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narrativa Italiana

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Mercoledì, 04 Ottobre 2006 18:27

Massimo Carlotto, La terra della mia anima

copertinaMassimo Carlotto
La terra della mia anima  
Ed.E/O

Storia di vita e di malavita, quella Beniamino Rossini. Chi ha gia letto Carlotto lo sa. Beniamino e molto, molto malato. Decide di raccontare a Massimo suo amico la sua malavita ed e’ una storia nella Storia. Storia di rapine e di dopoguerra, storie di contrabbando in una Croazia della guerra civile. Un romanzo cattivo, perché cattiva e’ la mala-vita di un criminale. Bellissimo e duro.
scelto da paolo

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Martedì, 07 Novembre 2006 17:14

Marco Archetti, Maggio splendeva

copertinaMarco Archetti
Maggio splendeva
Feltrinelli

Questo libro riflette molto il carattere di noi Italiani: un po’ affubulatori, un po’ famiglioni, condito con una ipocrita rispettabilità dettata dalla nostra spregiudicata antropologia. E’ la storia di Leo dotato di un superpotere capace di far sparire -nel vero senso della parola- le persone e le cose. Il periodo e’ l’Italia del 1936 e la zia di Leo farà di tutto per farlo diventare una star da avanspettacolo. Si mischiano insomma: storia, humor, paradosso e non-sense.
scelto da Paola

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Giovedì, 09 Novembre 2006 16:57

Sandrone Dazieri, E' stato un attimo

copertinaSandrone Dazieri
E'stato un attimo
Mondadori

L'ultima cosa che ricorda Santo, di professione spacciatore e ladro, e' quella di aver ricevuto una bottiglia in testa da suo socio di malaffare. Sembra che la cosa sìa successa quattordici anni prima, però. Ora Santo si e' svegliato nel bagno della Scala ed e' un altra persona: e' un pubblicitario di successo, ha una ricca fidanzata e sarà costretto ad adattarsi a un mondo che non riconosce, dove tutto passa attraverso Internet o i cellulari, Santo approfitterebbe volentieri della sua nuova condizione sociale per ricominciare alla grande con i suoi traffici. Ma non può, perché tra le sorprese che gli riserva il nuovo millennio vi è anche quella di essere ... un assassino, responsabile della brutale morte del suo capo, unico ostacolo alla sua folgorante carriera. Nel corso di una settimana dove ogni giorno riserva una qualche, di solito sgradita sorpresa, Santo dovrà capire che cosa ha davvero combinato in quei quattordici anni che ha dimenticato. Paradossale e divertente alla Dazieri per chi ha gia letto i "gorilla".
scelto da michele

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Domenica, 05 Novembre 2006 16:23

Mariolina Venezia, Mille anni che sono qui

Mariolina Venezia
Mille anni che sto qui
Einaudi

Dire di aver apprezzato il libro “Mille anni che sto qui” per ragioni semplicemente affettive sarebbe fare grande torto ad un notevole racconto, la storia corale lunga un secolo di una famiglia di Grottole, che qui si sviluppa ma che si proietta anche lontano, nelle varie generazioni.
Una storia che passa attraverso l’Unità d’Italia, il brigantaggio, le 2 grandi guerre, la povertà e la ricchezza, l’emigrazione oltre-oceano, la distribuzione delle terre, Giuseppe Novello, gli anni della contestazione e quelli di piombo, il crollo del muro di Berlino.
Una narrazione avvincente e a volte fatata , sospesa fra “La casa degli spiriti” e “Cent’anni di solitudine”, ma con il richiamo irresistibile di non dover semplicemente immaginare i luoghi, ma poterli riconoscere.
Un libro che sento caldamente di consigliare, soldi ben spesi, ve l’assicuro.
scelto da Benna - Montescaglioso MT

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Martedì, 02 Marzo 2010 15:44

