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Bookavenue - il social web che parla di libri
Martedì, 15 Giugno 2021 06:40

Erri De Luca, L'ospite incallito

L’ospite incallito è un po’ un racconto. Un po’ poesia. Un po’ solo pensieri sparsi.
Per chi conosce Erri De Luca, i suoi scritti intendo, questo libro è una sorta di biglietto agli amici. Un segno lasciato sul tavolo che si può leggere a qualunque ora del giorno, partendo dall’inizio oppure dalla fine o anche dal centro. E dopo averlo letto puoi lasciarlo lì dove l’hai trovato perché è piacevole riaprirlo e leggerlo di nuovo e poi di nuovo, ancora.
È un po’ un racconto. Un viaggio nella memoria da ospite fisso, sempre.

Sabato, 12 Giugno 2021 15:03

Ancora sul sogno americano. Imbolo Mbue

Ho scelto Siamo noi i sognatori perché… non avevo intenzione di scriverne ma, come è poi successo, si è rivelata una lettura trascinante piena di speranze e anche di… sogni.
Il pregiudizio di scartare determinati libri passa per alcune determinanti del singolo lettore. Nel mio caso, dalla uniformità delle copertine della Garzanti. Spiace dirlo, ma sono tutte assolutamente uguali e questo, secondo me, oltre dimostrare una certa scarsità di ingegno degli editor, finiscono con il far credere che le storie sìano tutte uguali. Dal fortunato libro della Sanchez, Il profumo delle foglie di limone uscito anni fa, l'Editore non ha cambiato più la grafica a tal punto che si potrebbero cambiare le copertine ai libri senza che quasi alcun lettore possa accorgersi di leggere un libro al posto di un altro.  Più che la copertina, dunque, mi ha colpito la fascetta nientepopodimeno che di Jonathan Franzen che consiglia il libro come una lettura... stratosferica!
E se lo dice Franzen...

Martedì, 01 Giugno 2021 10:58

C'è del marcio in Danimarca

Come accaduto altre volte, io e il mio amico Marco Crestani, prima l'uno, poi l'altro, finiamo con lo scrivere dello stesso autore e dello stesso libro. Accade solo per Ian McEwan, la cui passione condivisa è cosa ben nota ai lettori di BookAvenue. Fin dall'inizio di questo libro bi-recensito, si sente il McEwan in modalità thriller: il più intrigante per me e le molte decine di migliaia di fan, cresciuti e no, del grande scrittore inglese.

Come sempre McEwan costruisce i suoi plot narrativi attingendo a piene mani nel suo straordinario talento. La faccio breve: "Nel guscio", il suo ultimo romanzo, fa il verso all'Amleto di Shakespeare, dove l'infedeltà delittuosa di Trudy e suo cognato Claude nei confronti di John suo marito, non è osservata da un anonimo testimone oculare ma da... un feto di nove mesi, a due settimane dalla sua nascita.

Martedì, 25 Maggio 2021 08:47

B come bei consigli

Yahoo answers: domande che per vergogna faresti solo agli amici intimi e che invece in rete rivolgi agli sconosciuti, fidandoti - suppongo - delle risposte.

Ci trovate di tutto: da “ragazze, come considerate un bacio dato sul collo?” a “che fine avrà fatto il cavallo bianco della pubblicità Vidal?”, ma anche “sapete consigliarmi libri sull'amicizia?” Ecco, questa è per esempio la delicata questione che pone Eli3396: chi le consiglia Narciso e Boccadoro e L'amico ritrovato non le fa un torto, ma se Eli avesse alla fine dato ascolto a chi le consigliava come imperdibile “Bianco come il latte rosso come il sangue” di D'Avenia?

Giovedì, 06 Maggio 2021 16:25

Storia di un'italiana chiamata Cicilla

Scritto da

Ho letto il libro di Giuseppe Catozzella Italiana e devo ammettere che il romanzo funziona e si legge con piacere. Detto ciò devo anche confessare che non sono riuscito a leggerlo semplicemente come un romanzo.  Questa lettura particolare mi ha lasciato alcune perplessità nell’ambito del contesto storico e vorrei illustrarle.

L’autore ci presenta il brigantaggio come lotta di classe. Una tesi gramsciana, poi riproposta dagli anni sessanta dalla storiografia di sinistra. Interpretazione che attribuisce al brigantaggio un carattere simile al banditismo sociale (si vedano a tal proposito i lavori di Eric Hobsbawn come I ribelli e I banditi[1]), impostazione che ritorna anche in Catozzella con l’immagine del bandito che taglieggia i potenti per ridistribuire ai poveri, i quali in cambio garantiscono il proprio sostegno nelle località in cui dimorano. L’odierna storiografia ha respinto questa tesi.

Mercoledì, 14 Aprile 2021 13:32

Uno zaino pieno di gente. I passi di Marco Crestani

Scritto da

Ho parlato spesso dell’esperienza personale del camminare e della ricerca di significato cui do a questo esercizio ogni volta che mi metto in marcia o mi accingo a farlo. In esso, cerco il rapporto tra il camminare con le cose; con il pensare. Camminare, anima le ambizioni di molti a superarsi in una continua fame di senso da dare alla propria porzione di umanità.

Pure l’esperienza che Marco Crestani ha offerto e offre con i suoi libri ogni volta è quella in cui mi riconosco di più riflettendo sul fatto che il viaggio è più importante dell'arrivo e dove la voglia di viaggiare a piedi rappresenta di per sé una propria ricompensa cognitiva ed emotiva. Per l’autore, scrivere, come tento di spiegare di seguito, è camminare lungo una strada panoramica attraverso un paesaggio di storie ed esperienze abbandonate. Camminare, è fare una "deviazione sovversiva”, a dirla con le parole di Rebecca Solnit. La sovversione di Marco Crestani è camminare per amore della storia. Le sue passeggiate sono sentimentali perché cercano l’anima ancora pulsante di chi l’ha preceduto nei passi come raccontano le parole del suo nuovo libro e oggetto di queste righe: “Viaggi affollati di anime invisibili”.

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