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Questa rubrica:

Reading Room è la nostra rubrica dedicata alle cronache culturali e ai libri usciti oltreconfine, in particolare dagli Stati Uniti da dove traduciamo molto.
(a cura di Michele Genchi)

Lunedì, 26 Settembre 2016 00:00

Il fallimento della società multiculturale.

Da noi, a dare il segnale di dismissione della civiltà solidale, è stata la legge Bossi Fini, il cui reato di immigrazione clandestina si estende anche ai pescatori che aiutano le barche in difficoltà, ragione, questa, che mette in condizione gli uomini imbarcati di lasciare al loro destino i disperati del Mediterraneo a bordo delle loro carrette galleggianti e di guardare dall'altra parte in caso di avvistamento. Una vergogna. Per fortuna, il buon senso dei pescatori, che nella maggior parte dei casi se ne strafregano della iniquità di questa legge, ha consentito di salvare molte vite. La stessa cosa succede allo sfortunato protagonista del nuovo libro di Tom Wolfe. Lui è un poliziotto di origine cubana che, con un gesto eroico, salva la vita ad un clandestino mentre è in fuga da Fidel Castro.

Per chi ha memoria, nel 2001 Michel Houellebecq fece scandalo dichiarando che l'Islam è "la religione più stupida." Non ricordo bene il resto ma ricordo bene cosa successe dopo: il finimondo. Questa volta, a sentire gli echi di quello che accade in patria, potrebbe succedere la stessa cosa; uso il condizionale per il sentimento di attesa di qualcosa di dirompente che accade tutte le volte che l'autore, già premiato con il Goncourt (nel 2010, con La carta e il territorio), apre bocca o scrive qualcosa, ma che a ben vedere, forse, non accadrà fatto salvo qualche scoppiettìo sui giornali già letto e digerito.

"Ho sempre sostenuto che l'unico importante fenomeno presentato dalla società moderna sia l'enorme prosperità dei folli."

L'Autore. Wilkie Collins nasce a Londra l'8 gennaio 1824. Il padre William, paesaggista, ha in mente per il figlio un futuro fuori dal mondo dell’arte. Infatti Wilkie all'inizio si cimenta con il commercio del thè, scoprendo, però, di non essere tagliato per le attività mercantili.A quel punto decide di studiare giurisprudenza al Lincoln's Inn: nel 1851 ottiene l'abilitazione all'avvocatura, ma tale carriera non gli dà lo sperato successo.
Solo iniziando a scrivere scoprirà la sua vera vocazione che si accompagnerà a quella per la pittura – Collins arriverà ad esporre le sue opere alla Royal Academy in una mostra nell'estate del 1849. Ma la sua vera passione rimarrà comunque la letteratura, passione che lo porterà ad essere riconosciuto come il padre del genere poliziesco.

Domenica, 03 Luglio 2016 00:00

Paul Auster. L'inverno del nostro scontento

Sessantacinque anni ma non li dimostra. Eppure deve essere stata questa la molla che lo ha spinto a scrivere il suo nuovo libro "Winter Journal" che sarà, credo, pubblicato come tutti i suoi precedenti, da Einaudi.
E' abbastanza sorprendente scoprire un "lato debole" di Paul Auster. Certo, il pensiero della fine, incombe su tutti e l'autore non è da meno. In fin dei conti è abbastanza normale che, a una certa età, gli anni comincino a reclamare un po' di addizioni. E' un bel tema al quale sono particolamente affezionato dalle molte letture cui Roth mi ha obbligato negli anni. ( Una per tutti: Everyman ). Il libro di Paul Auster sonda il misterioso dialogo silenzioso che, ad un certo punto, ognuno di noi fa allo specchio. E' una meditazione sul tempo, sull'invecchiamento del corpo, e la memoria.

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