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Sabato, 15 Marzo 2008 18:01

Iréne Nemirovsky, Suite francese

foto autoredal risvolto di copertina

Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande «sinfonia in cinque movimenti» che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l’occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell’arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una «sposa di guerra» a un ufficiale tedesco). La pubblicazione, a sessant’anni di distanza, di Suite francese, il volume che li riunisce, è stata in Francia un vero evento letterario. Non è difficile capire perché: con Suite francese ci troviamo di fronte al grande «romanzo popolare» nella sua accezione più nobile: un possente affresco, folto di personaggi memorabili, denso di storie avvincenti, dotato di un ritmo impeccabile, nel quale vediamo intrecciarsi i destini di una moltitudine di individui travolti dalla Storia. Su tutti – il ricco banchiere e il giovane prete, la grande cocotte e la contadina innamorata, lo scrittore vanesio e il ragazzo che vuole andare al fronte e scopre invece le gioie della carne fra le braccia generose di una donna di facili costumi – Irène Némirovsky posa uno sguardo che è insieme lucidissimo e visionario, mostrandoci uno spettro variegato di possibilità dell’uomo: il cinismo, la meschinità, la vigliaccheria, l’arroganza e la vanità, ma anche l’eroismo, l’amore e la pietà. «La cosa più importante, qui, e la più interessante» scriveva la Némirovsky due giorni prima di essere arrestata «è che gli eventi storici, rivoluzionari, ecc. sono appena sfiorati, mentre viene investigata la vita quotidiana, affettiva, e soprattutto la commedia che questa mette in scena».

Sabato, 02 Febbraio 2008 09:08

Amitav Ghosh, Mare di papaveri

foto autoreCuore di questa saga epica, l'Ibis, un veliero che, negli anni Quaranta del XIX secolo, solca le acque tumultuose dell'Oceano Indiano per combattere la Guerra dell'Oppio, il conflitto che, con il trattato di Nanchino, sancì la definitiva espansione dell'Impero britannico nel mercati d'Oltremare e che fu scatenato dalla Compagnia inglese delle indie Orientali per rovesciare lo squilibrio della bilancia dei pagamenti tra Gran Bretagna e Cina, favorevole decisamente in quegli anni a quest'ultima. Nel suo avventuroso viaggio, l'Ibis reca a bordo un'umanità davvero straordinaria: marinai, clandestini, braccianti, galeotti, un Maharaja in rovina, una vedova sfuggita alle dure costrizioni del suo clan, uno schiavo americano liberato, un orfano europeo dallo spirito libero. A mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono, e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, i passeggeri e i membri dell'equipaggio cominciano a considerare sé stessi jahaj-bhais, "fratelli di navigazione".

Domenica, 10 Dicembre 2006 16:13

William Somerset Maugham, Il velo dipinto

copertinaWilliam Somerset Maugham
Il velo dipinto
Adelphi

Pubblicato per la prima volta in italiano nella collezione della Medusa di Mondadori il 1964 narra le vicende della graziosa e frivola Kitty che sposa avventatamente un timido e compassato dottore, Walter Fane, batteriologo alle dipendenze del governo inglese nella lontana Cina, per il puro terrore di non riuscire a sposarsi prima della sorella minore. Kitty non ama il devoto Fane e inevitabilmente diventa l’amante dell’uomo più popolare di Hong Kong, Charlie Townsend. La storia, che ha il sapore di un vecchio film in bianco e nero tra la commedia rosa e il noir, assume però connotazioni inattese.
scelto da fabiana

Venerdì, 10 Novembre 2006 16:34

Julio Cortazar, Il persecutore

copertinaJulio Cortazar
Il Persecutore
Einaudi

Omaggio al mondo del jazz e alle sue ossessioni creative, cui Cortazar era così intimamente iniziato, Il persecutore non è soltanto racconto biografico, ma interrogazione in forma narrativa sull'irriducibile alterità del genio artistico. Il ritratto di Charlie Parker, rinominato Johnny Carter, si incrocia nel racconto con quello cinico e razionale di Bruno, il critico musicale affascinato dall'artista maledetto, ma anche desideroso di cannibalizzarlo, di appropriarsi della sua magia, e forse conscio di essere invece destinato a normalizzarlo, a riprodurre di lui l'idea di un uomo sostanzialmente conformista.
scelto da francesca


 

 

 

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