Ariete, Marzo 2011

Bisogna ogni tanto togliere i freni inibitori, dire – se non proprio tutto – almeno più del necessario e pensare l’impensabile, perché il pensiero censurato fa più male di quello incontrollato. Insomma, divertiti con i compromessi sociali, accettando solo fin dove vuoi i condizionamenti. Basta ricordarti che la società esercita il suo potere proprio attraverso i canali del conformismo. E chi per te meglio di Pynchon, una sorta di Salinger vivente, che ha sempre rifiutato gli schemi, di vita e editoriali?

Vizio di forma, Thomas Pynchon

Ai vecchi tempi, Shasta poteva passare settimane senza far niente di più complicato di una smorfietta. Ora gli stava sciorinando davanti una complicata combinazione di segnali facciali che Doc proprio non riusciva a interpretare. Forse roba imparata a scuola di recitazione. – Non è quello a cui stai pensando, Doc.

– Non preoccuparti, il pensiero viene dopo.

 

Un pensiero su “Ariete, Marzo 2011

  • 11 Marzo 2011 in 15:48
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    Ops. Ho appena comprato “Vizio di forma”. Ops. Non avevo ancora visto la tua recensione. Ops. Sono nata sotto il segno dell’Ariete. Ops. Prima decade.

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