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Mercoledì, 12 Luglio 2017 21:32

Dedicato a chi sta fuggendo

Eggers costruisce ancora una volta una macchina narrativa fluida e avvincente, di ottimo livello. Conduce il lettore in un viaggio lungo territori impervi raccontandoci della vita di una donna coraggiosa che sente dentro sé il diritto di andarsene e lotta per sé e per i propri figli.

Perché "solo essendosene andati lei e i suoi figli potevano raggiungere una specie di sublimità, che senza movimento non c’è lotta, e senza lotta non c’è scopo, e senza scopo non c’è niente".

Un on the road in piena regola che conquista pagina dopo pagina e ci fa capire come tutto sia sottoposto al cambiamento e niente è stabile, permanente, definitivo perché le cose cambiano, le persone cambiano, tutto è in divenire. E allora il senso di tutto ciò che ci circonda sta proprio nell’imparare a ‘star bene nel profondo’, al di là di quello che possediamo, degli oggetti o delle persone che ci arrecano piacere o degli eventi che sopravvengono. Perché, come scriveva Rilke, la felicità è destino e "la gioia è semplicemente una buona stagione sopra il cuore... è la cosa massima che gli uomini abbiano in loro potere".

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Martedì, 20 Giugno 2017 05:56

il prezzo del sogno

Nell'America degli anni Quaranta, Pat (Patricia Highsmith) è una sorta di malvivente: determinata e spietatamente libera, ama le donne e vuole fuggire da ogni ipocrisia. È scappata dal Texas e da una madre autoritaria e accentratrice per inseguire il sogno di diventare scrittrice: nei salotti letterari si sente fuori luogo e in grande imbarazzo, ma ha una prontezza e una perspicacia uniche, oltre a un talento straordinario. Per lei la vita e la scrittura – che è piacere, felicità, beatitudine, qualcosa di incredibile che fa sentire vivi – si fondono tra loro nutrendosi l'una dell'altra in modo prodigioso. È questo il prezzo del sogno: è inquietudine, cura, impegno, ma anche frustrazione e inappagamento.

Pubblicato in Storie

Certi libri arrivano al lettore come in risposta a una preghiera. La preghiera può essere un giorno di sole o il momento più basso di un’esistenza, ma è sempre l’arte a esprimere il nostro indicibile. Succede anche per le preghiere di una società. “Ogni epoca concentra l’attenzione su alcune parole, ne è come ossessionata. Questo perché quest’epoca sta perdendo la cosa nominata e comincia ad avvertirne la mancanza”.
Se c’è una cosa che manca all’uomo in questo tempo di declino umano e spirituale, è la Poesia: quella bellezza che l’universo ha facoltà di osservare in se stesso tramite la vita. A questa preghiera dà risposta il libro-miracolo di Alessandro D’Avenia, ponendoci al cospetto di un poeta che forse non abbiamo saputo vedere: Giacomo Leopardi.

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Che il 2016 sia l’anno del quarto centenario della morte di William Shakespeare, fissata per convenzione il 23 aprile 1616, è notizia che non vi sarà di certo sfuggita. Le opere del drammaturgo non mancano mai sui palcoscenici di tutto il mondo e, da quando si è diffusa la pratica di trasmettere nei cinema gli spettacoli teatrali appositamente registrati dal vivo, può capitare di sentir rivivere le immortali opere del Bardo di Stratford-upon-Avon in lingua originale, interpretate da grandi attori connazionali dell’autore.

Pubblicato in Piccoli lettori crescono


Mi sembra che ultimamente gli scrittori italiani per ragazzi abbiano “nostalgia dell’avventura”, come intitolava anche un bel numero della rivista Hamelin di qualche anno fa.

La nostalgia è un sentimento che ha a che fare con il desiderio proiettato nel passato, quello personale (l’infanzia perduta) e quello storico (le Morosinotto e epoche che non ci sono più). Ciò che è passato, proprio perché lontano, viene idealizzato e possiamo proiettare su di esso una sensazione di genuinità e spensieratezza che bilancia le contraddizioni del presente.

Le storie d’infanzia ambientate nel passato si rifanno dunque all’ideale di una vera e propria “età d’oro”, quella nominata da Kenneth Grahame nel suo prezioso romanzo del 1895, quella in cui tutto può succedere e che vale la pena di raccontare.

Pubblicato in Piccoli lettori crescono

“I grandi segreti non condivisi finiscono per sbiadirsi un po’. Non si riconoscono più le forme sulla carta lucida. I segreti autentici si mescolano ai sogni. E quando li si risveglia, ci ricordano soltanto la nostra solitudine”.

