Podcast. Lo Swamp blues è morto con il suo re.

tommy mclain singer
   Tempo di lettura: 8 minuti

Agosto ha portato con se una scia di perdite assai significative per la musica; una per tutte Ozzy Osborne. Tra i molti, una in particolare ha fatto davvero notizia; almeno per me. Occupandomi di R&B e Jazz da sempre, non è passato inosservato l’annuncio della scomparsa di Tommy McLain, un cantante che ha fatto epoca e che negli anni ottanta aveva staccato la spina ritirandosi a vita privata e ritrovando solo quarant’anni dopo (nel 1922) il ritorno sul palcoscenico. E’ morto a fine luglio a Hessmer, Louisiana. Aveva 85 anni. La sua morte, avvenuta in una casa di cura il 24, è stata annunciata dalla famiglia in un comunicato.

Lo swamp/pop nacque alla fine degli anni ’50, quando i musicisti della Louisiana che suonavano rock ‘n’ roll incorporarono elementi del loro genere nativo, lo zydeco e il blues, insieme all’influenza unica di Fats Domino del periodo e del suo suono travolgente del pianoforte.

“Nonostante cantassero rock ‘n’ roll, lo permeavano di questo sentimento cajun francese (una varietà linguistica discendente dai deportati dall’Acadia, oggi Nuova Scozia, del 1700) che gli conferiva un sound unico”, ho letto in un’intervista lo storico della musica John Broven. “Tommy ne era parte integrante; anzi, ne era il re”. ha aggiunto.

Tommy McLain iniziò suonando in gruppi swamp pop come i Boogie Kings, per poi intraprendere la carriera solista a metà degli anni ’60.
Sebbene fosse un prolifico cantautore, il suo più grande successo, pubblicato nel 1966, fu una cover: “Sweet Dreams”, una canzone scritta da Don Gibson che era stata un successo per Patsy Cline nel 1963. McLain aveva praticamente scoperto la canzone per caso. Mentre guidava verso un concerto, sentì la versione di Cline alla radio. Iniziò a cantarla e decise di eseguirla quella sera stessa. Alla fine riuscì a convincere il proprietario di uno studio di registrazione, Floyd Soileau, a registrarlo. Ma il tizio trovò il brano troppo insolito ed esitò a pubblicarlo e anzi regalò (o vendette, chi lo sa) il disco al proprietario di un bordello lì vicino.
Quello che accadde dopo è finito nel libro di John Browen, lo storico della musica citato prima.
Andò più o meno cosi. Qualche giorno dopo, il proprietario del bordello chiamò. “Floyd, Dio onnipotente, ma che diavolo mi hai combinato?”, ricordava al signor Soileau, che aveva chiesto al proprietario del bordello cosa ne pensasse. “Quella ‘Sweet Dreams’ non smette mai di suonare nel jukebox della “casa”. Quelle donne la “mandavano” in continuazione. Anche durante… il lavoro.

La versione di McLain raggiunse il quindicesimo posto nella classifica Billboard Hot 100, più in alto di quella di Patsy Cline. A quel tempo lo swamp pop era in declino, messo da parte dal predominio radiofonico delle rock band britanniche e delle coste orientali e occidentali. Ma trovò un seguito anche in Gran Bretagna, dove nel 1974 il DJ Charlie Gillett pubblicò “Another Saturday Night”, una compilation di swamp pop che includeva il brano di McLain. I primi musicisti punk si sintonizzarono sul sound anticonformista di McLain, così come Mr. Costello e Mr. Lowe.

Col tempo, anche una nuova generazione di musicisti e fan americani ha scoperto McLain. Nel 2010, si è esibito con la Lil’ Band O’ Gold, un gruppo swamp-pop guidato dal cantante e chitarrista C.C. Adcock.
“Aveva un fattore X incredibile, unico nel suo genere, straordinario – come lo si voglia chiamare – nella sua voce”, ha detto Adcock commentando l’evento. “Aveva semplicemente quel suono strano che credo solo in pochi abbiano.”

Nel 2022, McLain ha pubblicato il suo primo album dopo più di 40 anni, “I Ran Down Every Dream” (in coda all’articolo vi faccio ascoltare Sweet Dreams) con un piccolo aiuto di Elvis Costello e Nick Lowe. Poi, ha avuto l’aiuto dei suoi amici: Adcock gli ha procurato un contratto; Elvis Costello ha scritto una canzone con Adcock, “My Hidden Heart”, e ha scritto la traccia che dà il titolo all’album con McLain; e Lowe ha collaborato con lui a un altro brano, “The Greatest Show on Hurt”. Nell’album cantano sia Lowe che Costello, insieme ad altri grandi della musica come Ivan Neville e Van Dyke Parks.
“Devo avere la musica intorno a me”, ha detto McLain alla NPR nel 2022. “È tutto ciò che so fare. È il mio dono, capisci? Io non capisco una parola di economia o di politica perché la musica è tutto ciò che so fare”.

Thomas Murray McLain nacque il 15 marzo 1940 a Jonesville, Louisiana, nella parte centro-orientale dello stato. Crebbe nella vicina Pineville, lungo il Red River. Suo padre, Glen, era un pastore battista che guardava con scetticismo ai primi interessi musicali del figlio, ma acconsentì comunque a comprargli una chitarra quando aveva solo 5 anni. Sua madre, Nellie (McGurk) McLain, fu più aperta al suo potenziale come musicista e lo incoraggiò a unirsi a una serie di band locali mentre era ancora al liceo.

Mentre sviluppava la sua carriera di cantante e musicista, Tommy scrisse canzoni per altri artisti, tra cui “If You Don’t Love Me Alone (Leave Me Alone)”, un successo del cantante Freddie Fender nel 1977. McLain continuò a registrare e fare tournée per tutti gli anni ’70. Ma i locali che lo avrebbero ospitato si ridussero in numero e dimensioni, finché non si ritrovò a suonare principalmente in bar o ristoranti con l’angolo musicale: li chiamano lounge matinée. Quelli dove si era ridotto a cantare erano lontani da casa, nella periferia della Louisiana.
Ebbe anche, per sua stessa ammissione, problemi di droga e alcol.
Lascia ben sette figli, dieci nipoti; otto pronipoti e la compagna Carol Skaggs.
Le ultime apparizioni in pubblico sono state al “The Late Late Show With James Corden” con CC Alcock nel 2022, e più di recente con Lucinda Williams in un duetto, “Release Me”, per l’album “A Tribute to the King of Zydeco, Clifton Chenier”. Il brano che vi faccio ascoltare è naturalmente Sweet Dreams.

Dalla collezione di casa consigli per gli acquisti.

Non ho dischi da consigliare di Tommy McLain. Le sole tracce che ho sono quelle di I Ran Down Every Dream.
Non ci sono libri in giro su Mclain

per BookAvenue, Francesca Schirone

*Il bayou (dal francese, a sua volta dalla lingua choctaw bayouk, che significa «fiume» o «tortuosità») è un ecosistema tipico del delta del Mississippi, in Louisiana


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