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Sabato, 28 Giugno 2014 13:08

L'universo meccanico

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"... Un forestiero, se per caso avesse visto scomparire nel palazzo di sir Thomas Gresham una sfilza di uomini impazienti che chiacchieravano animatamente, avrebbe avuto tutte le ragioni di restare perplesso. Chi erano quei gentiluomini con parrucca incipriata, calzoni al ginocchio e fazzoletto di lino intorno al collo? Non era ancora l'ora dei concerti e delle feste e quello non era certamente un luogo adatto a una gara di pugilato o a un combattimento con un toro ..."

Siamo nel tardo Seicento in una Londra polverosa e soffocante. Questi uomini misteriosi, che si definivano filosofi naturali, si riunivano "per chiarire il funzionamento di ogni cosa, dai piccioni ai pianeti" e avevano come motto "nullius in verba" perché la scienza doveva per loro essere basata su prove empiriche e sperimentali.

Punto di riferimento del gruppo è Robert Boyle, uomo timido con profonde convinzioni religiose per cui le gioie del cielo erano come le stelle, "che in ragione della nostra lontananza appaiono piccole.". Apologeta della nuova scienza, era il figlio di uno degli uomini più ricchi e influenti della Gran Bretagna. Padre della chimica moderna, Boyle poteva contare su tre laboratori privati in ognuna delle sue residenze. "Di modi gentili e non attaccato ai beni materiali, Boyle passò la vita a meditare sui misteri della natura, le glorie di Dio e i rimedi casalinghi per un elenco infinito di malattie reali e immaginarie."
Oltre a Boyle e ad altri ingegnosi talenti c'era anche un certo Christopher Wren, "un uomo dotato di una versatilità assurda" dalla sua mente "sgorgavano idee come monete dalla punta delle dita di un prestigiatore. I posteri lo hanno sempre conosciuto come il più famoso architetto della storia inglese, ma prima di schizzare il progetto del suo primo edificio Wren era già famoso come astronomo e matematico." Wren visse fino a novantun anni, "costruì telescopi, microscopi e barometri; si dedicò a ritoccare progetti di sottomarini; realizzò un alveare trasparente (per vedere che cosa facevano le api) e un aggeggio per scrivere in due copie, con due penne collegate da un braccio di legno; progettò e realizzò la cattedrale di Saint Paul a Londra."
La Royal Society di Londra fu la prima organizzazione scientifica al mondo, un'istituzione che ancora oggi svolge il ruolo di accademia delle scienze del Regno Unito e del Commonwealth ed è la più antica società di scienziati al mondo.
Con la nascita della Royal Society "la storia degli albori della scienza ebbe a che fare con la collaborazione più che con la contemplazione solitaria". I suoi soci fondatori si riunivano in alcune riunioni informali che chiamavano collegi invisibili o collegi filosofici in cui si discutevano tutte le più recenti scoperte scientifiche.
Per la Royal Society sono passati tutti i più grandi scienziati della storia, da Newton, che fu presidente dal 1703 al 1727, a Charles Darwin fino a Stephen Hawking che venne eletto membro ricercatore della società nel 1974.
Una fucina di talenti e idee che hanno realmente cambiato il mondo.
Un libro straordinario, da leggere tutto d'un fiato.

 

Edward Dolnick
Universo meccanico
(traduzione di Simonetta Frediani)
Bollati Boringhieri
2012

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