Guerra a lume di candela

Daniel Alarcón è nato a Lima, in Perù, nel 1977 ed è cresciuto nel sud degli Stati Uniti.
La sua raccolta di racconti (il suo debutto sulla scena letteraria) “Guerra a lume di candela” è davvero potente, poetica e audace, un crudo ritratto di un mondo in trasformazione e chi scrive è una di quelle voci che non si dimenticano tanto facilmente.
Nove vibranti storie costruite con tutta la potenza di un racconto di Flannery O’Connor, in cui si può leggere della condizione dei poveri di Lima (descritta, nella sua stranezza, come una città affascinante) e delle speranze degli immigrati a New York, di passione, di lotte civili o disastri naturali.

Alarcón ritorna in Perù (con una borsa di studio Fulbright) ed evoca il dolore e la bellezza della sua terra con precisione, fermezza e stile vibrante, oltre che con inflessibile onestà.

Vi sorprenderà per l’ampiezza delle sue storie e con descrizioni ricche di sentimento. Soprattutto lo farà con una scrittura incisiva (ma anche tagliente, vibrante, scoppiettante, intelligente, emotivamente devastante e… in crescita) capace di catturare l’energia caotica di una città in cui ogni personaggio è sinceramente reale e immediatamente convincente.

Daniel Alarcón, Guerra a lume di candela, 2006, 161 p., brossura, traduzione di A. Mioni, Terre di Mezzo.

Marco Crestani

"In una poesia o in un racconto si possono descrivere cose e oggetti comuni usando un linguaggio comune ma preciso, e dotare questi oggetti - una sedia, le tendine di una finestra, una forchetta, un sasso, un orecchino - di un potere immenso, addirittura sbalorditivo. Si può scrivere una riga di dialogo apparentemente innocuo e far sì che provochi al lettore un brivido lungo la schiena… Questo è il tipo di scrittura che mi interessa più di ogni altra. Non sopporto cose scritte in maniera sciatta e confusa…"(Raymond Carver)

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