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E' pieno di rinoceronti
di Michela Murgia
Quando nel 1959 Eugene Ionesco scriveva l’opera teatrale Il Rinoceronte aveva già capito tutto. Nel paese da lui immaginato gli abitanti si trasformavano in rinoceronti uno dopo l’altro e il personaggio principale Berenger cercava inutilmente di resistere, supplicando la sua fidanzata di opporsi insieme a lui alla metamorfosi: "Fallo per me Daisy, salviamo il mondo!". Prima di sparire per mutare a sua volta, Daisy gli rispose: "E chi ti dice che siamo noi che abbiamo bisogno di essere salvati? Forse gli anormali siamo proprio noi!"
The Future of reading
by Linda Nordstrom (leggi in italiano)
Really sorry for the delay. I was in England for a while and I was sorrow not be with all you...
I think it’s pretty clear that the future of books is digital. I’m sure we’ll always have deckle-edge hardcovers and mass market paperbacks, but I imagine the physical version of books will soon assume a cultural place analogous to that of FM radio. Although the radio is always there (and isn’t that nice?), I really only use it when I’m stuck in a rental car and forgot my auxilliary input cord. The rest of the time I’m relying on shuffle and podcasts.
GUERRA: giochi di parole intorno alla devastazione
Attorno alla parola Guerra e ai suoi strumenti, ruota il principale e più micidiale equivoco dell'umanità. Che cos'è una guerra? Quand'è che lo scontro tra gruppi armati ha diritto di al titolo ufficiale di guerra? "Guerra: scontro armato fra eserciti di due o più Stati". Sarebbero gli Stati, dunque, a fare la guerra. Fosse per il Devoto Oli o lo Zingarelli, l'ultima "guerra vera" sarebbe poi quella mondiale, la seconda. Dal 1945 in poi, nessuno Stato ha dichiarato ufficialmente guerra a un altro Stato, eppure da allora abbiamo avuto centinaia di guerre. Le ho contate, e sono state ben 160.
E' nata prima la Mafia o l'Unità d'Italia?
È nato prima l’uovo o la gallina? Spesso questa famosa domanda viene posta soprattutto ai bambini, ma nella sua banalità racchiude un insieme di elementi che hanno fatto la storia dell’umanità. Le domande che il genere umano fa agli scienziati o agli storici sono svariate e riguardano moltissimi aspetti che ancora non sono certi.
Dall'Italia del Risorgimento a quella del Bunga Bunga. Vers.2
Un’antica canzonetta francese ripeteva malinconica ‘Que reste-t-il des nos amours?’, e lì la memoria correva scapestrata a inseguire ricordi sbiaditi, fiori secchi tra le pagine di un libro qualunque, risate amiche che si confondono con le giaculatorie di parole senza senso con cui gli innamorati sono soliti farsi bersaglio.
Nella Chiesa c'è chi dice no
di Michela Murgia
In un paese come l'Italia, l'unico al mondo dove ogni mercoledì quel che dice il Papa alla sua udienza settimanale è considerato notizia degna di rilievo da telegiornale, non poteva che passare sotto silenzio l'avvenimento che ha invece scosso l'informazione di mezza Europa: ai primi di febbraio 143 teologi austriaci, tedeschi e svizzeri hanno firmato un documento di dissenso interno alla Chiesa e lo hanno reso pubblico sui principali quotidiani.
Le rivisitazioni del Risorgimento
Ci dobbiamo guardare dall'ondata di libri sul Risorgimento che caratterizzeranno il 150° anniversario dell'unità d'Italia? No, sono personalmente favorevole alle nuove ricerche, alle «rivisitazioni» di vicende e personaggi della nostra storia, anche per mandare in soffitta tanti luoghi comuni e soprattutto per approfondire le ragioni di tante vicende del passato,che hanno generato molti problemi, ancora oggi di rovente attualità (come la questione meridionale).
Contro il Risorgimento.I Tre colori, le Tre Bugie
RISORGIMENTO. Asburgo: benefici? Ma con la forca. Unità fatta da pochi illuminati? Ma anche da carrettieri e preti di campagna. Cospiratori folli? Osannati nel mondo
Luoghi comuni da sfatare: 1. Era meglio l'Austria. 2. Il patriottismo non era popolare. 3. I Mazziniani erano esaltati estremisti.
Ma l'Italia non va in biblioteca
Si può parlare di biblioteche in occasione del centocinquantesimo compleanno dell'Italia, cercando di tenere insieme una riflessione storica e uno sguardo rivolto al futuro? Difficile farlo senza far riferimento alle condizioni culturali in cui si compì il processo di unificazione nazionale. Nel 1866 Pasquale Villari invitò a prendere atto che c'era «nel seno della Nazione un nemico più potente dell'Austria, la nostra colossale ignoranza». Tre italiani su quattro erano analfabeti e bisognerà aspettare il nuovo secolo per avere un'esigua maggioranza di cittadini capaci di leggere e scrivere: solo nel 1901 la percentuale degli analfabeti scese al 48,5%.
The killer of my father
di Aatish Taseer (leggi in italiano)
I have recently flown home from North America. In airport after international airport, the world's papers carried front page images of my father's assassin.
A 26-year-old boy, with a beard, a forehead calloused from prayer, and the serene expression of a man assured of some higher reward. Last Tuesday, this boy, hardly older than my youngest brother whose 25th birthday it was that day, shot to death my father, the governor of Punjab, in a market in Islamabad.
My father had always taken pleasure in eluding his security, sometimes appearing without any at all in open-air restaurants with his family, but in this last instance it would not have mattered, for the boy who killed him was a member of his security detail.