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San Silvestro. Archeologia, storia, arte, fede e laicità di una festa

san silvestro ©marcocrestani

C’è qualcosa di curioso nell’ultimo giorno dell’anno…
È un giorno soglia, un passaggio, uno di quei momenti in cui il calendario ci invita a fermarci, anche se preferiremmo correre avanti.
E chi meglio di San Silvestro potrebbe presiedere a questo confine? Un papa che visse lui stesso in un’epoca di frontiera, quando Roma stava smettendo i panni della città pagana per indossare quelli, ancora un po’ goffi e incerti, della capitale cristiana.
Marco Crestani sigilla l’anno come meglio non potevamo sperare.

Il difficile mestiere di scrivere

L’influenza della cultura occidentale su uno scrittore giapponese nato nel dopoguerra non era certo cosí sorprendente di per sé, anzi rispecchiava una formazione comune a un’intera generazione di giovani; ma era la prima volta che queste atmosfere venivano rappresentate nell’ambito della letteratura «alta». Inflluenzato da Kafka, Mishima, Soseki fino a Dostoevskij, alla sua attività ricca e costante di narratore e saggista, Murakami ha affiancato il lavoro di traduzione letteraria facendo conoscere in Giappone l’opera completa di Raymond Carver, oltre a numerosi racconti e romanzi di Francis Scott Fitzgerald, Truman Capote, Tim O’Brien, John Irving.
Marco Crestani scrive del laboratorio di scrittura di questo grande autore.

pierluigi cappello ©marcocrestani

Gli orli hanno la luce di settembre

L’ultima tappa del Cammino Celeste parte da Valbruna fino alla meta del Santuario sul Monte Lussari, è lunga una dozzina di chilometri. Marco Crestani si fa strada da Camporosso, da dove parte la vecchia strada dei pellegrini che porta a quota 1766 metri, dov’è collocato il Santuario Mariano. Costruito nello XIV sec., fu ricostruito dallo scempio delle guerre. E’ meta di pellegrinaggi dal Friuli, dall’Austria e dalla Slovenia. Per questo è riconosciuto come Tempio Mariano dei tre popoli.
Questo racconto di cammino si fa testimonianza del poeta friulano Pierluigi Cappello.

ghirlanda brillante. marco crestani, tre

Un’eterna ghirlanda brillante

Un caleidoscopio intellettuale apparentemente disordinato, il nuovo libro di Marco Crestani, che mette insieme solo in apparenza concetti ed elementi assai eterogenei tra loro e che trovano, invece, sostanza e filo logico che li accomuna: una eterna ghirlanda brillante per citare il famoso libro di Douglas Hofstadter. Michele Genchi per la Reading room.

copertina Munro, danza ombe felici (part.)

Danza delle ombre felici

I quindici racconti di Danza delle ombre felici sono la prima raccolta di racconti di Alice Munro uscita nel 1968.
La scrittura della Munro sorprende ogni volta per il modo in cui riesce a imporsi con disinvoltura. Il suo tocco delicato porta con sé una sorta di libertà gioiosa, garbata, ma anche qualcosa che mai avremmo ritenuto possibile. Marco Crestani, puntuale e garbato, nelle Letture.

foto Carver (particolare) dalla copertina ed. einaudi

Cattedrale

Raymond Carver è il maestro indiscusso del minimalismo, riuscendo a evocare emozioni intense attraverso descrizioni e dialoghi semplici. Non si trova una sola parola in più in uno qualsiasi dei suoi racconti, che sono pensati per essere letti frase per frase, paragrafo per paragrafo e pagina per pagina finché all’improvviso non è tutto finito. Tutte le sue opere sembrano istantanee di qualcosa di più grande, la sua scrittura è una melodia sottile, un’anima gemella di Fitzgerald e Hemingway, forse anche di Pessoa dell’Inquietudine che sfiora l’anima come una brezza gentile. Pubblicato nel 1983, Cattedrale contiene alcuni degli scritti più squisiti di Carver che toccano la solitudine, il mistero e l’eccitazione in questo viaggio chiamato vita. Le parole di Marco Crestani lo fanno nostro.

lungomare con palme

Il ritorno

Che meraviglia questo racconto così intenso, così tormentoso e dolce allo stesso tempo nella splendida traduzione di Anna Nadotti.
È la descrizione di un ritorno in patria – nella Libia del dopo Gheddafi – dopo un esilio durato più di trent’anni. Un resoconto di grande sensibilità che è quasi un giallo. Una riflessione sulla storia – sulle gravi responsabilità dell’Occidente fin dalle imprese coloniali – e sull’essere figli che disorienta e sorprende spiegandoci perché è necessario confrontarsi con il proprio passato e andare alla ricerca di un padre scomparso che sente vivo nel passato, nel presente e nel futuro. Un padre scomodo che ha sempre amato in modo viscerale il proprio paese, la Libia.