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Giovedì, 16 Febbraio 2012 06:49

Goodbye Mr. Roth

Qui finisce la mia odissea con Roth. E con quale miglior scelta se non di finire dall'inizio? Si perché Roth mi ha saziato a tal punto come l'acqua che scorre dai lati della bocca mentre la gola indugia al sorso ulteriore. Basta, non ne vogliamo più. Così, con evidente logica e tranquillità d'animo, dico addio al mio autore preferito di sempre con il "carico" di pagine che porterò sempre con me: una trentina di libri in un mix tra fiction e non-ficton e romanzi in serie (leggi, Zuckermann).

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È Philip Roth, (78 anni!), autore del celebre "Lamento di Portnoy" ma anche della "Pastorale", il vincitore del Man Booker International Prize 2011, giunto alla quarta edizione e considerato il più prestigioso riconoscimento letterario di lingua inglese.
«Questo è per me un grande onore e sono felice di ricevere questo premio», ha commentato Roth, subito dopo aver ricevuto l’annuncio della sua vittoria su altri dodici finalisti tra cui c'era anche Dacia Maraini.

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Mercoledì, 26 Gennaio 2011 16:49

La nemesi di Roth

copertinaÈ uscito da un paio di mesi negli USA il nuovo libro di Philip Roth, dal titolo Nemesis, che con Everyman, Indignazione e L’umiliazione costituisce una ideale serie dallo stesso Roth titolata, appunto, Nemesi.

Chi mi legge lo sa da un pezzo. Trovo irresistibile Philip Roth che considero da molto, molto tempo il mio autore preferito. Ma i lettori di Roth sono abituati a dare poco retta ai segnali che arrivano con una certa costanza dai suoi libri: l'ultimo titano in piedi del romanzo americano ci sta annunciando la sua fine già da un pò.
E' difficile, per questo motivo, poter scrivere qualcosa sull'ennesima sorpresa riservatami da Nemesis, il 31° libro di Roth.

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Sabato, 10 Ottobre 2009 08:31

Philip Roth, Everyman

copertinaChi ha visto il film Ti presento Joe Black, sa a cosa mi riferisco. William Parrish, un magnate dei mezzi di comunicazione, si accinge a festeggiare il sessantesimo compleanno, circondato dalle figlie Susan, medico in ospedale, e Allison, sposata con Quince. Allison in particolare sta curando i preparativi per allestire una grande festa nella residenza di famiglia fuori città. William è in un momento un po' confuso della propria vita e del lavoro, quando si presenta alla porta di casa un misterioso giovane che dice di chiamarsi Joe Black. Joe è la Morte. Arrivata per avvertire William che la sua ora sta per giungere ma anche della sua decisione di volerlo seguire da vicino nei giorni successivi e fare esperienza sul campo attraverso la sua, regalandogli altro tempo. Lui che non ha vissuto, desidera comprendere la difficile arte della vita aiutandolo, peraltro, a sistemare le sue cose e la sua azienda... in attesa che il destino si compia. Joe incontra Susan e, avendo assunto le sembianze di un giovane che lei aveva incontrato tempo prima, cominciano a frequentarsi e innamorarsi.

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Sabato, 08 Novembre 2008 08:19

Philip Roth, Pastorale Americana

copertinaSe Omero fosse vissuto nel 1998 DC avrebbe parlato di Seymour Levov anziché di Achille, di Merry Levov anziché di Elena, di Dawn Dawier anzichè di Andromaca.
Pastorale Americana e’ un romanzo epico, il mito è quello americano che ha contaminato il mondo: il self made man, appesa al suo braccio c’è Miss America che oltretutto è intelligente, tutto intorno una fantastica vita tutta made in USA. Solo che tutta la superficie patinata, dorata è in realtà solo opaca, serve un bel colpo di spugna che faccia tornare trasparente cosicché si possa vedere bene oltre. Il colpo di spugna c’è ed è proprio la figlia del protagonista a infliggerlo. Descrivere i fatti narrati da Roth sminuirebbe il romanzo. Basti dire che la storia segue l’andamento di una parabola, ad un certo punto deve iniziare la discesa, che è drammatica ma inarrestabile, dà le vertigini ed è impietosa. Tutto è inutile ci dirà Seymour Levov, il “normalizzatore”…siamo tutti nella stessa barca”, l’uomo-dio deve pagare il suo affronto, la sua ricerca dell’ideale, del perfetto, del buono, del giusto, nel modo più doloroso e umiliante: tornando tristemente ad essere solo un uomo. Un romanzo grande come grande potrebbe essere una foto che ci ritraesse tutti. Sei miliardi o giù di lì.

