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La trilogia di Eddie Dickens: Villa Sventura

«Quando Eddie Dickens aveva undici anni, entrambi i suoi genitori si presero una brutta malattia che li fece diventare gialli, un po’ stropicciati ai bordi e li fece puzzare di vecchie borse per l’acqua calda…»(pag.7)
Così inizia, un altro magnifico libro da aggiungere allo scaffale della vostra biblioteca e proporre ai bambini anche in occasione della la festa delle zucche.
Si tratta della trilogia di Eddie Dickens scritta da Philihp Ardagh; io vi presenterò il primo dei tre libri: ”Villa Sventura”.
Il racconto si snoda in una serie di episodi (non ci sono capitoli) anarchici e spiritosi, ambientati ai tempi in cui i poliziotti metropolitani erano lunghi e stretti, vestivano con uniformi rigide e attillate e in testa portavano un altissimo cappello nero; tempi in cui maglietta e mutandoni erano considerati parti del proprio corpo al pari di unghie e cappelli e togliersi tali indumenti era considerato un “deliquo”.
Di termini raffinati e forbiti come: cadere in deliquo, colore circospetto, uggioso … il libro è colmo come le uvette sul panettone di Natale ma sapientemente sparse, al momento giusto, su appetitose descrizioni e caratterizzazioni che rendono la narrazione unica e con effetti a dir poco esilaranti… ( segue)

Magie di Lavinia & C .

Una notte d’inverno, verso Natale, in una Milano fredda e frettolosa, una piccola mendicante di 7 anni, Lavinia,  sola di fronte ad un modo di grandi, arroganti e indifferenti, sta per morire di freddo e di stenti …
Preparate i fazzoletti.
Ma vi assicuro non per piangerete di commozione davanti alla fine miserabile della piccola fiammiferaia di Andersen bensì per sbellicarvi dalle risate fino alle lacrime perché a salvare  Lavinia arriverà un’ammagliante Fata Madrina, in taxi, che regalerà alla piccola una anello magico dal potere sorprendente.

Un anello magico dagli effetti di una lampada di Aladino spiritosa e liberatoria, grazie al quale, Lavinia si trasformerà nel “ Zorro” in gonnella della situazione che al posto della famigerata “Z” per vendicarsi delle ingiustizie altrui, lascia, invece, dei semplici, disarmanti, puzzolenti, mucchietti… di cacca!

In bocca al lupo

“ Mi chiamo Adolfo, e sono un lupo ” così inizia questa singolare storia anticonvenzionale, subito, affiancata dall’illustrazione di un feroce lupo dalla bocca grande e i denti aguzzi contornato da una fitta vegetazione a cavallo tra le foreste del vecchio nord Europa e l’intricata la selva amazzonica …

Bocca grande, denti aguzzi … Non vi suona familiare? Non vi ricorda una fiaba di grimmiana memoria?

Cappuccetto Rosso, indovinato! Chissà quante volte l’avrete raccontata ai vostri pargoli drammatizzando le scene “clou ” con mimica accentuata e versi orridi, nella speranza che si addormentassero.

Ma questa volta, a parlare della storia e di come si sono svolti ”realmente” i fatti, non è l’autore, ne la deliziosa bambina vestita cremisi dall’incarnato di pesca e le guance rosee ma bensì il peloso, famelico, cattivone (almeno così sembra): il lupo …

 

copertina

Lo straordinario viaggio di Edward Tulane

copertinaLo straordinario viaggio di Edward Tulane
Con questa recensione, Isabella Paglia inizia la sua collaborazione con BookAvenue nella speciale sezione dedicata ai libri per l’infanzia: piccoli lettori crescono.

Quando ho visto per la prima volta: Lo straordinario viaggio di Edward Tulane, sul ripiano moderno di una libreria per bambini, mi sono detta:
” questo libro sembra essere uscito dal tempo …”
Osservando la finezza della rilegatura e la raffinatezza delle immagini ho subito pensato che forse sarebbe stato adatto ai bambini di una ricca famiglia vittoriana più che a quelli disincantati dei nostri giorni.
Ma spesso l’apparenza inganna.
Per qualche motivo, oscuro alla mia ragione ma non all’intuito, l’ho comprato, facendo uno degli acquisti migliori della mia vita e alla fine vi dirò perché…
Ma chi è Edward Tulane?