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Mercoledì, 30 Aprile 2014 09:33

Orgoglio e pregiudizio. Dieci buoni motivi per leggerlo nel XXI secolo

Scritto da Livia Rocchi

Sia chiaro: sono convinta che i motivi per leggerlo e rileggerlo siano molti di più. Ve li hanno già dati professori, lettori e critici molto più qualificati della sottoscritta. Ciò che segue è scaturito da un’ubriacatura dovuta all’ottava rilettura del capolavoro di Jane Austen fatta in seguito alle circa duemila repliche in lingua originale del suddetto sceneggiato gentilmente offerte da RaiScuola e quindi sotto l’effetto di stupefacenti, cioè la visione di Colin Firth nella famosa scena del lago, una delle pochissime libertà che si prese la BBC, sempre sia lodata, nel confezionare il per altro fedelissimo sceneggiato del 1995 tratto da Pride and prejudice. Aggiungiamo che recentemente ho visto circa tre volte anche la divertentissima miniserie Lost in Austen in cui una P&P addicted del terzo millennio come la sottoscritta si ritrova catapultata nel suo romanzo preferito. Le avvertenze credo di averle date tutte. Per chi  trova la Austen noiosa, “fronzolosa” e sorpassata, ecco dieci spunti sul perché prendere in mano i suoi romanzi, soprattutto il più noto [ segue ...]

1)      Perché i tempi cambiano e quelli che stiamo vivendo sono mortalmente privi di eleganza, tanto vale farsi un’idea di come potrebbe essere interessante un dialogo anche quando si parla del nulla. Anche se: “…per il bene di certuni la conversazione dovrebbe essere combinata in modo da costringerli a dire il meno possibile”.

2)      Perché Mr. Darcy ha duecento anni e passa, ma è un personaggio moderno. È il sogno impossibile che ha incastrato generazioni e generazioni, è la speranza segreta e megalomane dell’ “Io ti cambierò” fatta romanzo, è il nostro impuntarci nelle cause più disperate nonostante si capisca che sono perse in partenza. Che sia un uomo estremamente complicato si evince già dal nome: provate a dire tre volte di seguito “Fitzwilliam” e l’eterna lotta del “Tre tigri contro tre tigri” vi apparirà un placido becchettar di polli.

3)      Perché Jane Austen era troppo avanti: «L’attributo istruita si applica a molte donne che non lo meritano per altro che per saper fare una borsa a rete o ricoprire un paravento … Una donna deve conoscere a fondo la musica, il canto, il disegno, la danza e le lingue moderne… avere un certo non so che nell’aspetto e nell’andatura, nel tono di voce, nel modo di esprimersi e di rivolgere la parola… Deve possedere tutto questo e a tutto questo deve unire tuttavia qualcosa di più sostanziale, il risultato di un affinamento spirituale derivato dalle molte letture» «Non mi sorprende più che lei conosca soltanto cinque o sei donne istruite. Mi stupisce, se mai, che ne conosca tante ...» Traduz.: “E che sso, Mandrake?”

4)      Perché i tempi cambiano ma le dinamiche di certi rapporti rimangono le stesse e Miss Bingley è il perfetto esempio di come non bisogna comportarsi per conquistare l’amato bene. Quando lei fa di tutto per costringere Mr. Darcy a dire che Elizabeth è brutta, lui la definisce “una delle più belle donne che io conosca” e la Austen, non contenta di cotanto smacco alla smorfiosa, ci racconta anche che Mr. Darcy  “… se ne andò, e Miss Bingley venne lasciata in balìa della soddisfazione di averlo costretto a dire ciò che non faceva dispiacere a nessuno se non a lei stessa”.

5)      Perché è mille volte meglio di certi programmi TV che vorrebbero renderci edotte su come conquistare l’oggetto dei nostri desideri. Loro ci vogliono agghindate da cubiste e miagolanti: “Hai ragioneee”. La Austen ci racconta che Jane ed Elizabeth risultavano affascinanti indossando gonne trasformabili in pratici tendoni da circo, e non facendosi impalare su un tacco dodici! La più giovane delle due ci riusciva pur essendo una gran bisbetica.

6)      Perché prima o poi ci toglieremo dagli occhi l’immagine di Colin Firth che emerge dalle acque in camicia bianca facendo sembrare uno sbadiglio di tortora persino la nascita di Venere e ci accorgeremo che  Mr. Darcy è presuntuoso, intransigente, impiccione, criticone, schizzinoso, complicato, spocchioso, indisponente, saccente, sputasentenze e malmostoso… insomma: una suocera da competizione. Ma chi lo vuole? Chi se lo piglia? Nemmeno la Disperazione Incarnata… No, eh? Va be’, ci ho provato.

7)      Perché abbiamo scoperto il bosone di Higgs, ma ancora non siamo riusciti a capire cosa mai abbia spinto Mr. Bennet a mettersi in casa quella microcefala matricolata di sua moglie e i suoi onnipresenti nervi (i nervi di Mrs Bennet hanno più spazio di quanto la Austen ne dedichi a Maria Lucas e Miss De Bourgh messe insieme, tenetene conto come nozione per strabiliare il Prof se mai darete un esame di anatomia).

8)      Perché ok i soldi, ok la bellezza, ma dobbiamo avvertire la povera, cagionevole Miss Bennet che se sposa Mr. Bingley passerà il resto della vita a portare un nome che sembra un campanello rotto.

9)      Perché questa donna riesce a essere più noir di tanti maestri del noir. Loro mitragliano parolacce, omicidi seriali, sangue e materia cerebrale spiaccicati sui muri, fanno uno spreco allucinate di puntini di sospensione, virgolette, punti esclamativi per parlare, a volte, di quanto siano cattivi uomini e donne.  Lei, con i suoi "di grazia caro signore" e le partite di whist, con la sua punteggiatura ricca e distribuita alla perfezione, rade al suolo ogni pretesa della società che la circonda: borghesia, nobiltà e clero, un po’ tutto il genere umano.

10)   Perché la sua eleganza, la sua spietatezza e la sua critica sociale hanno sempre di base un’allegra leggerezza consapevole che: “Il più saggio e il migliore degli uomini, anzi, la più saggia e la migliore delle azioni può essere posta in ridicolo da una persona che abbia per scopo precipuo nella vita il far dello spirito”.

Un perché in omaggio: Perché se non vi va di leggere, potete sempre ascoltare l’audiolibro gratuitamente (e legalmente) sul sito della rai. Cliccate sulla parola LINK per essere collegati.

E scusatemi se è poco.

 

Titolo: Orgoglio e pregiudizio

Autore: Jane Austen

Anno prima edizione: 2012

Editore: Rizzoli

Collana: BUR Grandi Romanzi

ISBN: 9788817059640

Pagine: 392

Prezzo indicativo: € 7,90

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