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Sabato, 27 Ottobre 2012 08:20

Quando il sistema paese non fa più sconti alla politica.

Scritto da Nuccio Natoli

I giovani di Confindustria attaccano a testa bassa. La parola ‘sconti’ non c’è nel vocabolario esibito nel tradizionale convegno autunnale a Capri. Se la platea schiuma rabbia, il presidente degli under 40 confindustriali, Jacopo Morelli, ne interpreta i sentimenti distribuendo scudisciate a tutti. Al il governo che ha fatto crescere la pressione fiscale sulle imprese fino al 68%, per cui non si può più parlare di tasse, ma di «confisca». Alla politica fatta di «ladri, ignoranti, incapaci che devono andare via», perché «siamo disgustati dall’idea che la carica pubblica sia la scorciatoia per arricchirsi e chi lavora non è più disposto a sostenere così tanti parassiti».

Poco prima del j’accuse di Morelli è stato letto un messaggio del premier: «Negli ultimi mesi — scrive Monti — l’Italia ha fatto scelte difficili introducendo riforme importanti che ci potranno fare voltare pagina», ma il successo finale sarà possibile solo proseguendo «sulla stessa strada e solo dentro un’azione comune a livello europeo». In pratica, una difesa a tutto tondo dell’Agenda Monti, su cui si è allineata il ministro Fornero sostenendo che «all’Italia servono riforme e ancora riforme».

La replica di Morelli è stata durissima. «Il governo tratta i cittadini come cavie». Segue stilettata ai professori: «Assistiamo all’applicazione ostinata di teorie e ricette da laboratorio con politiche dimostratesi inefficaci e dimenticando che l’economia è una scienza interpretativa e, quindi, può essere imprecisa e imprevedibile». Poi Morelli è andato a valanga. Oltre alla «confisca» con la pressione fiscale al 68%, «perdiamo duemila occupati al giorno». In Italia c’è «molto rigore e poca crescita» e si sta sottovalutando che «se chiudono le imprese si brucia il futuro, le speranze, il dinamismo», non c’è alternativa alla necessità di «creare nuove occasioni di lavoro dando ossigeno alle imprese».

La sintesi dell’atto d’accusa l’ha fatta lo stesso Morelli affermando che «le tasse vanno abbassate in modo sostanziale su chi lavora e sulle imprese che investono» e avvertendo: «Il tempo della pazienza e finita».

Nel mirino è finita pure la Legge di Stabilità a cui è stato riconosciuto che il taglio dell’Irpef «è un inizio», ma rischia di essere «vanificato dall’aumento dell’Iva» per cui bisogna agire sul cuneo fiscale per lasciare «ai redditi bassi più soldi in busta paga e così rilanciare la domanda interna». La «confisca» fatta con le tasse, però, non giustifica l’evasione fiscale, tanto che i giovani confindustriali hanno sollecitato il governo a «contrastarla con ogni mezzo».

Morelli è stato attento a evitare la palude della politica in questa fase di furore da primarie, ma un’escursione se l’è concessa chiedendo a chi si candida a governare l’Italia «che cosa propone di fare per i giovani che non hanno lavoro».

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