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Paola Calvetti, Noi due come un romanzo

   Tempo di lettura: 8 minuti

Quello di Emma, riassume in se quelle quattro regole che fa di se stessa quello che è e fa giustizia di questo mestiere. A partire dallo straccetto con cui ogni mattina spolvera i libri. Mi è rimasto il dubbio se per istinto naturale della consuetudine mattutina o per un metodo acquisito. Quello di Emma ed è verosimile alle tante storie che ha fatto di qualcuno di noi quello che è adesso mentre ho finito di leggere il libro, è l’idea di sfida. La protagonista, credo, ha avuto un lavoro assai impegnativo e suppongo, pure ben retribuito. Eppure, il desiderio di sottrazione da quella vita con la possibilità di dare un senso vero alle sue giornate verso qualcosa che le sembri meno immateriale di quello che sta facendo, dà il via al progetto di nascita di una libreria (tra le proteste sconsolate del suo migliore amico). Ed è una libreria davvero speciale. Lì dentro niente settori umanistici o discipline scientifiche o dizionari o un affollato settore per bambini. No. E’ una libreria di libri che parlano d’amore, divisi e sistemati in settori che ne regolano e dettano lo stato d’animo. Emma ha creato un luogo dell’anima.

Ed è quella che sussulta una mattina quando un post-it attaccato su un libro con un nome e un numero di telefono, che sembrano essere risorti dall’oltretomba. Come un romanzo, qui si rivela per quello che è: un’umanissima storia d’amore tra un professionista e una libraia. Due amici di scuola che si ritrovano dopo una vita a star dietro alle proprie corse e destino. La magia del luogo che è un luogo, a dirla con l’autrice, che predispone le anime a riconoscersi, a capirsi, a perdonarsi. E c’è del tenero a guardare l’emozione di una donna adulta a comporre il numero. L’appuntamento, la sera, è come guardarsi allo specchio per davvero dopo tanti sguardi di fretta la mattina prima di uscire. Lui lavora oltreoceano e, con Renzo Piano, sta ristrutturando la Morgan Library. È sposato e ha una figlia. Basterebbe questo per sbattere la testa sullo scaffale dei “cuori infranti”. Invece, e per molta parte del libro dandone storia e senso, ne nasce un maturo, consapevole scambio di lettere fatto di parole piene di senso, di scambio e osservazioni. Quello che fanno gli adulti quando guardano il mondo a quattro occhi invece che a due soli. Ed è uno sguardo di coppia e non di due amici. Di una coppia che ama e sa di essere amata. Questi amati protagonisti si scambiano anche una promessa, una data, un luogo. Per una volta l’anno.

Noi due come un romanzo è anche un libro che parla di libri. E sono storie di autori raccontate dai libri sugli scaffali di Sogni & Bisogni tramite Emma: ci fanno compagnia le faccende di Katherine Mansfield e Jane Austen, complice le ritrovate lettere nella Morgan e l’emozione dell’architetto al tocco, di Anna Gavalda e Sarah Bernhard e di luoghi come Belle-Île e la Bretagna. Sogni & Bisogni e la sua libraia si rivelano un’impresa di successo. Che cresce.

Ora sono indeciso se continuare a raccontarvi questo libro che è capitato tra le mani come un dono. Che è una pausa tra la fretta di sempre, e a proposito, Emma: Ti contraddico: la fretta accomuna gli editori e i librai. Non è vero che ce l’hanno solo i primi. E poi sì, il tuo commercialista ha ragione parlando di redditività (tanto spazio, tanto fatturato). Ma questo lo sai già.

Decido quindi di fermarmi: il resto, mi piace pensare, potrete godervelo da soli, soprattutto se siete innamorati.

Per Bookavenue, Michele Genchi


noi due come un romanzo calvetti

Paola Calvetti
Noi due come un romanzo
Mondadori

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