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Lunedì, 26 Agosto 2013 17:52

Perchè dare il Campiello a Ugo Riccarelli

Se tutto rischia di morire, che almeno il filo della vita di questo luogo possa arrotolarsi e srotolarsi attraverso le sue parole” pensò l’Annina in quelle giornate di nuova solitudine - e se proprio un filo c’era, nelle sue storie, allora le sembrò che narrarlo fosse il solo scopo di tanta vita. Così scriveva Ugo Riccarelli ne Il dolore perfetto a sottolineare il potere salvifico della parola e del racconto “Credo fortemente nella forza della narrativa, del raccontare come esigenza anche proprio ancestrale, fisica delle persone. Il raccontare e raccontarsi. Raccontare le proprie storie minute, che incollate una assieme all’altra formano poi la Storia”. Raccontare storie è stato per Ugo Riccarelli uno straordinario strumento per tenersi attaccato alla vita già dal suo libro d’esordio, Le scarpe appese al cuore, una sorta di diario del periodo in cui fu sottoposto al trapianto di cuore e polmoni. E cucire la vita e cucire le storie è diventata la cifra caratteristica della sua scrittura insieme alla capacità di rovistare nella Storia attraverso le storie dei singoli, delle persone più semplici.

Pubblicato in Premiopoli

Dell’indagine si deve occupare il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito in punizione da Roma ad Aosta. Poche le tracce intorno al corpo maciullato, briciole di tabacco, qualche lembo di indumento e qualche altro segno che fa pensare a un delitto. La vittima è un catanese, Leone Micciché, che ha lasciato la Sicilia per avviare quassù in mezz0 alla neve una riuscita attività turistica.

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Lunedì, 12 Agosto 2013 06:31

Intervista a Maria Pace Ottieri

Maria Pace Ottieri, scrittrice e giornalista, figlia di Ottiero Ottieri e di Silvana Mauri, nipote di Valentino Bompiani, ”si riconcilia con le sue radici” con il racconto Promettimi di non morire, scritto in collaborazione con l’americana Carol Gaiser.

Un lungo cammino, da Roma, dalla dolce vite fino a New York e alla beat generation. Maria Pace Ottieri si racconta e parla del suo nuovo racconto in una lunga intervista concessa a Mirella Serri per Il Corriere della Sera. Nell’apparta­mento milanese di Maria Pa­ce, vicino a via Brera, i libri so­no una componente dell’arredamento. «Per anni, però, pur avendo a portata di mano intere biblioteche e pure tanti artisti in carne e ossa, come Moravia o Soldati, habitué della casa delle vacanze a Lerici, giravo alla larga Frequentavo il Liceo classico Berchet e non mi potevo lamentare per i risultati scolastici. Con l’italiano me la cavavo. Però i libri che consumavo erano quelli assolutamente indispensabili».

Pubblicato in Elzeviri
Martedì, 09 Luglio 2013 06:35

Il Dan Brown di casa nostra

“Il libro segreto di Dante” è un bestseller che prende le mosse dal più famoso bestseller della storia della letteratura, “La Divina Commedia“. L’autore è un professore di liceo, Francesco Fioretti, 53 anni. Abruzzese di origini siciliane, Fioretti si è laureato in lettere a Firenze, ha preso un dottorato in studi danteschi all’università tedesca di Eichstatt, ha insegnato a Bergamo e poi a Fano.Da qualche anno Fioretti aveva un libro nel cassetto e una domanda: “Riuscirò mai a diventare uno scrittore?” La risposta è stata “sì”. Il libro, pubblicato nel 2011 da Newton Compton, è arrivato a vendere 300 mila copie, è stato ristampato in 31 edizioni, i diritti venduti in Spagna, Serbia, Corea, Russia, Brasile, Polonia, Olanda.

