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Scorpione
Scorpione

per i nati dal 23 Ottobre al 22 Novembre

Domenica, 18 Luglio 2010 15:55

Scorpione, luglio 2010

Certe volte riesci ad avere una faccia di bronzo veramente impressionante. E mai come in questo periodo la diplomazia ti sta obbligando a fare salti mortali troppo grossi: quel che rischi è che gli altri tendano a non considerarti un punto di riferimento affidabile (caratteristica che invece ti appartiene). Leggi allora “La storia delle mutande” e torna alle origini, quando vigeva il perizoma (il primo indumento a essere indossato nell’antica Roma), torna soprattutto ad essere quel che sei, perché chi ti sta intorno ti chiede solo questo.

La storia delle mutande, Luciano Spadanuda

Biancheria intima ed effluvi odorosi formano un binomio inscindibile. Esiste al proposito anche una ricca casistica del passato quando la scarsa igiene, e la moda, dovevano aver giocato un ruolo fondamentale. E’ famoso l’aneddoto di Enrico III. Il sovrano francese restò legato per tutta la vita a Marie de Clèves, innamoratosi di lei dopo aver respirato, in un gabinetto di toilette dove si era cambiata, l’odore della sua camicia sudata. Persino Goethe confessa di aver rubato alla signora Von Stein uno dei suoi corsetti per poterlo ammirare e annusare a suo piacimento.

Domenica, 23 Maggio 2010 07:02

Scorpione

Hai tirato troppo la corda. Le energie su cui avevi messo in progetto di contare almeno fino all’estate si sono esaurite e già non ne puoi più. La tua consueta sete di conoscenza ti rende al momento estremamente pigro e non ti accorgi che faresti meno fatica ad abbandonare il campo, almeno temporaneamente. Il consiglio delle stelle è uno solo ed è quasi un diktat: rinuncia alle novità, ai casi letterari del momento, ai best sellers da conversazione. Ora è il momento del classico che non hai letto, che si tratti di Faust o Karamazov, di un giovane Holden o di un vecchio che non lasciava mai il mare, di un rumore superfluo o di silenzio innocente. Staccati dalla corrente del momento e vai da un’altra parte, un po’ di pausa non ti farà male.

I fratelli Karamazov, Fjodor Dostrojevskij

Più che mai era contrariante, codesta angoscia, più che mai era esasperante, in quanto aveva un aspetto quasi accidentale, del tutto esteriore: era qualcosa che urtava i sensi. C’era in qualche luogo, e faceva bella mostra di sé, un qualche essere o un qualche oggetto, sul genere di quelli che a volte ci stanno in mostra dinnanzi agli occhi, e per un pezzo, occupati in un lavoro o in un’animata conversazione, non li notiamo, ma intanto ti senti dentro un’irritazione, quasi un tormento, finché non indovini a mettere in disparte lo sgradevole oggetto, che spesso è una futilissima e ridicola cosa qualunque, dimenticata fuor di posto: un fazzoletto caduto in terra, un libro non rimesso nello scaffale, eccetera eccetera.

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