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Lunedì, 26 Marzo 2012 09:07

La più morale delle questioni

Lo stillicidio delle informazioni sui fatti di corruzione, quasi un quotidiano bollettino di guerra, rende sempre più insopportabile l’ attesa di qualche nuova norma che consenta di opporsi in modo un po’ più efficace ad un fenomeno dilagante. Le cronache confermano che la corruzione è ormai una struttura della società italiana, è penetrata ovunque, come testimonia la presenza tra i corrotti di politici e amministratori, imprenditori e primari medici, poliziotti e vigili urbani. Ogni ritardo del Parlamento diventa un aiuto a questo nuovo ceto sociale. E proprio la “disattenzione” politica spiega perché, a vent’ anni da Mani pulite e dalle speranze allora suscitate, la corruzione sia divenuta sempre più diffusa”.

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Martedì, 20 Marzo 2012 08:27

La lotta di classe dopo la lotta di classe

riceviamo e volentieri pubblichiamo

La classe di quelli che da diversi punti di vista sono da considerare i vincitori – termine molto apprezzato da chi ritiene che l'umanità debba inevitabilmente dividersi in vincitori e perdenti – sta conducendo una tenace lotta di classe contro la classe dei perdenti.
Questa classe dominante globale esiste in tutti i paesi del mondo, sia pure con differenti proporzioni e peso. Essa ha tra i suoi principali interessi quello di limitare o contrastare lo sviluppo di classi sociali – quali la classe operaia e le classi medie – che possano in qualche misura intaccare il suo potere di decidere che cosa convenga fare del capitale che controlla allo scopo di continuare ad accumularlo.
Caso la lettrice o il lettore non lo sapessero:
il maggior problema dell’Unione europea è il debito pubblico.
Abbiamo vissuto troppo a lungo al di sopra dei nostri mezzi.
Sono le pensioni a scavare voragini nel bilancio dello Stato.
Agevolare i licenziamenti crea occupazione.
La funzione dei sindacati si è esaurita: sono residui ottocenteschi.
I mercati provvedono a far affluire capitale e lavoro dove è massima la loro utilità collettiva.
Il privato è più efficiente del pubblico in ogni settore: acqua, trasporti, scuola, previdenza, sanità.

È la globalizzazione che impone la moderazione salariale.
Infine le classi sociali non esistono più.

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Lunedì, 19 Marzo 2012 08:32

La borghesia tutte le classi si porta via

Quando un popolo è politicamente malato, di solito ringiovanisce se stesso e ritrova alla fine lo spirito che aveva lentamente perduto per riscoprire e conservare la sua potenza. La civiltà deve le sue più alte conquiste proprio alle epoche di debolezza politica.

Questa frase di Nietzsche è illuminante per capire l'attuale crisi economica e politica. E' una frase che punta al momento della crisi quale momento di alta disperazione che permette ad un soggetto di rompere le catene, reagire e rialzarsi. E' il caso dell'Italia del 2011 che stava per spirare ma che ha lasciato un'eredità pesante e una serie di ferite da disinfettare, curare e rimarginare.
Viviamo giorni di “politica transitoria” Non sappiamo come andrà a finire. C'è stato in tempi strettissimi un cambio epocale dello stile e delle parole della politica. Ma permangono manovre che incidono sulla povera gente. Di quel concetto di povertà, rivisto e corretto, attualizzato al presente. Anche se ora a guidare la “macchina” sono dei “politecnici” “strani” ma necessari per evitare il decesso del Paese.

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Martedì, 13 Marzo 2012 07:25

L'umano diritto

Ci sono personalità che hanno lasciato il segno, lasciando un vuoto incolmabile. In questi tempi di smarrimento, di decandenza dei principali valori c'è un ritorno al buio medioevo ogni volta vengono negati e violati i principali diritti umani e non. E questo purtroppo sta avvenendo spesso. Nel mondo e anche molto più vicino a noi di quanto pensiamo. E spesso il crimine più grande è quello di fare finta di niente, di non intervenire. Di non difendere il più debole, i più deboli. E invece questo dovrebbe essere il principale compito di una società strutturata nelle sue articolazioni sostanziali: la luce del diritto contro ogni barbarie, come orizzonte di senso e umanità per arrestare il processo di dissoluzione.

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Martedì, 06 Marzo 2012 17:49

L'economista giusto

"Chissà chissà domani, su che cosa metteremo le mani"

E' ancora forte la commozione per l'improvvisa scomparsa di Lucio Dalla, ma questa sua frase offre a chi scrive un sentiero da percorrere per capire "cosa sarà". 
Con uno stile che cerca di ricordare, almeno da lontano, quello del vivace e attuale Edmondo Berselli, si vuole, con queste righe, tornare a parlare di Paolo Sylos Labini e delle sue immense qualità che emergono giornalmente quando si tenta di dare una spiegazione agli eventi presenti e futuri.
In questa disamina, vengono in soccorso, come fiaccole nel buio, le parole di Giorgio Ruffolo che spesso con frasi immediate riesce a dare enormi spunti per capire “gli anni che verranno” sulla base di quanto ci ha insegnato il maestro che qui si ricorda.

