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Sabato, 08 Novembre 2008 08:19

Philip Roth, Pastorale Americana

copertinaSe Omero fosse vissuto nel 1998 DC avrebbe parlato di Seymour Levov anziché di Achille, di Merry Levov anziché di Elena, di Dawn Dawier anzichè di Andromaca.
Pastorale Americana e’ un romanzo epico, il mito è quello americano che ha contaminato il mondo: il self made man, appesa al suo braccio c’è Miss America che oltretutto è intelligente, tutto intorno una fantastica vita tutta made in USA. Solo che tutta la superficie patinata, dorata è in realtà solo opaca, serve un bel colpo di spugna che faccia tornare trasparente cosicché si possa vedere bene oltre. Il colpo di spugna c’è ed è proprio la figlia del protagonista a infliggerlo. Descrivere i fatti narrati da Roth sminuirebbe il romanzo. Basti dire che la storia segue l’andamento di una parabola, ad un certo punto deve iniziare la discesa, che è drammatica ma inarrestabile, dà le vertigini ed è impietosa. Tutto è inutile ci dirà Seymour Levov, il “normalizzatore”…siamo tutti nella stessa barca”, l’uomo-dio deve pagare il suo affronto, la sua ricerca dell’ideale, del perfetto, del buono, del giusto, nel modo più doloroso e umiliante: tornando tristemente ad essere solo un uomo. Un romanzo grande come grande potrebbe essere una foto che ci ritraesse tutti. Sei miliardi o giù di lì.

Scelto da Layla El Sayed,

Mercoledì, 01 Ottobre 2008 17:20

Richard Yates, Revolutionary road

fotto autoreRevolutionary Road, romanzo dell’americano Richard Yates (1926-1992) pubblicato nel 1961 e ambientato nel 1955, è una seminale, spietata biopsia dei maligni tessuti patologici che covavano dentro le ridenti casette suburbane celebrate dal cinema americano e invidiate dal resto del pianeta.

La storia si apre con un apparentemente insignificante fiasco teatrale della filodrammatica di Revolutionary Road (una delle tante bedroom communities, ovvero le comunità residenziali attornianti l’agglomerato di New York), la cui portata travalicherà viceversa i circoscritti limiti dell’insuccesso amatoriale per divenire l’inatteso segnale tellurico del fallimento della vita di Frank Wheeler, di sua moglie April (attrice principale della filodrammatica), dei loro due bambini Jennifer e Michael. Vale a dire di una famiglia tra le più apparentemente invidiabili di Revolutionary Road (il nome, che si riferisce alla rivoluzione americana, è usato chiaramente in chiave ironica, non essendoci nella maniera più assoluta all’interno del comprensorio residenziale nulla di rivoluzionario, e viceversa molto di mortalmente conformistico, noioso, normale).

Giovedì, 04 Settembre 2008 17:33

Marc Augè, Non luoghi

foto autoreNasciamo in clinica, moriamo in ospedale, viviamo in un perenne transito. Si moltiplicano i luoghi che ci offrono solo una occupazione provvisoria: le catene alberghiere, i club di vacanza, i residence , le abitazioni per la terza età. Si estendono le reti di trasporto di persone o di informazioni e le modalità di scambio personale: le carte di credito , i distributori automatici, la vendita per corrispondenza.

Marc Augé, antropologo e studioso delle civiltà antiche, si chiede se la nostra società non stia distruggendo il concetto di luogo, così come si è configurato nelle società precedenti. Il luogo infatti ha tre caratteristiche: è identitario e cioè tale da contrassegnare l’ identità di chi ci abita; è relazionale nel senso che individua i rapporti reciproci tra i soggetti in funzione di una loro comune appartenenza; è storico perché rammenta all’ individuo le proprie radici.

Sabato, 09 Agosto 2008 17:44

Gustave Flaubert, Madame Bovary

foto autoreQuesto libro, tradotto in varie lingue e pubblicato dai più svariati editori, apparve per la prima volta sul "Revue de Paris", intorno alla metà del 1800, come romanzo a puntate scritto da Gustave Flaubert. Oggi l'opera è considerata una delle più importanti della letteratura francese di tutti i tempi.
Il romanzo trae origine da una vicenda realmente accaduta ed opportunamente rielaborata dall'Autore che porta ad alti livelli l'introspezione dei personaggi, specialmente della protagonista Emma Bovary. Flaubert prosegue nel percorso realistico e fa della sua eroina un personaggio vero e reale, tanto da diventare il simbolo identificativo per molte generazioni di donne di provincia. Questa universalità che si riscontra nel carattere dei personaggi è, secondo me, la vera grandezza del romanzo: un'opera d'arte si può definire tale se rimane valida e produce emozioni nonostante tutti i cambiamenti temporali.

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