Scelto da Layla El Sayed,

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Martedì, 26 Ottobre 2010 08:44

Una storia in apparenza complicata

Libro nuovo di Roth che esce, recensione del sottoscritto che trovi.
Chiunque abbia familiarità con il lavoro di Philip Roth sa che Nathan Zuckerman è una sorta avatar di Roth nel suo universo immaginario. Questo avatar mi insegue dal Lamento di Portnoy, leggi Carnovsky, fino ai suoi ultimi libri con Nathan Zuckerman. Entrambi fanno i conti della loro vita con l'ebraismo, coabitano con i sentimenti di duplicità tra l'esistenza quasi sempre tormentata e il legame alla fede e le ricadute di essa sulla loro esistenze. Entrambi hanno problemi con il matrimonio e la famiglia, sono entrambi ossessionati dal sesso; è giusto quindi che Controvita sia l'ennesima sintesi di Roth e il suo avatar Zuckerman. Roth non si presenta di persona, come in alcune altre opere. Piuttosto, l'autore diventa un personaggio attraverso il risultato dei contenuti semi-biografici.

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Martedì, 01 Settembre 2009 16:44

Roth Philip, Il fantasma esce di scena

foto autoreSono passati tre decenni, dal giorno che Philip Roth ha pubblicato "Lo scrittore fantasma", il primo dei suoi numerosi romanzi-cronaca delle avventure del suo più noto alter ego, Nathan Zuckerman.
In questo libro Nathan Ë stato uno catturato dagli occhi di un giovane scrittore, Richard Kliman, desideroso di scrivere una biografia culto di un protagonista assunto all'altare della culla letteraria: lo scrittore Lonoff,  conosciuto negli anni precedenti nel Berkshire, dove ha passato una tranquilla esistenza lontano dalle distrazioni della città e lontano dalla confusione letteraria. Non molto differente dall'esistenza che Roth ha scelto, da quando ha preso casa in una tranquilla cittadina del Connecticut in mezzo al verde.

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Venerdì, 07 Novembre 2008 14:00

LLL Living Literary Legend

foto autoreL'autore.
Definito LLL Living Literary Legend, in occasione della celebrazione del suo 75mo compleanno, Philip Roth ha donato la sua vita alla scrittura. Considerato già un grande con i suoi racconti d'esordio Goodbay Columbus, Roth ha scritto moltissimo nella sua carriera differenziando tre aree distinte il suo lavoro. Quella famigliare e autobiografica (leggi Patrimonio, a proposito della morte di suo padre), ha indagato il tempo della società americana con grandissimi romanzi (la Pastolare: un vero capolavoro e gli altri due che seguono, La macchia umana, Ho sposato un comunista), consacrato con Il Lamento di Portnoy, una audace tragicommedia post rivoluzione sessuale, e la grande ironia di Zuckerman: il suo alter ego sulla carta con il quale si è divertito a raccontare molto della sua esistenza di scrittore cui ha dedicato alcuni libri fino al Fantasma esce di scena. Ha un bel caratteraccio: ne hanno fatto le spese i suoi intervistatori caduti nella trappola della retorica definendo i suoi romanzi come "letteratura ebraica", una soffocante distinzione che ha sempre irritato Roth non poco. Ha vinto praticamente tutto quello che c'è da vincere in campo letterario. E se non fosse per i pregiudizi intellettuali dell'Accademia di Svezia, avrebbe ben meritato il Nobel da diverso tempo e in specie quest'anno a vedere come è finita.

 

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Mercoledì, 04 Novembre 2009 17:34

Philip Roth, The humbling

foto autoreL'autore.
E' l'autore più amato dai moltissimi lettori della comunità che si stringe sotto il nome del nostro sito.

Il libro. 
Caro lettore, mi domando e ti domando: diremo mai basta ai libri di Roth? Diremo mai: fatela finita Nathan Zuckerman, Spielvogel, David Kepesh e Mickey Sabbath? Oppure continueremo a stare incollati alle pagine intorno a queste storie esasperate, e coinvolti dal destino degli eroi le cui vite e gli amori rispecchiano quelle del loro autore?

Roth mi ha abituato a queste storie estreme, come la soffocata miseria identificata da O. Spielvogel, lo psichiatra immaginario del, "Pene Perplesso," l'articolo con cui mi ha introdotto a suo tempo nella lettura del "Lamento di Portnoy." Una condizione caratterizzata dall'estremo desiderio sessuale con comportamenti compulsivi di Alex e il suo sentimento prevalente di vergogna e paura del castigo, in particolare sotto forma di castrazione. Ma, si sa: le possibilità e le permutazioni dell' onanismo sono illimitate. E che sono il filo conduttore di molti dei suoi romanzi.

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