Per un pomeriggio intero, la madre di Maurice cuce con grande attenzione le stelle sui grembiuli di scuola. Si siede vicino alla finestra nell’unica stanza della loro casa e Maurice, coi suoi fratelli, la guarda lavorare con grande interesse.
Cuce a piccoli punti serrati, precisi, uno dopo l’altro. Tutto quello che fa mia madre, pensa Maurice, lo cerca sempre di fare con tutto l’impegno e la cura che può.
Quelle stelle si era dovuto comprarle e si erano usati i “buoni per i tessili” che il Comune ormai distribuiva col contagocce. Bisogna comprarsele pagarsele e cucirsele da sé. E’ importante che le stelle siano cucite in modo solido. Si dice che una stella cucita male potrebbe procurare guai seri…
Una strana fortuna


Compagni Segreti è stata un’inaspettata fonte di ispirazione. Grazie a questo libro ho scoperto (tanto per citarne alcuni) scrittori come Uwe Timm, Jurek Becker, Jerzy Kosinski e Jean Améry e sono rimasto conquistato dalla grande passione di Eraldo Affinati per il viaggio. Tra le righe non ci sono comuni descrizioni di viaggi o descrizioni fini a se stesse perché il binomio letteratura-vita (e vita-letteratura) si interseca inesorabilmente alla pagina e la fa da padrone.
L’odio di Andre per il tennis è tutto concentrato sul drago, una macchina lanciapalle trasformata da suo padre Mike. Nero e luccicante, montato su grosse ruote di gomma, con la parola PRINCE dipinta in lettere bianche lungo la base, il drago sembra proprio una qualunque macchina lanciapalle di un qualsiasi circolo sportivo americano.
Appena posso rileggo qualche passo di Avventure in Africa di Gianni Celati ed è sempre una piccola grande scoperta.

Poco prima di morire per insufficienza epatica nel luglio del 2003, Roberto Bolaño disse che avrebbe preferito il mestiere del detective a quello dello scrittore. Aveva cinquant’anni anni ed era già ampiamente considerato il più importante romanziere latino-americano dopo Gabriel García Márquez.
Poco prima di morire Henry James aveva iniziato a scrivere un volume di ricordi autobiografici raccolti con il titolo di un suo stesso racconto intitolato “The Middle Years”. Il libro doveva essere seguito da “Notes of a Son and Brother” e queste pagine sono tutto quello che rimane di un testo rimasto incompiuto. 
Sinan Antoon è nato in Iraq da madre americana e padre iracheno. Ha lasciato Bagdad nel 1991 dopo la guerra del Golfo Persico e attualmente insegna letteratura araba alla New York University. Le sue poesie e i suoi saggi sono stati ampiamente pubblicati in arabo e inglese. E’ il traduttore del poeta palestinese Mahmoud Darwish, uno dei più rappresentativi poeti palestinesi del nostro tempo.
Il momento migliore per leggere Tranströmer è di notte quando il silenzio è armonioso e al tempo stesso stonato.
Ema ha quasi vent’anni, è da qualche giorno che ha finito la maturità, ma non ha la minima idea di cosa farà da grande perché “per cominciare il futuro” c’è sempre tempo.