Vergine, Dicembre 2010

Sai che fine fanno i fissati? Scompaiono nei meandri dei racconti e delle dicerie altrui, vengono fatti fuori dalle amicizie, dalle cene, dalle risate, e diventano oggetto di scherno quando non proprio di fastidio. In questo mese di dicembre, fatto anche di relazioni, auguri e scambi di regali, caro Vergine, rinuncia a formulare subito un giudizio, rinuncia ad attaccare per non sentirti attaccato, rinuncia infine alla velocità di pensiero, che talvolta, nel tuo caso, è parente alla superficialità.

La donna della domenica, Carlo Fruttero e Franco Lucentini

… perchè anche l’uomo più bello, più santo, più coraggioso, più intelligente del mondo, una poteva magari andarci a letto, o tirar fuori 175 milioni per comprare un suo quadro, o farsi ammazzare sulle barricate gridando il suo nome, ma se non sapeva stare a tavola, se appoggiava le posate ai lati del piatto come i remi di una barca, per esempio, be’, c’era poco da fare, lei non sarebbe mai riuscita a vederlo sul serio come un suo simile. 
Erano quesi i veri pregiudizi di classe. Distribuire il latifondo tra i braccianti affamati – pensò generosamente, regalare l’argenteria ai lebbrosi, gettare bottiglie molotov contro la Rolls Royce di un cugino biellese, era ben più facile che liberarsi di queste piccolezze formali. 
E se i rivoluzionari non fossero stati sempre quei semplicioni che erano, ne avrebbero tenuto conto, nei loro processi sommari. 
”Non impugnava il cucchiaio come una vanga: ventisette anni in Siberia!” 
”Non tagliava l’omelette col coltello: fucilato!” “Non beveva il caffè col mignolo alzato: impiccato!” 
Lei non avrebbe avuto niente da obiettare, a delle sentenze del genere.

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