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Lunedì, 18 Maggio 2015 19:15

Paul Auster, Sbarcare il lunario

Volevo un libro per un’ora e mezza di viaggio, qualcosa di breve che mi impedisse di riflettere sui quegli agghiaccianti gemiti degli aerei e che tutti conosciamo. Sono entrata in libreria con il familiare senso di connessione con l’universo che accompagna un Acquisto, ma avendo finito da poche ore Follie di Brooklyn (regalo del Direttore), ero in piena crisi d’astinenza da Paul Auster. Mi sono dunque diretta con fare rabdomantico verso il suo scaffale e ho accarezzato i dorsi finché non ho captato una vibrazione libresca. Ho sfilato un libricino dello spessore di una sottiletta, il retro di copertina diceva: “A cavallo dei trent’anni vissi un periodo in cui tutto quello che toccavo si trasformava in un fallimento”. Il messaggio dell’universo a questo punto era piuttosto chiaro, ma è stato il seguito a convincermi che quello sarebbe stato il mio libro da aereo: “Paul Auster indaga negli anni del suo iniziale insuccesso e racconta la sua lotta quotidiana per sbarcare il lunario”.

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Martedì, 10 Marzo 2015 11:10

Philip Roth non finisce mai. La nostra gang.

Penso che Roth si fosse semplicemente inc...zato di brutto. A tal punto, che si sedette alla scrivania e scrisse di getto Our Gang.
Siamo nel 71 e l'America non se la passa benissimo. La guerra in Vietnam rispetto le bonarie e sbrigative dichiarazioni che la davano breve, poco costosa e solo con qualche danno collaterale, si era già trasformata nella tragedia che quelli della mia generazione conoscono bene.>>

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Don Winslow è abbastanza giovane per essere un celebrato autore dell'altezza di Ellroy, Connelly ai quali per altro dice di ispirarsi; è nato nel 53 a NYC ma cresciuto a Rhode Island. Prima di mettere a frutto il suo talento di scrittore, è stato un ricercato conduttore di barche per turisti entro le sei miglia marine nonché guida turistica per uomini avventurosi nella savana e di safari in Kenya. E' stato pure un'apprezzato investigatore privato. Suo padre è stato un ufficiale di marina durante il secondo conflitto mondiale ed è stato quasi tutto il tempo dopo la guerra sui cacciatorpedinieri nella East Cost. La madre era di New Orleans. Si sposarono durante un congedo di lui. Si racconta che la nonna, una guaritrice, avesse lavorato per Carlos Marcelo, il capo mafia accusato dell'assassinio di Kennedy. La cosa, è quasi sicuramente vera.

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Insomma, Patrick Modiano si è gudagnato il Nobel per la sua eterna ricerca sull'occupazione nazista e il peso che la dittatura ha avuto sulla società civile francese di allora. L'accademia, mi ripeto nella citazione, ha detto: "Per l'arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferabili e scoperto la vita durante l'occupazione (nazista).>>

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Mercoledì, 10 Febbraio 2016 15:51

Riempire una valigia per un salto nel buio

Guardatela. Si chiama Chimamanda Ngozi Adichie è di una bellezza impressionante. Bella davvero e il libro su cui vorrei vi fermaste un momento, Americanah, lo è altrettanto; lo scorso anno ha ricevuto il premio della critica degli Stati Uniti (il National Book Critics Circle) battendo il già molto famoso Cardellino di Donna Tartt. Il che vorrebbe dire poco, in fondo. E' bello perchè è diventato famoso, piuttosto che il suo contrario, è un vecchio modo per tirare delle belle fregature. Ora è in uscita da Einaudi: in America (leggi USA) non hanno perso tempo a definirlo un capolavoro.>>

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Giovedì, 03 Luglio 2014 22:45

Premio Strega 2014, vince Francesco Piccolo

Francesco Piccolo con Il desiderio di essere come tutti, pubblicato da  Einaudi ha, dunque, vinto l'edizione 2014 del premio letterario più ambito dai nostri autori. Ha battuto Antonio Scurati con il Padre infedele pubblicato da Bompiani, che perde per la seconda volta in cinque anni il premio, con 140 voti a 135

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Venerdì, 27 Giugno 2014 15:37

Il capitalismo è morto. Viva il capitalismo

Questo libro aspira a costituire un contributo critico a quella che un giorno potrà essere la nuova etica del capitalismo contemporaneo. Esso quindi intende riportare al centro della riflessione gli ideali politici e morali per costruire una società con maggiore eguaglianza. È un racconto che mostra con chiarezza, attraverso le tappe che hanno condotto alla crisi, una vera e propria mutazione del capitalismo. La crisi in cui sono immersi i Paesi occidentali nasce infatti dalla rottura di un compromesso storico tra capitalismo e democrazia.>>

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Venerdì, 15 Aprile 2016 00:00

Il figlio

Magistrale secondo romanzo di Philipp Meyer, Il Figlio è un poema epico dalla grande potenza narrativa che sorprende. Meyer racconta la storia del Texas attraverso una famiglia di disadattati e reietti. Il figlio è un libro sconcertante incentrato sui personaggi e si legge come tre autobiografie che variano di continuo il tono, lo stile e la voce.  
Colpisce il capostipite centenario Eli, conosciuto da tutti come "Il colonnello", nato a Bastrop in territorio indiano lo stesso giorno in cui il Texas diventò una repubblica, ma anche la storia di suo figlio Peter (impressiona molto il modo in cui cresce e gradualmente si ribella contro il padre autoritario) e la narrazione della pronipote Jeanne Anne che, da ultima erede, dovrà riannodare i diversi fili spezzati.

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La mia amica Paola Manduca dice che sono un lettore prevedibile perché amo certi scrittori i cui libri sono quasi a mono-tema e, peggio, certe scrittrici tipo Siri Hustvedt che sono poco immaginifiche e troppo realiste non fosse altro che, nella fattispecie, è pure sposata con Paul Auster. Il che è tutto dire. La verità è che non sopporta il fatto che le abbia fatto comprare "Quello che ho amato" scoprendo, tempo dopo, che l'ho fatto comprare anche molte altre persone. Sono un libraio, dopotutto.

Spero allora di sorprenderla e con essa i lettori di questa rubrica invitandoli a cercare altrove storie ordinate e prevedibili. Se invece non vi disturba essere sfidati, sorpresi e qualche volta confusi, fate un salto a Primrose lane. Male che vada, non vi annoierete e conoscendo la mia amica, resterà incollata al libro fin dalla prima pagina e non "alla" prima pagina. Per dire, quando un libro è di una noia mortale fin dalle prime righe.

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Ed io che pensavo di essere stata originale! Qualcuno più importante di me ha scritto esattamente quello che da un pezzo questa rubrica si ingegna di fare. Ed è la ragione del mio ammunitamento dalla rubrica, senza contare che un po' di congedo serviva comunque per una pausa di riflessione. Il fatto che mi stiate leggendo è segno di questa riconciliazione con il web e non me ne vogliano i colleghi di questo splendido sito per la mia assenza. Siamo in cammino, come ama dire il mio due di coppia.

Lo scrittore giapponese e il suo amore per il jazz - “La musica di Chet Baker aveva un inconfondibile profumo di giovinezza” - “Miles conficca senza pietà il suo cuneo magico nelle incrinature dell’animo” - “Mi è venuta una voglia terribile di ascoltare La Mer suonata da Django Reinhardt…”

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