Soggiorno in una casa di campagna

Stupendo leggere dell’elzeviro che Walter Benjamin pubblica nel 1926 per il centenario della morte di Johann Peter Hebel, straordinario autore di calendari e almanacchi popolari.

Incantevole lasciarsi accompagnare nell’isola di San Pietro in cui Rousseau fu felice come in nessun altro posto al mondo.

Sorprendente incontrare Eduard Mörike allo Stift di Tubinga dov’erano giovani studenti e compagni di stanza Hegel, Schelling e Hölderlin.

Curioso capire, attraverso Gottfried Keller, come la parola “repubblica” è potuta diventare nel corso dei tanti Risorgimenti una pietra spacciata al popolo per pane.

Meraviglioso riconoscere il gioco di pennello intorno a curiosi dettagli di Robert Walser ed emozionante conoscere Jan Peter Tripp coi suoi paesaggi in abbandono e le sue nature morte…Soggiorno in una casa di campagna di W.G. Sebald è un libro di saggi su Robert Walser, Gottfried Keller, Johann Peter Hebel, Jean Jacques Rousseau, Eduard Mörike e Jan Peter Tripp.

Senza dubbio influenzato dai suoi esperimenti con le fotografie incorporate nei suoi libri di narrativa, Sebald ha inserito anche qui le immagini più disparate. Calendari, fotografie di libri, riproduzioni di incisioni storiche e disegni, una dozzina di ritratti dell’autore Robert Walser e un enigmatica fotografia sgranata di una mongolfiera rientrano a pieno titolo tra i protagonisti di questo insolito prodotto letterario.


Modestamente intitolato “libro di memorie” o “note”, Soggiorno in una casa di campagna è un libro ricco di riflessioni e di idee. Un libro di miniature e cesellature in grado di affascinare e incantare.

W.G. Sebald, Soggiorno in una casa di campagna, traduzione di Ada Vigliani, Biblioteca Adelphi, 2012.

Marco Crestani

"In una poesia o in un racconto si possono descrivere cose e oggetti comuni usando un linguaggio comune ma preciso, e dotare questi oggetti - una sedia, le tendine di una finestra, una forchetta, un sasso, un orecchino - di un potere immenso, addirittura sbalorditivo. Si può scrivere una riga di dialogo apparentemente innocuo e far sì che provochi al lettore un brivido lungo la schiena… Questo è il tipo di scrittura che mi interessa più di ogni altra. Non sopporto cose scritte in maniera sciatta e confusa…"(Raymond Carver)

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