Un libro che racconta: per non dimenticare, per svelare, per fornire delle prove. Un libro necessario, alla fine >>

Pubblicato in Piccoli lettori crescono
Lunedì, 04 Gennaio 2016 14:48

L’orologio di Orfeo

Erano scatoloni piuttosto comuni: vecchi contenitori pieghevoli di cartone ondulato, non diversi da quelli che prendono polvere in milioni di cantine e solai. Ultimi, stanchi residui del patrimonio del nostro compianto padre, erano arrivati nell'assolata casa di collina di mio fratello Nick, a Los Angeles, nell'autunno del 1994. Stranamente, provenivano dalla Germania. Nostro padre, Bernard Goodman, era morto a Venezia alcuni mesi prima — il giorno dopo il suo ottantesimo compleanno — mentre nuotava nel mare Adriatico. La sera precedente aveva gustato una cena squisita all'Harry's Bar. Cipriani, il proprietario, gli aveva offerto una bottiglia di grappa della casa. Rinomato atleta ai tempi dell'università, mio padre era sempre rimasto fisicamente attivo — non fu il suo corpo che la vita spezzò — e, nonostante l'età, era un abile nuotatore. Secondo le autorità, ebbe un colpo apoplettico o un attacco di cuore e perse coscienza in acqua. Quando Eva, la sua compagna già da anni, gridò e agitò le braccia dalla riva, i bagnini si tuffarono in mare e lo trascinarono fuori, ma era troppo tardi. Fu dichiarato morto per annegamento.
La sua scomparsa fu inattesa e piuttosto insolita: non sono molti gli uomini di ottant'anni che perdono la vita in mare. Forse, però, fu una fine appropriata. Anche la sua esistenza era stata insolita e piena di circostanze impreviste.

Pubblicato in Storie

(da: Il Post) Elisabetta Sgarbi, direttrice editoriale di Bompiani, e gli editor Mario Andreose e Eugenio Lio si sono dimessi, lunedì 23 novembre, da Bompiani (Rcs Libri) e hanno annunciato la nascita di La Nave di Teseo, «una nuova casa editrice indipendente di narrativa, saggistica e poesia, italiane e straniere», si legge nel comunicato.
La Nave di Teseo inizierà a pubblicare nel maggio 2016, la sede è a Milano, in via Stefano Jacini 6, proprio dietro piazza della Scala. La notizia era attesa almeno dall’inizio di ottobre, da quando cioè è stata annunciata l’acquisizione di RCS Libri da parte di Mondadori, di fatto la fusione delle due più grandi case editrici italiane.

Pubblicato in Elzeviri
Mercoledì, 26 Aprile 2017 10:41

H.D. Thoreau. Il cammino dell'uomo

Thoreau ha detto con grande anticipo le cose che oggi leggiamo sui libri di Serge Latouche in fatto di descrescita. La semplicità collettiva è fondata sull'idea che una "vita semplice" con risorse e consumo di energia ridotte, è una valida alternativa alla cultura del consumo.

L'idea, aggiungo, è che la vita "semplice" migliora non solo la nostra vita, ma la vita dei nostri contemporanei - a patto che anch'essi aderiscano a questo modello - e degli altri che verranno dopo di noi. Per non parlare di come questo codice comportamentale contribuisca a salvaguardare il nostro pianeta dalla catastrofe ambientale verso cui stiamo… marciando tutti con grande entusiasmo.

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Venerdì, 13 Marzo 2015 11:07

Joint Venture tricolore

Nei giorni scorsi si è molto parlato della fusione Mondadori-Rcs. Questo è il commento di Bookavenue.

Gli ultimi dati forniti dall'Istat sulla lettura nel nostro Paese nel 2014 (e da noi prontamente forniti ai lettori del sito) sono assai severi. Parlano di circa ottocentomila lettori in meno rispetto l'anno precedente. Meno della metà delle persone campionate (il 41% circa) dai sei anni (!) in poi, ha letto almeno - un solo - libro non scolastico o per le professioni. Si capisce che, su una popolazione di cinquantasette milioni, ben trentaquattro di questi non leggono; quel 41% citato prima, a guardar bene, si compone da: dieci milioni circa che leggono da uno a tre libri, sei milioni da quattro a sei, tre e mezzo tra i sette e undici e, per finire, tre milioni e mezzo leggono più di dodici libri l'anno: i cosiddetti lettori forti. Quelli in mezzo (da quattro a 11) sono i medi, il resto sono i lettori deboli.

Pubblicato in Cross selling
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