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Mercoledì, 11 Ottobre 2017 16:25

Podcast. La storia la fanno le donne: Oleta Adams

I Tears for Fears sono stati per un lungo periodo di tempo una fissazione del mio due di coppia. Ho ascoltato la loro musica con vent’anni di ritardo e non li ho mai apprezzati del tutto anche se i due, Curt Smith e Roland Orzabal, hanno origini, artisticamente parlando, da cantanti come Elvis Costello o i Jam fino a certi gruppi post-punk tipo i Talking Heads o Brian Eno che hanno molto influito sulla loro musica. Erano gli anni ottanta in fondo: tutto il mondo ballava il pop di quegli anni compreso il giovane studente di filosofia che fu il mio sposo.

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La mia personalissima guida ai vostri regali di Natale in fatto di musica. I titoli di seguito spaziano dal blues, al jazz, al soul, al bossa-nova alla classica. Buon ascolto e tanti auguri.

Inizio con Madeleine Peyroux. E' una acclamata cantante folk con una inclinicazione e un timbro lirico che le ha consentito di coprire gli standard jazz e blues. La bella Peyroux irrompe sulla scena internazionale negli anni '90; viene non a torto e spesso paragonata a Billie Holiday. Ma, mentre il suo suono intimo ha certamente preso lezione dalla grande jazzista, si è ritagliata la sua nicchia stilistica distintiva, bilanciando una moderna sensibilità pop con un rispetto per le tradizioni vocali più anziane. Vi consiglio Half the perfect world. Non è un disco nuovo: è un grande disco uscito dieci anni fa. Insieme agli standard e le rielebaroazioni di canzoni di Tom Waits e SergeGainsbourg, comprende anche le collaborazioni con tipetti niente male come Ks Lang. E' il suo terzo album e imparerete ad amarla.

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Martedì, 12 Gennaio 2016 12:31

La scomparsa di Otis Clay

Comiciamo male. Mentre mi appresto a scrivere di Otis Clay, un leggendario cantante gospel e icona della soul music e del blues, è arrivata la notizia di David Bowie. Il primo è morto di infarto a 73 anni, David Bowie di cancro a 69: ne parlo a parte, ora non ho la forza.

Otis Clay ha ricevuto i natali nel Mississippi e ha iniziato con gruppi vocali gospel e musica profana, come chiamano le ballad popolari da quelle parti, a metà degli anni Sessanta. Dopo aver firmato con l'etichetta One Chicago Records, O.C. si fa conoscere al grande pubblico nel 1967 con "That's How It Is (When You're In Love)" e "A Lasting Love." (tr."Questo è come è (quando sei innamorato e "Un amore duraturo).

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Venerdì, 12 Giugno 2015 13:49

Podcast. Tributo a Ornette Coleman

La notizia ha gettato nello sconforto molti appassionati di jazz come la sottoscritta. Ornette Coleman, il sassofono contralto più potente, il compositore più controverso ma altrettanto innovatore nella storia del Jazz, è morto ieri a Manhattan per un arresto cardiaco. Aveva ottantacinque anni. Intorno a Coleman ci ho girato molte volte dedicandogli il giusto tributo qualche tempo fa. Peccato davvero.

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Lunedì, 20 Aprile 2015 14:29

Podcast Unplugged. Miles Davis, Tutu

Quelle che state leggendo, sono le prime righe di una piccola "variante" di Podcast. Questa nuova serie o sottosezione della rubrica più famosa di musica che ci sia sul web e che chiamo Unplugged, si dedicherà alla segnalazione dei singoli dischi che maggiormente mi hanno formata e che continuano ad influenzare la mia appartenenza di ascoltatrice di "genere" sperando che, attraverso questo piccolo tam tam, possa suscitare il vostro bisogno ulteriore di ascolto (e di acquisto, magari). Questo primo unplugged è dedicato a Miles Davis, il disco è Tutu.

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E' troppo vecchio per andare in giro a fare concerti e, assistere ad uno di questi, è un privilegio che non avrò mai. Ma chi ha avuto la fortuna partecipare ad un live di Sonny Rollins, oggetto del mio appuntamento con la rubrica di questo giro, sa che è una esperienza davvero molto fuori dal comune. Provate a inserire nel lettore dischi come Saxophone Colossus e capirete.

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Mercoledì, 26 Febbraio 2014 18:26

La scomparsa di Paco De Lucia

Un chitarrista, semplicemente un chitarrista si definiva Paco de Lucia. Lui, invece, era un musicista di fama mondiale che ha abbagliato il pubblico con i suoi ritmi di flamenco e la sua fulminea velocità con cui faceva lavorare le dita sulla chitarra. Paco De Lucia ha forse ricevuto il dono di una buona morte anche se improvvisa, inaspettata, istantanea. Era su una spiaggia del Messico a Cancun, come raccontano le cronache, con la sua famiglia. Aveva appena finito di giocare con i figli, Aveva 66 anni. 
Un portavoce del sindaco della città ha riferito, confermando la notizia e le modalità della scomparsa del grande musicista che è morto per un infarto, quasi scusandosi del fatto che lo stato delle leggi locali non consento di dare altre informazioni che quelle più immediatamente disponibili.>>

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Ed io che pensavo di essere stata originale! Qualcuno più importante di me ha scritto esattamente quello che da un'anno e passa questa rubrica si ingegna di fare. Ed è la ragione del mio ammunitamento dalla rubrica, senza contare che un po' di congedo serviva comunque per una pausa di riflessione. Il fatto che mi state leggendo è segno di questa riconciliazione con il web e non me ne vogliano i colleghi di questo splendido sito per la mia assenza. Siamo in cammino, come ama dire il mio due di coppia.

Lo scrittore giapponese e il suo amore per il jazz - “La musica di Chet Baker aveva un inconfondibile profumo di giovinezza” - “Miles conficca senza pietà il suo cuneo magico nelle incrinature dell’animo” - “Mi è venuta una voglia terribile di ascoltare La Mer suonata da Django Reinhardt…”

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Sabato, 04 Dicembre 2010 07:43

Jazz e dintorni nei romanzi di Frank Spada

Copertina Dimmi chi sei Marlowe

Capita, a volte, che mentre leggiamo un romanzo ci rimbalzi in testa una melodia: chissà quale associazione mentale l'ha risvegliata ed ora ci pare la colonna sonora ideale ad accompagnare la narrazione. Nel caso dei libri di Frank Spada il fenomeno è inevitabile perchè la stessa scrittura è scandita da riferimenti a celebri orchestre e standard jazz, così che il "sottofondo" musicale ce lo troviami già bello pronto, anzi potrebbe esserci utile per imparare qualcosa di nuovo sulla musica degli anni '50. È chiaro che lo scrittore ha dimestichezza con questi brani: possiamo immaginarcelo assorto alla tastiera del computer, mentre il fumo della sigaretta lo avvolge e nella stanza risuonano proprio quelle canzoni che ritroveremo nei suoi libri. Ecco allora che, grazie alla collaborazione di Frank Spada stesso, vi propongo una sorta di inedito percorso musicale-letterario attraverso i suoi romanzi, scandito da grandi brani jazz e dalle citazioni a cui fanno riferimento. Buon ascolto e buona lettura.

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