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Giovedì, 02 Maggio 2013 18:30

I dialoghi di Bologna. La sfida della cultura

Il Paese con il patrimonio artistico più importante al mondo non è capace di trasformarlo in lavoro e sviluppo. Perché? E cosa si può fare? Ne hanno parlato a Bologna con il direttore dell'Espresso Bruno Manfellotto , Lucia Annunziata, Marzia Corraini, Linus e Marino Sinibaldi

Cosa può fare la cultura per l'Italia, e come cambia il modo di produrla e di usufruirne nell'era di internet e dei nuovi mezzi di comunicazione. E' intorno a questo tema che si è sviluppata la terza tappa dei Dialoghi dell'Espresso, la manifestazione che porta il dibattito sulle emergenze nazionali nei principali atenei italiani, alimentando il confronto con gli studenti e con il mondo accademico.

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Giovedì, 25 Aprile 2013 14:09

L'ho uccisa perchè l'amavo

di Michela Murgia

Molte volte io e Loredana Lipperini ci siamo incontrate sulle stesse battaglie: dall'uso univoco e strumentale dell'immagine delle donne agli stereotipi di genere, dall'affermazione della consapevolezza del femminicidio alla tentazione di riportare indietro l'orologio dei diritti. Ci siamo spesso domandate come sia stato possibile lavorare per tanto tempo sugli stessi argomenti e non aver mai scritto niente insieme, ma ora abbiamo rimediato.

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Giovedì, 18 Aprile 2013 06:48

Il Diritto di avere Stefano Rodotà

20 Aprile ore 16.00. Si è consumatala soluzione molto all'italiana di sottrarsi dalla responsabilità di eleggere il nuovo capo dello Stato per prolungare a tempo determinato il mandato (con una opportuna rielezione) del presidente Napolitano.

di seguito il nostro articolo a cura di Antonio Capitano

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Giovedì, 11 Aprile 2013 07:59

Tre anni senza Edmondo Berselli

Filippo Ceccarelli su Repubblica del 12 aprile 2010 scriveva così “adesso sarà molto più difficile capire la politica, in questo passaggio cruciale, senza Edmondo Berselli.
E ancora più difficile sarà interpretarne le vicissitudini non tanto nei suoi mutevoli scenari, ma alla luce di quello che, normalmente invisibile e spesso irriconoscibile, stabilmente domina e muove la vita pubblica e al tempo stesso le sta sotto, e dietro, ma anche al lato e soprattutto a traverso. Là dove solo la cultura, la rettitudine e la curiosità spingono a volgere lo sguardo.

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Venerdì, 05 Aprile 2013 08:48

Roberto Saviano, Zero Zero Zero

A sette anni dall’uscita di “Gomorra”, è tornato Roberto Saviano nelle librerie con “ZeroZeroZero”: il romanzo-inchiesta sul mondo della cocaina edito da Feltrinelli. Il titolo fa riferimento alla purezza del prodotto, un “bene” che non è soggetto come gli altri alle regole di mercato. “Una merce, una droga che è una sorta di aggiunta alla vita quotidiana, una droga performativa che permette di guidare, operare, studiare oppure sballarsi”. Così lo scrittore napoletano parla in un’intervista a Repubblica tv dei motivi che lo hanno spinto a compiere un viaggio in questo tipo di commercio. “In più fa impressione guardare quanto si guadagna dagli investimenti in coca - continua Saviano -. Un’economia che entra nel tessuto legale trasformandosi in banche, alberghi, ristoranti e trasporti. Siamo di fronte alla merce che permette di guardare il mondo. Ecco perché ne sono stato così attratto”, conclude l’autore campano.

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«Molte volte la funzione esecutiva della mente è indicata come la chiusura del circolo tra percezione e azione, dal che sembrerebbe ci sia in agenda un unico elemento percettivo, che porta inesorabilmente a un’unica azione; in realtà il compito di collegare la percezione all’azione attraverso la grande mappa ha tutte le caratteristiche di un’impresa improba. Dovrebbe risultare ormai ovvio come il lavoro del gabinetto di guerra della mente non sia mai del tutto compiuto: ben lungi dall’essere statica, la grande mappa è costantemente aggiornata.

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Sabato, 09 Marzo 2013 09:28

Impegno Riformista

È stata una lunga vita quella di Antonio Giolitti, nato il 12 febbraio 1915 e morto l'8 febbraio 2010, ma soprattutto una vita intensa che ha potuto attraversare da posizioni di protagonista l'evoluzione del sistema politico italiano, dalla corrosione e dal crollo della svolta fascista sino alla crisi, volendo usare un termine benevolo, di quella «repubblica» che come giovane combattente partigiano aveva contribuito ad instaurare. In una storia del genere trovare percorsi lineari è una contraddizione in termini, ma quello del nipote del grande statista Giovanni Giolitti è stato particolarmente tormentato.

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Kevin per due volte dentro un container trasformato in "cesso" perché "chi ti arresta nella merda?". Monica che ha conosciuto la strada ma a ventiquattro anni ha capito così bene come funziona che è già diventata una madame. E poi Fatiha sottoposta a indagini per "aver fatto ingresso clandestinamente in Italia in violazione delle norme vigenti". E che racconta: "Una mattina ho notato una donna credo nigeriana, che faceva dei movimenti strani, come dei riti magici, e alla fine ha indicato una persona del barcone. Quando una persona veniva indicata gli legavano le mani e i piedi e la buttavano viva in mare. Non saprei identificare queste donne, tenevo la testa bassa per la paura…".

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Lunedì, 04 Marzo 2013 16:36

Lo stato ha smesso di sedurre.

Régis Debray ha segnato, con "Lo stato seduttore", una pietra miliare per chiunque affronti lo studio della comunicazione sociale. La base della ricerca di Debray ha a che fare con la confluenza di alcuni importanti elementi di riflessione che registrano il cambiamento di passo nella comunicazione. Badate bene: stiamo parlando degli anni '90; dopo una società caratterizzata da relazioni orali (logosfera) e il ruolo della scrittura (grafosfera), siamo entrati nell'era della videosfera. Va da sé: l'impatto fu notevole.

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Lunedì, 25 Febbraio 2013 09:23

La lepre e la tartaruga.

Ovvero il paradosso di una moneta che si rafforza e produce recessione

E' domenica mattina, il giorno delle elezioni. Mi alzo presto e vado a prendere il giornale. Alcuni scrutatori sono già davanti al seggio. Aspettano. Come tutti gli italiani. Questo voto lo commenteremo ad urne chiuse, ma gli effetti li possiamo già intuire prima. Rifletto con attenzione su un articolo del giorno prima ( Link qui ). La firma è di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini sempre coerenti nel proporre una "nuova" Europa solidale tema peraltro assente dai fiumi di parole che hanno preceduto questa tornata elettorale. Con dovizia di particolari, ma con efficace sintesi, affermano che "In Italia è la prima volta che circa la metà della popolazione si trova su posizioni antieuropee e che occorre perciò cambiare strada per salvare il progetto della moneta unica e per rilanciare un’Europa integrata e solidale che sia in grado di garantire benessere e giustizia sociale.

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