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Mercoledì, 29 Febbraio 2012 10:10

Paolo Sylos Labini, un maestro di civiltà

"Un uomo di cultura è tale se sa guardare in modo non superficiale oltre il presente, sia verso il passato sia, per formulare congetture, ipotesi e decisioni – soprattutto se è uomo politico - , verso il futuro".
Questa una delle tante frasi significative pronunciate nel corso della sua vita terrena dal sempre attuale Sylos Labini. Un pensiero civile, sconfinato, espresso sempre con vivacità e chiarezza utile a tratteggiare una parte importante della storia italiana. Capita quotidianamente di "incontrarlo" nelle pagine di un libro o di un quotidiano. Non c'è fatto socio economico che non ci riconduca alla sua azione di civil servant. Peraltro, l'aggettivo civile è stato uno dei più usati dal maestro per indicare una persona civile (si pensi alla descrizione del prezioso Ernesto Rossi) o a quella civiltà limitata in cui si era ridotto il nostro Paese visto con i suoi occhiali di osservatore acuto, attento e con la coscienza della persona per bene.

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I centri urbani rappresentano un “banco di prova” importante per verificare le potenzialità dei processi di valorizzazione della Cultura, in termini di miglioramento della qualità della vita dei cittadini, rafforzamento degli elementi di identità e coesione sociale in tempi in cui la crisi economica accresce le divisioni e i contrasti sociali con l’obiettivo dell’ incremento del potenziale “attrattivo” per un ritorno concreto in termini economici e di benessere anche oltre il concetto tradizionale di PIL. La Cultura, infatti, rappresenta per la Città un elemento imprescindibile di sviluppo e crescita perché, conferendole un elemento di specializzazione ed identità forte, la rende in grado di proteggersi dal pericolo della competitività e crearsi una rendita di posizione ben consolidata.

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Lunedì, 20 Febbraio 2012 10:46

La libertà, un traguardo verso cui tendere

abbiamo il piacere di segnalarvi la prima recensione "nazionale" del nuovo libro di Corrado Augias. Grazie dalla redazione a Antonio Capitano

di Antonio Capitano

La libertà, intesa come il rispetto e la cura dei diritti di tutti, non è un'utopia da sognare ma un traguardo verso cui tendere. L'inclinazione verso uno status servile e la corruzione sono fenomeni strettamente legati. Queste, alcune parole tratte dall'ultimo libro di Corrado Augias; un'indagine colta e curiosa su una pericolosa debolezza del nostro carattere, è anche un appello a ritrovare il senso alto della politica e della condivisione di un destino. Un saggio scritto con la consueta chiarezza e dovizia di particolari e con una verve "anema e core" per l'indignazione di chi non si sente "italiano visto da chi non è italiano" Viene in mente, a tale riguardo, una recente truffa di un tizio siciliano degna della miglior candid camera di Nanny Loy. In un bar un tale pretendeva un risarcimento (trattabile) "in contanti" per la rottura della dentiera provocata addentando un cornetto. Peccato che le telecamere a cicuito chiuso avessere ripreso tutto, anche il momento in cui il fantasioso "italiano" farciva con venti centesimi il croissant.

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Lunedì, 20 Febbraio 2012 07:37

Salto in basso

Cos’ è se vi pare. Il dado è tratto. Obtorto collo.
Mario Monti ha detto no. Le Olimpiadi a Roma non si faranno. Per la verità Monti non ha deciso di non fare le Olimpiadi, ma non ha firmato la “fidejussione” per garantire la candidatura di Roma. Ha fatto bene? Ha fatto male? Chissà. Il tempo aiuterà a capire le cose. Certo è che l’Italia non se la passa bene e l’esperienza consolidata di anni di sperperi e di opere incompiute, a fronte di stratosferici stanziamenti, avrà convinto il premier dell’austerity a non allargare la cinghia in questo momento di risparmio in ogni dove.
La “lotta greco- romana” non ha permesso di correre rischi. Un” salto triplo” nel buio non avrebbe permesso la “maratona” per arrivare a superare la selezione. Ora inizierà il “tiro a segno” sulle responsabilità con una “lotta libera” tra chi voleva le olimpiadi agendo con grinta da “pugilato” e tra chi non le voleva (con motivazioni evidenti) che risponderanno con la precisione tecnica della “scherma”.

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Lunedì, 13 Febbraio 2012 08:22

Istruzione, bene comune?

La pubblicazione del libro della Fondazione ASTRID, “Istruzione e bene comune idee per la scuola di domani” a cura di Franco Bassanini e Vittorio Campione, edito da Passigli, è come si dice alla fine della introduzione al volume, “un contributo alla discussione aperta”in tema di innovazione del sistema educativo, formativo e professionale per perseguire il principio costituzionale di “Istruzione come bene comune”, un contributo autorevole, critico, propositivo aperto al confronto libero e alla logica bipartisan.

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