Bilancia, Dicembre 2010

A fine anno, cara Bilancia, tu più degli altri segni, fai una sorta di bilancio dell’anno trascorso. Bilancio che non riguarda solo la tua vita, ma la vita dell’universo intero: i tuoi nuovi propositi riguardano sempre anche i più alti doveri verso il mondo offeso, per parafrasare Elio Vittorini in “Conversazioni in Sicilia”.  La tua ricerca di miglioramento difatti non copre solo lo sforzo individuale ma è teso verso quel piccolo tassello che ciascuno può mettere in fila agli altri perché le cose vadano meglio. Questo ti fa onore. Confrontati quindi con:

Un oscuro scrutare, Philip K. Dick

Ci vuole una forma superiore di saggezza, pensò, per sapere quando occorre usare l’ingiustizia. Come può mai la giustizia soccombere in nome di ciò che è giusto? Come è possibile una simile contraddizione? E’ possibile, si rispose, perché una maledizione attraversa il mondo, e tutto questo lo prova; proprio questo ne è la prova. Da qualche parte, nel più profondo dei livelli, il meccanismo, quello che riguarda la struttura stessa delle cose, s’è rotto, e da ciò che ne è rimasto affiora la necessità di commettere ogni sorta di oscuri errori, quegli stessi errori che una scelta più saggia un tempo ci avrebbe fatto soltanto prefigurare. Un tale guasto deve essersi verificato migliaia di anni fa; da allora in poi s’è infiltrato nella natura stessa delle cose. E, pensò, in ognuno di noi. Non possiamo d’improvviso aprire la bocca e parlare, o decidere qualsiasi cosa, senza rivivere quel guasto.

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