Una scrittura brillantemente visiva

Ho letto questo libro nell’arco di diversi mesi e spesso ne rileggo qualche passo per assaporarne l’intensità luminosa con cui si evocano persone incontrate, luoghi visitati, cose viste e atmosfere.
Gli emigrati è un libro che sfida i generi, ma anche le stesse categorie di narrativa e saggistica.
La scrittura di WG Sebald è brillantemente visiva. Ciò che colpisce è la sua capacità di trasmettere non solo il dettaglio che colpisce i sensi, ma le sfumature emotive di ciascuno di questi momenti.

Un altro aspetto notevole del libro è l’uso che Sebald fa delle fotografie e di altro materiale visivo.
Sebald lascia cadere nel testo tutte queste immagini che aggiungono un sapore unico al libro in sé.

Gli emigrati è un testo meditativo e tortuoso, di non facile lettura. Un libro che osserva e prova a ripercorrere frammenti di vita di quattro persone legate, come l’autore, a una Germania che hanno lasciato.

I personaggi dei racconti sono eccentrici, anticonformisti e tragici allo stesso tempo.
Sebald, interagendo coi loro ricordi, esamina questioni più ampie come la memoria, la vergogna, la disperazione cercando di capire qualcosa in più del proprio passato, ma anche del proprio presente.

Seconda Guerra Mondiale e Olocausto sono temi costanti nel lavoro di Sebald. Ne Gli emigrati c’è il carattere ebraico-tedesco di Max Ferber, quello di Henry Selwyn le cui radici affondano in Lituania e i riferimenti ai morti nei campi nazisti, l’ebraismo, l’antisemitismo, la collaborazione col regime…

Per gli emigranti del suo libro, come per l’autore stesso, la patria è diventato un problema e un ricordo. Sempre in movimento, sempre sfollati e non più a proprio agio ovunque (Sebald una volta disse che il suo posto ideale sarebbe in un albergo in Svizzera), sia l’autore che i suoi personaggi incarnano lo sradicamento e l’inquietudine.

Sebald ha iniziato a scrivere solo dopo i quarant’anni e, come tanti grandi, è stato portato via troppo presto dalla morte avvenuta nel 2001 in un incidente stradale quando di anni ne aveva cinquantasette.

Se non conoscete WG Sebald, leggetelo.

close
BookAvenue Newsletter

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

La nostra newsletter arriva ogni mese. Iscriviti!, promettiamo di non abusarne

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Marco Crestani

"In una poesia o in un racconto si possono descrivere cose e oggetti comuni usando un linguaggio comune ma preciso, e dotare questi oggetti - una sedia, le tendine di una finestra, una forchetta, un sasso, un orecchino - di un potere immenso, addirittura sbalorditivo. Si può scrivere una riga di dialogo apparentemente innocuo e far sì che provochi al lettore un brivido lungo la schiena… Questo è il tipo di scrittura che mi interessa più di ogni altra. Non sopporto cose scritte in maniera sciatta e confusa…"(Raymond Carver)

Lascia un commento