“La casa del sonno” di Jonathan Coe è una storia con dei colpi di scena sorprendenti, un libro non immediatamente accessibile, spesso sconcertante, a volte commovente, in certi frangenti indecifrabile.
Coe scrive in modo affascinante (ferocemente intelligente, mi verrebbe da dire) tessendo una ragnatela fatta di sogno, realtà e incomprensioni che si snoda lentamente (e molto elegantemente), ma non è sempre facile da seguire.
Una ragnatela fatta di sogno



A un anno dalla morte di Michael Jackson arriva in Italia, dopo lo scalpore suscitato negli Stati Uniti, un libro che riabilita il Re del Pop. ”Michael Jackson – Il complotto” edito da Alacran, firmato dalla scrittrice e giornalista giudiziaria Aphrodite Jones – con la prefazione di Thomas A. Mesereau Jr., l’avvocato a capo del team di difensori di Jackson – fa chiarezza su quello che viene definito un complotto mediatico-giudiziario che tentò di distruggere un mito dei nostri tempi.


Il giorno che è uscito lo abbiamo preso tra le mani in due in libreria, il giorno dopo ci siamo guardate: avevamo letteralmente bevuto già metà libro…
Mi ci sono voluti cinque mesi per terminare Infinite Jest e alla fine mi sono reso conto di aver letto quattro o cinque libri. Forse perché è un romanzo vasto e tentacolare che sembra essere lì a sfidarti solo per il suo peso (la versione Einaudi conta 1179 pagine scritte in corpo minuscolo, più altre 100 di note e aggiunte al testo) o perché è complesso e pretende impegno oltre che ritmo. Oppure perché è il libro di un sogno che annulla ogni regola di fiction e leggerlo è come versare del mercurio sul pavimento.
Paul Auster è stato definito “uno dei più grandi romanzieri viventi America” da più di un giornale o rivista letteraria o, comunque la si guardi, da molta parte delle comunità intellettuali esistenti.” 
