolate da storioni, scomparsi nel dopoguerra a causa dell'inquinamento.
Marco Alieni, giornalista di viaggi ed enogastronomia, dallo storione è ossessionato, in particolare lo storione d'argento, creatura leggendaria che gli è apparso in sogno da bambino.
Dopo avere esitato a lungo, decide infine di partire alla ricerca di questo animale mitologico e coinvolge nel viaggio un giovane collega. Completano la spedizione che risalirà il Po su una barca anche un ragazzo svedese arrivato in Italia quasi per caso e Salamino Sughino, una salama da sugo parlante.

Domenica, 24 Settembre 2017 19:33

Paul Auster, 4321. Cronaca di una sfida

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Recentemente, in occasione della presentazione a Madrid del suo ultimo lavoro 4321, oggetto di questa cronaca di lettura, Paul Auster ha dichiarato che Trump è "un maniaco psicopatico, pericoloso per gli Stati Uniti e per il mondo, un uomo incapace di leggere un libro". La sua dichiarazione è stata salutata con favore e fervore dagli ambienti liberal americani e contestato aspramente, ovviamente, da quelli del tea party. L’America che amo è finita il 9 novembre 2016; quello che rimane del Paese è spaccato in due parti che si fanno la guerra in continuazione incuranti che il loro controverso presidente stia per scatenare la terza guerra mondiale. Come i polli di Renzo nei Promessi Sposi. Uguali.

foto autoreQuando è arrivato il pacchetto da Milano (in gergo si dice “passaggio interno”), sono stata molto, molto contenta. A Roma non ero proprio riuscita a trovare questo disco: Novas Bossas, la cui recensione, letta su una rivista jazz, mi aveva talmente colpita da obbligarmi all’acquisto. Sto parlano di Milton Nascimento e mi scuserete se, alla ripresa della mia rubrica, parlerò di un artista che con il blues ha poco da scambiare mentre nella sua musica jazz si trova moltissimo dell’influenza della musica popolare brasiliana e molte tracce del pop,del rock ma anche della …samba.
Lo dico subito: il disco è be-lli-ssi-mi-ssi-mo. Dentro ci trovate pezzi come Dias Azuis o come, O vento, e altri come Checa de Saudade, che mi hanno ricordato alcune melodie di Let’s let lost del grande Chet Baker.

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