Legge sul libro. Intervista a Marco Polillo

Polillo, sul web continua la protesta di scrittori, editori, librai e addetti ai lavori contrari alla nuova legge sul prezzo del libro. Qual è la posizione dell’Aie?

“L’Associazione Italiana Editori ha lavorato insieme all’Associazione Librai Italiani alla stesura del disegno di legge promosso dall’on. Levi. Il dibattito tra addetti ai lavori è stato lungo e faticoso perché le posizioni di partenza erano estremamente lontane: andavano dalla liberalizzazione totale degli sconti sino a chi sosteneva la necessità di vietarli totalmente.  Il testo elaborato dall’onorevole Levi, tenendo conto degli opposti punti di vista, configura secondo noi la miglior soluzione possibile, consentendo di arginare la totale deregulation attuale. E’ frutto di una straordinaria unità di intenti tra editori e librai con l’unico obiettivo di garantire il massimo livello di pluralità delle proposte. 
Il problema fondamentale è che regolamenta una materia decisamente complessa che anche molti addetti ai lavori stentano a comprendere. Sarei curioso di verificare quanti dei firmatari dell’appello hanno realmente compreso la portata delle disposizioni in questione”.

Cosa condivide e cosa no dell’ultimo appello dei Mulini a Vento?
“Partiamo dalle premesse: in quell’appello sono scritte una serie di inesattezze, per usare un eufemismo. Si dichiara che le norme del ddl sono contro le librerie indipendenti, quando è stata proprio l’associazione di categoria di riferimento a volere fortemente la norma e oggi difende a spada tratta il testo. Si afferma che gli editori indipendenti non sono stati consultati, quando gli organi dell’AIE, che ricordo rappresenta oltre 400 marchi editoriali e il 90% del fatturato di settore, hanno approvato all’unanimità il testo. Si afferma che la norma sulle promozioni proposte dall’editore svuota di fatto il limite di sconto, mettendo sullo stesso piano le promozioni dell’editore e le promozioni delle singole librerie o delle catene. Invece si tratta di due momenti commerciali estremamente diversi e il testo attuale vieta qualunque promozione realizzata dal punto vendita, sia esso libreria indipendente o libreria di catena.
Vorrei ricordare che una promozione non è altro che una modifica del prezzo di copertina: se il principio generale specifica che è l’editore ad avere la facoltà di fissare il prezzo di un libro, mi pare evidente che abbia l’analoga facoltà di modificarlo al rialzo come al ribasso. L’importante è che non operi discriminazioni tra le librerie. Sarò ancora più chiaro: nell’appello si vuole far credere che nel nostro settore possa esistere concorrenza tra un romanzo di Dan Brown e una raccolta di poesie di Pascoli! La concorrenza, e lo capirebbe anche un bambino, è tra lo stesso libro venduto in due librerie diverse.  Sui singoli punti in qualità di presidente dell’AIE è inutile che mi esprima: come editore posso avere le mie idee, ma non sono abituato a pretendere che il mio punto di vista venga imposto, magari mistificando, anche agli altri”.

Sulla legge sul prezzo del libro c’è una spaccatura tra i grandi gruppi editoriali e gli editori medio-piccoli. E’ inevitabile che ciò avvenga?
“La correggo: sul prezzo dei libri c’è già stato un confronto tra gli editori che, partendo da posizioni differenti, ha portato ad una soluzione generalmente condivisa. Alcuni editori, non accettando tale soluzione, vorrebbero imporre la loro volontà agli altri, che a loro volta, se vedessero superato l’accordo raggiunto, si sentirebbero svincolati dallo stesso e liberi di agire per sostenere le loro posizioni di partenza. L’ovvia conseguenza sarebbe far naufragare qualunque tentativo di superare il far west attuale, e inseguire per chissà quanti anni ancora – come il passato dimostra – la chimera di arrivare ad una legge sul libro: nel frattempo lasciamo pure che le librerie indipendenti chiudano. Vorrei che qualcuno mi spiegasse a chi giova tutto ciò. Questo testo, che nessuno ha la pretesa di ritenere perfetto, ma che, ripeto, è il risultato di una faticosissima opera di mediazione, corrisponde a quell’esigenza di definire un quadro certo e un’uniformità di trattamento dei consumatori, indispensabile secondo noi per lo sviluppo di un mercato librario ampio e diversificato. Per questo lo difendiamo”.

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