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Venerdì, 05 Luglio 2013 00:50

Walter Siti ha vinto il Premio Strega 2013

E' il premio letterario più ambito da editori e scrittori e il perché è facile da capire: il libro che vince lo Strega ha un'impennata nelle vendite, almeno 100mila copie in più, calcolano gli esperti del settore.
Il Toto-Strega di questi giorni ha dato sempre per favorito Walter Siti e i pronostici hanno avuto ragione confermando l'Autore, nella serata di Villa Giulia, vincitore con 165 voti (quasi il doppio del secondo arrivato).>>

Pubblicato in Premiopoli

Siccome “la professionalità è tutto”, è venuto il tempo di mettersi davanti al computer e scrivere un articolo: ricordo di Antonio Tabucchi, a un anno dalla morte. Per farlo bisogna dimenticare di aver udito, nel silenzio della mattina, un tumulto da dentro quando – scartando un pacco con la familiare dicitura “Feltrinelli editore” – è saltato fuori "Di tutto resta un poco", l’ultima raccolta di scritti. Postuma: per questo libro non ci saranno telefonate e nemmeno chiacchiere sulla politica, sui romanzi appena finiti, sugli amici in comune.

Pubblicato in Elzeviri
Giovedì, 14 Marzo 2013 16:42

Mattia Signorini, Ora

"Non esiste un passato né un futuro" gli aveva detto suo padre il giorno che lo aveva visto andare via. "Solo un ora. La decisione che stai prendendo te la porterai dietro per sempre."

Ora: non c’è passato e neppure futuro che non appaia nel presente e da qui si irradi avanti e indietro, illuminando il senso dell’esperienza e la direzione del cammino. Mattia Signorini, uno dei più originali e felici narratori italiani dell’ultima generazione, a poco più di trent’anni azzarda un bilancio esistenziale, misurandosi con il turbamento della memoria, la violenza dei ricordi, e con lo svaporare di un progetto sostenuto soprattutto dalla rabbia e dal desiderio di rivolta, per giungere a conclusioni che per la loro solidità morale, per la maturità che le sostiene, non possono non sorprendere il lettore, lasciandolo interdetto a interrogarsi sul destino di questa nostra società smarrita tra resistenza e innovazione, appunto.

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L'esordio narrativo di Viviana Viviani

Fra gli incanti più preziosi della scrittura c’è la conservazione dello sguardo dell’infanzia, salvato da una proustiana memoria involontaria. E’ lo sguardo che ci restituisce il felice esordio di Viviana Viviana, ferrarese, classe 1974, che lavora come ingegnere ma coltiva la passione della scrittura essendosi già meritata dei premi letterari. Il suo primo romanzo Il canto dell’anatroccolo, nella parodia del titolo allusivo al cigno introduce il lettore a un tono sospeso fra ironico sorriso e spregiudicata denuncia.L’autrice deve aver goduto le autobiografie del tipo di Infanzia di Nivasio Dolcemare di Alberto Savinio, evocative dello sguardo surreale e magico di chi affronta la guerra coi genitori che, già arresi al reale, si battono perché i figli li imitino.

Pubblicato in First Circle

La Parigi degli artisti, da Picasso a Renoir, da Cézanne a Matisse, la città della Belle Epoque, della mondanità e delle corse dei cavalli, dell’invasione tedesca nella prima guerra mondiale, ma soprattutto la Parigi di Modigliani coi suoi eccessi, la sua creatività, i suoi patimenti e la sua umanità, narrata attraverso la vita rocambolesca di una delle protagoniste di quel periodo, Elvira la Quique, che di Modigliani fu modella e amante.

Pubblicato in Letture
Giovedì, 07 Febbraio 2013 10:38

Quando Roma era una paradiso di grandi maestri

di Michela Murgia

Una fan fiction – recita Wikipedia - è un'opera scritta dai fan prendendo come spunto le storie o i personaggi di un'altra opera originale di natura letteraria, cinematografica o televisiva. Non credo che Sandra Petrignani sappia nemmeno che esiste una cosa chiamata fan fiction, eppure Addio a Roma, il suo libro appena uscito per Neri Pozza, rientra a suo modo correttamente nella descrizione di quel fenomeno, con la complicazione che l'opera a cui risulta ispirato non è un libro né un film, ma la straordinaria scena culturale di Roma tra gli anni '50 e i primi anni '70.

