Podcast.La storia la fanno le donne parte 5: Doris Troy

   Tempo di lettura: 5 minuti

L’hanno chiamata per tutta la vita con il vezzeggiativo “Mama Soul” e non per caso. Doris Troy aveva “anche” un nome vero: Doris Elaine Higginsen. Questo quinto capitolo dedicato alle donne del blues è dedicato a lei. (per le precedenti puntate fate click qui)

Era di New York-New York, del Bronx del ’37 figlia di un ministro pentacostale: un falso timorato di Dio che disapprovava la musica profana e rompeva le scatole con i suoi sermoni. Non era il solo a casa a rompere i cabbassisi: anche la madre non era da meno. Disapprovavano tanto l’R&B quanto il Rock ’n’roll a tal punto da chiuderli in casa per non farla ascoltare a tutti i quattro loro figli, Doris compresa.
Credo che all’inferno facciano ascoltare loro musica soul per punizione e così sarà per l’eternità.

Doris Payne lavorava come maschera all’Apollo Theatre, quando fu scoperta da James Brown. Giovane giovane, nel ’57 formò un gruppo di tre ragazze: le Halos e iniziò a scrivere canzoni. Per la famosa “How About That” un editore le diede 100 dollari. Ne guadagnò migliaia dopo il successo per Dee Clark. Peccato non si trovi più in circolazione.
Per assicurarsi una paga decente e costante cominciò a cantare come corista e voce “laterale” nelle registrazioni in studio per numerose star della Atlantic Records. Fu lì che conobbe e inizio a collaborare con Cissy Houston e due sue giovani cugine, tali: Dionne Warwick e Dee Dee Warwick. Così, per dire. Le ragazze fondarono il gruppo originale delle Sweet Inspirations

Scrisse la sua prima canzone di successo come Doris Payne, “Just One Look” con Gregory Carroll, e firmò un contratto proprio con la Atlantic che produsse il disco. Il successo fu strepitoso. Il disco raggiunse il terzo posto nella allora classifica Cash Box, e dentro i primi 10 della classifica Billboard HOT! del 1963. Successivamente il disco è stato registrato anche da artisti del calibro di Linda Ronstadt e i The Hollies. Eccolo qui da SoundCloud. (ascoltatelo mentre proseguite a leggere)

E lì finì.
Doris Troy non è mai stata in grado di produrre un’altro successo di quella portata. Nel ’64 si trasferì a Londra innamorandosi dell’ambiente musicale del periodo. Nel ’69 firmò per la Apple; si, proprio quella dei Beatles. Per tutti gli anni ’70 collaborò con molti artisti britannici sviluppando anche un qualche sèguito. Una volta ha pure fatto uno spettacolo dal vivo con Elton John al pianoforte che all’epoca non era ancora… Elton John.
Ha cantato anche per George Harrison in “My sweet lord”, “You’re so vain” con Carly Simon e per l’album di Billy Preston, “That’s the way God Planned it”.
Fece ritorno a casa nel ’74 condividendo una lunga collaborazione e palco con Otis Redding.

La sua esibizione più memorabile è stata in “Mama,I Want to Sing”, un musical che scrisse insieme a sua sorella minore, Vy Higginsen, e suo marito. Autobiografico, il musical vedeva Doris Troy interpretare sua madre, Geraldine. Lo spettacolo esordì, manco a dirlo,ad Harlem, all’Heckschers Theatre ed è andato avanti per quasi cinque anni e 1500 serate prima di andare in tournée dentro e fuori gli USA. Passò anche per il vecchio continente. Fino al ’99 il musical è stato in tournée in Francia, Germania, Italia ed andò in scena al West End Theatre nel Regno Unito per poi andare in Giappone.
Il musical è stato trasformato in un film intitolato “Mama, I Want to Sing” con Ciara, Hill Harper e Patti LaBelle. Per quest’ultima il mio due di coppia si straccia i vestiti. Grandissima voce e anima, le ho dedicato un pezzo tempo fa.

Doris Troy – il nome d’arte Troy viene da Elena di Troia, personaggio amato dalla cantante – è stata cagionevole di salute tutta la vita; poi ha iniziato a soffrire anche ai polmoni. Si trasferì da NY al clima secco del Nevada per stare meglio e per un po’ si esibì nei locali di quell’area. E’ mancata a Las Vegas proprio per un enfisema polmonare nel 2004 a 67 anni.

Dalla collezione di casa, consigli per gli acquisti.
Ho ancora il butleg di Just One Look ma è in vendita il CD e il vinile. Imperdibile è Bossa Nova Blues ma dentro ci trovate anche Draw me Closer oltre, naturalmente, Just one look.
Bello pure Another Look. Segnalo Lyin’Eyes e Can’t hold you. Disco bello ma non è al livello del primo.

Siccome questa rubrica si occupa di libri&musica e i dischi li ho già segnalati, non ho altro da aggiungere. Tutto quello che si vuole sapere su questa grande cantante è scritto qui sopra. Libri non ce ne sono.

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Per BookAvenue, Francy Schirone


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