Libraie instacabili e intrepide

L’11 Ottobre, nella sua casa di Washington, è venuta a mancare Carla Cohen, classe 1936.
Molti di voi ora si chiederanno chi è.
Ebbene, per ventisei anni lei e Barbara Meade hanno gestito un piccolo (grande) negozio indipendente (Politics and Prose), la migliore libreria di Washington e una delle librerie più famose e di successo dell’intera nazione. Un avamposto della vitalità intellettuale e letteraria nella capitale degli Stati Uniti.

Carla e Barbara sono state libraie e lo sono state in modo instancabile e intrepido aprendo anche una caffetteria quando non era una cosa ovvia da fare in un negozio di libri (oggi il “caffè” c’è ancora ed è un successo).
Lo hanno fatto soprattutto guadagnandosi il massimo rispetto degli editori perché tutti si fidavano della loro grande competenza e perché, si sentiva, hanno sempre considerato i libri come qualcosa di diverso dalla merce comune.

Nel suo quarto di secolo d’esistenza, “Politics and Prose” è diventato un punto di riferimento per figure politiche e letterarie (da Clinton a Jimmy Carter, dalla Rowling a John Updike) e Carla è stata, dietro la sua semplice vetrina, una grande un attivista, una forza trainante al centro della scena letteraria di Washington.

Chi acquisterà il negozio che Barbara e Carla hanno messo in vendita quest’estate acquisterà un pezzo di storia della cultura di Washington, ma non solo.
Non c’è dubbio che Barbara sceglierà il migliore successore possibile, ma né lei né Carla potranno mai essere sostituite.

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Marco Crestani

"In una poesia o in un racconto si possono descrivere cose e oggetti comuni usando un linguaggio comune ma preciso, e dotare questi oggetti - una sedia, le tendine di una finestra, una forchetta, un sasso, un orecchino - di un potere immenso, addirittura sbalorditivo. Si può scrivere una riga di dialogo apparentemente innocuo e far sì che provochi al lettore un brivido lungo la schiena… Questo è il tipo di scrittura che mi interessa più di ogni altra. Non sopporto cose scritte in maniera sciatta e confusa…"(Raymond Carver)

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