Mea Culpa. Aatish Taseer aveva ragione

Nell’articolo dedicato al libro “Straniero alla mia storia” di Aatish Tasser, avevo criticato alcuni punti di vista dell’autore circa il regime siriano. Dissi: “L’arrabbiato e poco riflessivo islamismo che incontra in Siria è solo un aspetto della vita multiculturale del paese, e in nessun caso il solo aspetto della vita sociale e culturale di quel paese. Egli sembra presentare un quadro unidimensionale delle sue terre di transito, a volte al limite del paranoico. E’ spesso “ricarburato” da ciò che sente, e salta a peggiori conclusioni. Ma che i siriani, gente che sa certamente come evitare i tabù politici, possa parlare di politica solo al chiuso della privacy di un automobile, sembra una forzatura anche per me e lontano dalla verità”.

A leggere le cronache di queste settimane devo dare atto all’Autore di aver anticipato di molto tempo quello che sta accadendo al popolo siriano e alle devastazioni e crudeltà opposte dal regime del presidente Bashar al Assad.

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The killer of my father

foto autore

di Aatish Taseer (leggi in italiano)

I have recently flown home from North America. In airport after international airport, the world’s papers carried front page images of my father’s assassin.
A 26-year-old boy, with a beard, a forehead calloused from prayer, and the serene expression of a man assured of some higher reward. Last Tuesday, this boy, hardly older than my youngest brother whose 25th birthday it was that day, shot to death my father, the governor of Punjab, in a market in Islamabad.
My father had always taken pleasure in eluding his security, sometimes appearing without any at all in open-air restaurants with his family, but in this last instance it would not have mattered, for the boy who killed him was a member of his security detail.

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Straniero alla mia storia.

foto autore

Aatish Taseer è cresciuto da laico, in una India pluralista.
Questa affermazione, che più di tale, sembra il manifesto di un programma politico, spiega il resto di quest’articolo se avrete la pazienza di leggerlo.
E vi conviene secondo me, perchè sto parlando di una delle più belle esperienze di lettura che ho fatto quest’anno.
Il libro è: Strange to history. A Son’s journay through Islamic Lands (tr.Einaudi, Straniero alla mia storia Il viaggio di un figlio attraverso le terre dell’islam)

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