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Mercoledì, 11 Ottobre 2017 16:25

Podcast. La storia la fanno le donne: Oleta Adams

I Tears for Fears sono stati per un lungo periodo di tempo una fissazione del mio due di coppia. Ho ascoltato la loro musica con vent’anni di ritardo e non li ho mai apprezzati del tutto anche se i due, Curt Smith e Roland Orzabal, hanno origini, artisticamente parlando, da cantanti come Elvis Costello o i Jam fino a certi gruppi post-punk tipo i Talking Heads o Brian Eno che hanno molto influito sulla loro musica. Erano gli anni ottanta in fondo: tutto il mondo ballava il pop di quegli anni compreso il giovane studente di filosofia che fu il mio sposo.

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Il genere R&B comprende molti sottogeneri che vanno dalla Urban pop, alla Sexy machine al Vibe detto anche New R&B fino alla old school. Insomma musica di genere per tutti i generi. Ogni genere ha, naturalmente, i suoi eroi; da Rihanna o Sean Paul passando anche per Eminem, Shakira, Jamie Fox per la Urban music a David Craig (il grande David Craig) a Alicia Keys, a LL Cool J, fino a Lumidee e Frank Romano per la "vecchia scuola".

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Giovedì, 05 Gennaio 2017 16:28

Podcast. Dove nasce il Funky: Roy Ayers

Mi sarebbe molto piaciuto essere al Jazz Café di Londra il 5 dicembre: c'è stata una j.session di Roy Ayers. Ahimè, alla stessa ora ero dietro la cassa della libreria a dare retta a quanti si ricordano dei libri solo in questo periodo.
Roy Ayers, artista al quale dedico il primo articolo dell'anno, è uno dei mostri sacri del Jazz-Funk. Ai molti, è meno conosciuto di personaggioni come Marvin Gaye, Isaac Heyes, Chuck Mangione, o come uno dei beniamini del mio due di coppia: Al Jarreau, tuttavia rimane uno dei padri fondatori del genere.

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La mia personalissima guida ai vostri regali di Natale in fatto di musica. I titoli di seguito spaziano dal blues, al jazz, al soul, al bossa-nova alla classica. Buon ascolto e tanti auguri.

Inizio con Madeleine Peyroux. E' una acclamata cantante folk con una inclinicazione e un timbro lirico che le ha consentito di coprire gli standard jazz e blues. La bella Peyroux irrompe sulla scena internazionale negli anni '90; viene non a torto e spesso paragonata a Billie Holiday. Ma, mentre il suo suono intimo ha certamente preso lezione dalla grande jazzista, si è ritagliata la sua nicchia stilistica distintiva, bilanciando una moderna sensibilità pop con un rispetto per le tradizioni vocali più anziane. Vi consiglio Half the perfect world. Non è un disco nuovo: è un grande disco uscito dieci anni fa. Insieme agli standard e le rielebaroazioni di canzoni di Tom Waits e SergeGainsbourg, comprende anche le collaborazioni con tipetti niente male come Ks Lang. E' il suo terzo album e imparerete ad amarla.

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Martedì, 15 Marzo 2016 16:59

Cultura dal ghetto: la Street Lit

Un interessante articolo pubblicato dal  Giornale della libreria a cura di E. Refraschini sul tema della Street Lit. Ve ne diamo anticipazione:

Sin dalle sue origini, la cultura afroamericana ha avuto, generazione dopo generazione, artisti nei campi della musica, della danza e della letteratura, che cercavano di raccontarne le esperienze, le difficoltà, le sfide della propria comunità. Negli anni Duemila, per esempio, si è espressa soprattutto attraverso l’hip hop e l’R&B. ed è proprio da questo ambiente che, secondo alcuni, è nata la Street Lit, la letteratura della strada, o del ghetto. In qualsiasi modo la si voglia chiamare, la Street Lit racconta il ventre della vita urbana nei quartieri poveri: storie di denaro, sesso, droga, violenza, che sono poi le storie di parte della piccola e grande criminalità nera americana.

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Non ho mai proposto al direttore del sito di fare la classifica anche della R&B settimanale/quindicinale o mensile; se così fosse, sarebbe molto interessante verificare i fenomeni del momento ma anche le stelle del firmamento blues. I meglio venduti del mese di Novembre vedono nuovi ascolti per il giovane Jeremih FT YG con Don't tell'em, presente da soli 4 settimane e balzato in primo posto praticamente subito, ma non durerà, secondo me. Così come al secondo posto la sensualissima Nicki Minaj con Anaconda.>>

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Chissà perché capita, ad ognuno di noi, sentire quella tipica stretta al cuore ogni volta che ci mettiamo all'ascolto delle prime note di I've Been Loving You Too Long. Come sarebbe senza? Del resto, Otis Redding è stato il cantante soul più influente degli anni 60, forse il più grande, il più importante. Mio padre lo ascoltava, mia madre lo ascoltava, e tutta quella generazione che ha messo al mondo la mia, l'ascoltavano. La sua voce dall'anima profonda, gli arrangiamenti della sua musica, il professionista che ha fatto "aggiornare" l'R&B nell'anima moderna che ora ascoltiamo.

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Il suo ultimo album è del 2008, ha per titolo Rollour e, tra questo e il primo Sleigh Belles, Jingle Belles, and Bluebelles (con le Bluebelles) non c'è stata alcuna interruzione: ha praticamente cantato  ininterrottamente dal 1962 e pubblicato quasi un album all'anno di 46 anni di una fantastica carriera. Patti LaBelle è un mito per il mio due di coppia; alla fine degli inizi anni 70, so' da sempre, era conduttore di (Flashback) un programma di una radio FM locale. Era quasi adulto e, mentre tutti si interessavano di hardrock, lui, oltre a prendersi a botte con i suoi avversari politici - ma in quegli anni era normalissimo - imparava ad ascoltare il r&b e soul.

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