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Questa Rubrica:
Molto spesso scopriamo che il tam tam che incide sul destino di una pubblicazione nasce dalla lettura appassionata di un lettore, forte o debole che sia, ma di un solo lettore.
Ci piace pensare che il primo tocco di tamburo sia dato da Marco.

(a cura di Marco Crestani)

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"Vide gli orsacchiotti prima di vedere la loro madre. Erano due, e si precipitarono verso di lui a balzelloni, latrando come cani giocherelloni. Erano stati partoriti quella primavera, e a cinque mesi pesavano un centinaio di libbre ciascuno. Si mordicchiavano a vicenda mentre si dirigevano verso Glass, e per un brevissimo istante la scena parve quasi comica. Ipnotizzato dalle turbinose capriole dei cuccioli, Glass non aveva ancora rivolto lo sguardo verso l'estremità della radura, cinquanta metri piú in là. E neppure aveva preso in considerazione quel che la loro presenza doveva certamente implicare. A un tratto lo capì. Fu attanagliato da un senso di vuoto allo stomaco mezzo secondo prima che giungesse fino a lui il primo fragoroso bramito. Immediatamente i cuccioli si bloccarono, a tre metri scarsi da Glass. Ignorandoli, lui si voltò a guardare la boscaglia all'altro capo della radura..."

Sabato, 17 Novembre 2018 09:24

Il fascismo delle origini. Antonio Scurati, M

Scritto da

Innanzitutto tanto di cappello per la scrittura. Le oltre ottocento pagine non stancano il lettore, nonostante l’assenza di dialoghi. Una scrittura asciutta, a tratti essenziale, quella di Scurati; e laddove c’è un’abbondanza lessicale, questa non è mai fine a se stessa.
Credo che M il figlio del secolo di Antonio Scurati meriti di essere letto. Al di là di alcuni, e per certi versi incomprensibili, errori il romanzo restituisce al lettore una buona idea di quello che è stato il fascismo delle origini e del suo artefice.
Apro una parentesi, anzi delle virgolette.
“Natura irruenta, amante della violenza e tuttavia pauroso, non mancava talvolta di una certa schietta umanità e di generosità fatta soprattutto di orgoglio e di vanità. Il rancore socialista verso i potenti era in lui, più che ansia di giustizia, sovversivismo fine se stesso, frustrazione piccolo borghese e invidia verso i ricchi. Quando poi raggiunse la meta e fu potente fra i potenti si notò in Mussolini qualcosa che ricordava lo snobismo dei parvenu.

Come e perché si diventa nazisti?
E’ questa la domanda che si pone Martin Pollack riferendosi alla famiglia paterna. La risposta si trova nella sua indagine. Indagine che ora Keller ha il merito di ripubblicare.
Con una ricerca che si avvale degli strumenti dello storico e di una scrittura brillante, Pollack compie un viaggio alle radici della dissoluzione dell’impero Asburgico e della nascita del nazismo.

Venerdì, 02 Febbraio 2018 17:46

Pura gioia di leggere

Zadie Smith è oramai una conferma tra i nuovi grandi talenti della narrativa contemporanea. E' nata a Londra nel 1975 da padre inglese e madre giamaicana e si è laureata in letteratura inglese a Cambridge nel 1997. Sostiene di non aver mai partecipato a un corso di scrittura creativa in tutta la sua vita, anzi dice di averne orrore. "Denti bianchi" è un ritratto vibrante di una Londra contemporanea multiculturale, raccontata attraverso la storia di tre famiglie di diverse etnie.

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