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Sabato, 30 Luglio 2011 15:57

Il re del mistero è Wojtyla, non Nesbo

Dimenticatevi la Scandinavia: non è Jo Nesbo il re delle storie misteriose, ma un sacerdote alto e prestante venuto dall’est Europa che si chiamava Karol Wojtyla. Per convincersi che questa non è un’iperbole basta osservare il gran numero di testi saggistici e di inchieste giornalistiche che da diversi anni invade le librerie nel tentativo di portare ai lettori qualche lume in più sulla vita dell’uomo che divenne il più grande papa del Novecento col nome di Giovanni Paolo II.

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Venerdì, 29 Luglio 2011 18:14

Martin Amis ha rotto le scatole

La copertina de  La vedova incintadi Mario Fortunato

E' bravissimo, certo, è un virtuosista della parola. Ma nell'ultimo romanzo la tira in lungo per 400 pagine attorno a una sola questione: la protagonista femminile gliela darà o no al protagonista maschile?

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Mercoledì, 27 Luglio 2011 12:23

La morte di Agota Kristof

Apprendiamo la notizia da oubliettemagazine.

Ed ecco l’Italia: tanti scrittori, tanti lettori, tanti giornalisti eppure nessuno tratta della morte di una notissima scrittrice, una delle più interessanti: Agota Kristof.
Agota Kristof nasce il 30 ottobre del 1935 a Csikvànd in Ungheria.
La lingua che ha utilizzato per le sue opere è il francese che come seconda lingua, ella stessa sosteneva, non riusciva a padroneggiare alla perfezione, erano frequenti infatti gli errori, questo portò la graziosa definizione per se stessa di “analfabeta”.

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Venerdì, 03 Giugno 2011 07:18

Mario Vargas Llosa. Il sogno del celta

''Scorgo una preoccupante deriva culturale. Il nostro tempo sembra correre cantando verso la frivolezza e la banalizzazione. La cultura ha perso la sua nobilta’, sta diventando intrattenimento''.
Lo afferma lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la Letteratura nel 2010, in un’intervista a ‘La Stampa’, nel giorno della presentazione a Torino del suo ultimo libro ‘Il sogno del celta’.

''La cultura - dice lo scrittore - è anche divertimento, ma se è solo divertimento non è più cultura. Stiamo assistendo alla vittoria dell’immagine, all’imposizione di forma di intrattenimento che devono essere forzatamente facili e accessibili alla maggioranza delle persone. Questa smania di semplificazione ha fatto sì che lo stesso termine 'cultura' perdesse il suo significato originario. E intravedo il pericolo che non solo disimpariamo a discernere, appunto, tra categorie come bello e brutto, ma addirittura buono e cattivo. Così l’idea di una cultura alla portata di tutti ha condotto al collasso i valori con i quali si giudicava la cultura stessa”, aggiunge Vargas Llosa, che annuncia di essere al lavoro su un saggio che affronti questo tema.

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Domenica, 25 Maggio 2014 09:45

Jonathan Franzen, Libertà.

copertinaScuserete, ancora una volta, le lungaggini sentimentali che dedico ogni volta alle mie cronache di lettura. Chiedo perdono e pazienza in anticipo: vorrei davvero coinvolgervi in questa scoperta che è Jonathan Franzen, un autore straordinario e del suo libro Libertà, salutato come un capolavoro e decretato tale dai lettori prima che di tutta la critica internazionale.

Una decina di anni fa notai un romanzo Einaudi appena uscito. Fui colpito essenzialmente dal titolo, Le correzioni, e dalla copertina, la foto di un bambino degli anni ’50, seduto a tavola, con un’espressione imbronciata. Non sapevo niente di Franzen, e nessuna delle persone che conoscevo lo aveva mai letto. Il libro in prima edizione però, sembrava enorme allora decisi di comprare un altro libro suo, La ventisettesima città, che in tascabile appariva più corto. Mi promisi: prima leggo questo, se mi piace, proseguo con Le correzioni.