Pubblicato in Letture

La famiglia, simbolo sacro italiano, luogo privilegiato di crescita e dannazione allo stesso tempo. Con sarcasmo tagliente, attimi di folgorante comicità e tragici sobbalzi, Claudiléia Lemes Dias imbastisce una trama tanto amara quanto possibile. Nessun requiem per mia madre (Fazi Editore, 2012) è un ritratto nudo e crudo dell’ipocrita quadro perfetto tipico borghese e ipercattolico. E’ anche il disvelamento degli atteggiamenti razzisti che possono covare nel cuore delle persone e la denuncia delle discutibili azioni persecutorie che l’odio può arrivare a provocare nei confronti del “diverso”. Alla base due elementi portanti, fragilità camuffata da forza e ignoranza camuffata da saggezza cristiana, che qui si congiungono per distruggere un unico bersaglio, la donna straniera.

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foto autoreNativo dell’Uruguay (è nato a Montevideo) e di origini italiane, Angel Luis Galzerano è un esempio suggestivo ed emozionante di quanto può regalarci la commistione artistica di narrazione e musica nel panorama letterario in questi ultimi anni. Il suo raccontare musicato itinerante (o cantare narrato itinerante), crea un nuovo tango letterario, un nuovo genere di scrittura, nonostante lui tenga a sottolineare “sono un cantautore, non uno scrittore”. Non è solo scrittura migrante, è anche testimonianza orale che si stacca dalla carta vibrando in musica; Galzerano è cantore del frammento poetico che arriva all’orecchio passando sempre prima attraverso gli occhi e il cuore.

Pubblicato in Podcast
Giovedì, 24 Maggio 2012 22:37

I quattro canti della resistenza civile.

Forse stiamo scrivendo accertate banalità. Ma per capire un libro (il 'senso', a scuola ci avrebbero fatto scrivere: il 'messaggio') spesso bastano pochissime righe. Dunque, prima di entrare in tema, leggete attentamente questa citazione: «Vorrei avere nella mia casa una donna ragionevole, un gatto che passa tra i libri, degli amici in ogni stagione senza i quali non posso vivere». Parole di un poeta francese riportate pari pari a pagina 190 del romanzo d'esordio di Giuseppe Di Piazza: «i quattro canti di Palermo», edito da Bompiani. Siccome Di Piazza è un noto giornalista cercheremo di non esagerare con le lodi.

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Giovedì, 26 Aprile 2012 17:37

Tutti i colori del mondo.

copertina

Massimiliano Naglia è l'autore di "Gli occhi della solitudine": il suo bellissimo libro di esordio, molto amato da noi  e dagli amici del nostro sito. Lo abbiamo sollecitato a raccontarci il "suo" libro amato del momento.

Due avvertenze per chi decidesse di leggere queste righe. La prima è che non ho mai fatto una recensione e, probabilmente, non ne sono capace. La seconda è che, quando ascolto una musica, osservo uno spettacolo della natura, guardo un’opera d’arte o leggo un libro, penso: “mi piace moltissimo, molto, poco, per nulla”, ma non mi chiedo il perché. Quello che conta è l’emozione, l’effetto, ciò che resta. Se una cosa mi fa sentire bene, riempie il tempo piacevolmente, accarezza il cuore, non è così importante trovarne per forza la ragione o magari, sì, la ragione la intuisco, ma lascio che non prenda il sopravvento. Un cielo stellato può togliere il respiro. Conoscere le vie degli astri non lo rende più bello, solo un po’ meno misterioso. Questo è lo spirito con cui accenno a “Tutti i colori del mondo”, scritto da Giovanni Montanaro per i tipi di Feltrinelli.

 

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