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Lunedì, 20 Febbraio 2012 07:37

Salto in basso

Scritto da Antonio Capitano

Cos’ è se vi pare. Il dado è tratto. Obtorto collo.
Mario Monti ha detto no. Le Olimpiadi a Roma non si faranno. Per la verità Monti non ha deciso di non fare le Olimpiadi, ma non ha firmato la “fidejussione” per garantire la candidatura di Roma. Ha fatto bene? Ha fatto male? Chissà. Il tempo aiuterà a capire le cose. Certo è che l’Italia non se la passa bene e l’esperienza consolidata di anni di sperperi e di opere incompiute, a fronte di stratosferici stanziamenti, avrà convinto il premier dell’austerity a non allargare la cinghia in questo momento di risparmio in ogni dove.
La “lotta greco- romana” non ha permesso di correre rischi. Un” salto triplo” nel buio non avrebbe permesso la “maratona” per arrivare a superare la selezione. Ora inizierà il “tiro a segno” sulle responsabilità con una “lotta libera” tra chi voleva le olimpiadi agendo con grinta da “pugilato” e tra chi non le voleva (con motivazioni evidenti) che risponderanno con la precisione tecnica della “scherma”.

Ma in questo salto ad ostacoli non ha prevalso nessuno. Ha perso l’Italia. Come chi abituato ad una vita agiata si ritrova improvvisamente a cambiarla. E non c’è cosa più triste di vedere la decadenza del “fallito” del retrocesso, del declassato. Annaspa nel suo “canottaggio” quotidiano spingendo i remi con le poche forse rimaste, stringendo i denti per arrivare ad un traguardo sempre più lontano mentre a destra e sinistra viene superato. Questa la nuova immagine dell’Italia. Inclinata coma la nave concordia. Non riesce ad alzarsi, incastonata tra gli scogli aspettando chi la porta via. E che quasi sempre non è italiano…
Come finirà? Forse non ci sarà mai una “tregua olimpica” e ciascuno continuerà la propria “corsa” mettendo ora in discussione il governo dei tecnici.
Tutto è partito dalla Grecia nel 776 a.c. ad Olimpia. E ancora oggi in Grecia i “giochi pericolosi” non sono conclusi. Atene brucia e l’effetto domino è dietro l’angolo. Una lingua di mare ci separa. Quel mare dove arranca la “nave Italia”
Ogni italiano oggi è come un nuovo Dorando Pietri “colui che ha vinto e ha perso la vittoria” . Non è un momento bello per il nostro Paese al quale bisogna augurare presto di essere Citius, altius, fortius, ovvero "Più veloce, più alto, più forte".

 

ANTONIO CAPITANO

 

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