Pubblicato in Elzeviri
Venerdì, 05 Luglio 2013 00:50

Walter Siti ha vinto il Premio Strega 2013

E' il premio letterario più ambito da editori e scrittori e il perché è facile da capire: il libro che vince lo Strega ha un'impennata nelle vendite, almeno 100mila copie in più, calcolano gli esperti del settore.
Il Toto-Strega di questi giorni ha dato sempre per favorito Walter Siti e i pronostici hanno avuto ragione confermando l'Autore, nella serata di Villa Giulia, vincitore con 165 voti (quasi il doppio del secondo arrivato).>>

Pubblicato in Premiopoli

Siccome “la professionalità è tutto”, è venuto il tempo di mettersi davanti al computer e scrivere un articolo: ricordo di Antonio Tabucchi, a un anno dalla morte. Per farlo bisogna dimenticare di aver udito, nel silenzio della mattina, un tumulto da dentro quando – scartando un pacco con la familiare dicitura “Feltrinelli editore” – è saltato fuori "Di tutto resta un poco", l’ultima raccolta di scritti. Postuma: per questo libro non ci saranno telefonate e nemmeno chiacchiere sulla politica, sui romanzi appena finiti, sugli amici in comune.

Pubblicato in Elzeviri
Giovedì, 14 Marzo 2013 16:42

Mattia Signorini, Ora

"Non esiste un passato né un futuro" gli aveva detto suo padre il giorno che lo aveva visto andare via. "Solo un ora. La decisione che stai prendendo te la porterai dietro per sempre."

Ora: non c’è passato e neppure futuro che non appaia nel presente e da qui si irradi avanti e indietro, illuminando il senso dell’esperienza e la direzione del cammino. Mattia Signorini, uno dei più originali e felici narratori italiani dell’ultima generazione, a poco più di trent’anni azzarda un bilancio esistenziale, misurandosi con il turbamento della memoria, la violenza dei ricordi, e con lo svaporare di un progetto sostenuto soprattutto dalla rabbia e dal desiderio di rivolta, per giungere a conclusioni che per la loro solidità morale, per la maturità che le sostiene, non possono non sorprendere il lettore, lasciandolo interdetto a interrogarsi sul destino di questa nostra società smarrita tra resistenza e innovazione, appunto.

Pubblicato in Letture

L'esordio narrativo di Viviana Viviani

Fra gli incanti più preziosi della scrittura c’è la conservazione dello sguardo dell’infanzia, salvato da una proustiana memoria involontaria. E’ lo sguardo che ci restituisce il felice esordio di Viviana Viviana, ferrarese, classe 1974, che lavora come ingegnere ma coltiva la passione della scrittura essendosi già meritata dei premi letterari. Il suo primo romanzo Il canto dell’anatroccolo, nella parodia del titolo allusivo al cigno introduce il lettore a un tono sospeso fra ironico sorriso e spregiudicata denuncia.L’autrice deve aver goduto le autobiografie del tipo di Infanzia di Nivasio Dolcemare di Alberto Savinio, evocative dello sguardo surreale e magico di chi affronta la guerra coi genitori che, già arresi al reale, si battono perché i figli li imitino.

Pubblicato in First Circle

La Parigi degli artisti, da Picasso a Renoir, da Cézanne a Matisse, la città della Belle Epoque, della mondanità e delle corse dei cavalli, dell’invasione tedesca nella prima guerra mondiale, ma soprattutto la Parigi di Modigliani coi suoi eccessi, la sua creatività, i suoi patimenti e la sua umanità, narrata attraverso la vita rocambolesca di una delle protagoniste di quel periodo, Elvira la Quique, che di Modigliani fu modella e amante.

Pubblicato in Letture
Giovedì, 07 Febbraio 2013 10:38

Quando Roma era una paradiso di grandi maestri

di Michela Murgia

Una fan fiction – recita Wikipedia - è un'opera scritta dai fan prendendo come spunto le storie o i personaggi di un'altra opera originale di natura letteraria, cinematografica o televisiva. Non credo che Sandra Petrignani sappia nemmeno che esiste una cosa chiamata fan fiction, eppure Addio a Roma, il suo libro appena uscito per Neri Pozza, rientra a suo modo correttamente nella descrizione di quel fenomeno, con la complicazione che l'opera a cui risulta ispirato non è un libro né un film, ma la straordinaria scena culturale di Roma tra gli anni '50 e i primi anni '70.

Pubblicato in Letture
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