Leggere Tranströmer

Il momento migliore per leggere Tranströmer è di notte quando il silenzio è armonioso e al tempo stesso stonato.
Per leggerlo è necessario arrendersi all’inverosimile, alzarsi dal letto e ascoltare i rumori minimi della nostra casa o del vento che soffia all’esterno. Chi lo legge lo fa come se fosse un segreto personale.
Tranströmer è un maestro di solitudine che abita in un silenzioso e armonico recinto.

Le sue poesie devono qualcosa alla tradizione giapponese e infatti all’inizio della sua carriera Tranströmer ha scritto diversi haiku.

Le sue poesie hanno però un incantesimo tutto particolare, contengono una semplicità luminosa che si espande fino a quando riesce a tirar fuori l’ego di chi legge. Il suo linguaggio è così pulito e diretto che sembra andare oltre lo stesso linguaggio.

Dopo aver letto qualcosa di suo si vede lo spazio in modo diverso perché un corpo può diventare una cosa e anche le cose sembrano vive.

In molte sue poesie c’è una sorta di impotenza, la sensazione di essere trascinati da qualcosa di invisibile e irresistibile.

La magia di Tranströmer è proprio nella sua capacità di presentare certi aspetti di noi stessi che da troppo tempo abbiamo dimenticato e le sue poesie offrono la possibilità di dare almeno un’occhiata dentro al nostro mistero.

Marco Crestani

"In una poesia o in un racconto si possono descrivere cose e oggetti comuni usando un linguaggio comune ma preciso, e dotare questi oggetti - una sedia, le tendine di una finestra, una forchetta, un sasso, un orecchino - di un potere immenso, addirittura sbalorditivo. Si può scrivere una riga di dialogo apparentemente innocuo e far sì che provochi al lettore un brivido lungo la schiena… Questo è il tipo di scrittura che mi interessa più di ogni altra. Non sopporto cose scritte in maniera sciatta e confusa…"(Raymond Carver)

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