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Sabato, 23 Aprile 2011 16:41

Josè Saramago, Le piccole memorie

copertina"A volte mi chiedo se certi ricordi sono davvero i miei o se sono solo di qualcun altro.I ricordi di episodi in cui sono stato solo un attore inconsapevole e che ho scoperto dopo, quando mi è stato detto da altri".
Chi non si è mai sentito in questo modo? Ci si chiede se un ricordo è venuto da una fotografia, da una storia riferita o da un fatto vero?
José Saramago, spinto dalla nostalgia per il villaggio in cui è nato ma anche per un ricordo che teme di aver perso, va faticosamente indietro e torna sui suoi primi ricordi. A volte scrive in terza persona, a volte in prima. Alcuni eventi sono più vivaci di altri - riposte nella coscienza della sua lunga vita, dal dolore o la bellezza o l'intensità dei sensi. Gli ulivi e i campi di grano a sè molto cari, la crudeltà dei bulli, le ginocchia sbucciate, i vari fidanzamenti, come ha imparato a leggere, la morte del fratello di 4 anni, Saramago sale queste montagne interiori in cerca di una vista migliore. "Se solo potessi ancora una volta immergere la mia nudità d'infanzia nel fiume, se avessi potuto cogliere nelle mani di oggi il lungo quel lungo palo umido o i remi di quel passato, e muovere attraverso la pelle liscia dell'acqua la barca utilizzata per portarmi ai confini del sogno, l'essere che ero allora e che ho abbandonato da qualche parte nel tempo". Tutta la sua magnifica vita è per i lettori che l'hanno amato una esperienza indimenticabile.

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Venerdì, 18 Marzo 2011 18:40

Hiromi Kawakami, La cartella del professore

Il primo incontro tra un professore e la sua giovane ex-allieva in un ristorante sancisce l'inizio di un rituale che durerà settimane. Le settimane si trasformeranno in mesi e i mesi in anni.
Una scoperta scandita da tazze di sakè, zuppe, alghe e pesce, dall'atmosfera vellutata di Tokyo, che muta stagione sotto gli occhi schivi del professore e sotto la pelle ancora giovane della sua ex-allieva. I piatti della delicata cucina giapponese accompagnano gli incontri mai programmati, ma non per questo meno frequenti, di due persone così diverse eppure simili nella quiete accettazione della propria solitudine, seve a chiarire dubbi e fraintendimenti.
Una melodia leggera, un equilibrio perfetto, una scrittura ricca di quell'elegante sensibilità tutta giapponese capace di catturare in pieno la dolcezza della vita prima che sfugga.
Bellissimo.

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Sabato, 26 Febbraio 2011 19:04

Nella Chiesa c'è chi dice no

copertina

di Michela Murgia

In un paese come l'Italia, l'unico al mondo dove ogni mercoledì quel che dice il Papa alla sua udienza settimanale è considerato notizia degna di rilievo da telegiornale, non poteva che passare sotto silenzio l'avvenimento che ha invece scosso l'informazione di mezza Europa: ai primi di febbraio 143 teologi austriaci, tedeschi e svizzeri hanno firmato un documento di dissenso interno alla Chiesa e lo hanno reso pubblico sui principali quotidiani.

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Martedì, 14 Dicembre 2010 15:03

Prove di risposta.

copertinaAvevo promesso a Marco Crestani una risposta. Eccola.
Avvertimento ai lettori: mi sono spinto un pò più in là con le parole. Alcune di queste potrebbero sembrarvi delle vere e proprie parolacce. Secondo me non lo sono, essendo queste, inserite in una - diciamo così - economia del discorso più generale. I tutori del protocollo Internet e Minori sono avvisati.

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Lunedì, 06 Dicembre 2010 09:37

Matto o santo folle?

Ogni libro di Ian McEwan è una lettura obbligata, se non altro per godere della sua notevole capacità narrativa. "Solar" è di sicuro un buon romanzo, ma, secondo il mio punto di vista, non è affatto un grande romanzo.
E' una storia surreale su una delle più gravi minacce al nostro mondo come il riscaldamento globale e, a differenza di qualsiasi suo scritto precedente, è dichiaratamente comico.

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