Daria Galateria, Mestieri di scrittori

foto

La poesia non dà pane, come dicevano gli antichi, e anche sulla prosa, nella maggioranza dei casi, non si può fare troppo affidamento. Lo sanno bene gli scrittori che, prima di venir riconosciuti (e sufficientemente compensati) come tali, hanno dovuto adattarsi ad ogni sorta di lavori e quelli che, per necessità o per scelta, si sono divisi per tutta la vita tra lavoro e letteratura. Il fenomeno è sempre esistito, tanto che le lamentazioni del poeta in miseria costituiscono una sorta di genere letterario; ma in epoca moderna, quando la cultura ha cominciato a non essere più appannaggio delle classi agiate e del clero, a non godere più della generale considerazione e a perdere di conseguenza il sostegno delle diverse forme, pubbliche e private, di mecenatismo, il capitolo degli esordi difficili e dispersivi e quello della letteratura come secondo lavoro figurano in quasi tutte le biografie degli scrittori.

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Venerdì, 30 Aprile 2010 15:33

Livio Romano, Niente da perdere

copertinaLivio Romano ha scritto qualche tempo fa ( non ricordo più dove lo abbia scritto, figurarsi) che fare letteratura è come mettere un paio di occhiali. Conta la montatura attraverso cui guardare la realtà. I miopi, soprattutto, ma forse anche gli astigmatici, potranno capire meglio. Sta tutto lì.
Così ne ha inforcato un paio nuovo di zecca, oggi, per raccontare un trentacinquenne, tal Gregorio Parigino, alle prese con un’esistenza frenetica fatta di lavoro, parenti, donne, ricordi e medicine (tranne le ultime, ma solo da poco tempo, sembra il ritratto di un direttore di libreria che conosco). Un uomo che impara gradualmente a guardare la sua vita da lontano e a ritrovarne il senso concreto, tangibile, terreno proprio in quel bailamme, che, girandogli vorticosamente intorno e ancorandolo al suolo, gli impedisce di perdersi e gli consente di conservare la misura esatta del suo tempo.

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Venerdì, 30 Aprile 2010 14:52

Claudio Rigon, I fogli del capitano Michel

Tutto parte da una scoperta nell'archivio del Museo del Risorgimento di Vicenza. Claudio Rigon è un appassionato di fotografia e, vagabondando per l’Altipiano di Asiago con una macchina fotografica e un cavalletto, si sente attratto dall’atmosfera di Monte Ortigara, “da quel territorio particolare che comincia con il suo crinale e si estende poi a sud-ovest per un’ora di cammino, fino ai piedi di Cima Dodici.”

Incontra rovine, resti di baraccamenti, trincee, in un paesaggio che in certi momenti sembra ancora il dopo di una battaglia.

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Venerdì, 30 Aprile 2010 14:45

Giulio Mozzi, Sono l'ultimo a scendere

Non è facile scrivere un blog. Soprattutto non è facile scriverci tutti i giorni in maniera interessante e originale stabilendo un dialogo con i propri lettori, non forzando la mano e rispettando le opinioni altrui. Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili) di Giulio Mozzi è una sorta di "diario pubblico" (secondo la definizione dell'autore) tratto dal blog dello scrittore padovano, uno dei primi autori italiani ad aver utilizzato il web per comunicare dimostrando di saperci fare. E bene.

Pubblicato in Storie
Giovedì, 29 Aprile 2010 18:51

Roberto Perrone, La ballata dell'amore salato

Una donna, un tradimento e una città, Genova, sempre protagonista Storia di un uomo forte, sicuro di sé ma, come ciascuno di noi, non al riparo dalla vita cone le sorprese che spazzano le certezze. Genova. Una fredda domenica di novembre. Girolamo Murgia sta aspettando l'arrivo di suo figlio da Milano. Devono mangiare presto perché quella domenica c'è il derby e Girolamo deve seguire il Genoa, l'unica delle sue tre passioni sopravvissuta al tempo. Le altre erano la moglie e il ballo. Ma la moglie è morta da un anno e il ballo non gli interessa più.

Pubblicato in Elzeviri
Giovedì, 29 Aprile 2010 18:16

Emanuele Tonon, il Nemico

copertinaÈ un libro in cui si racconta da una parte il rapporto con il padre, la vita e soprattutto la morte di un padre operaio, dall’altra invece della vita di coppia narrata fino a una fine inesorabile. Un romanzo estremamente duro, una denuncia della condizione operaia, il cui asse portante è di carattere teologico, una riflessione sul posto di Dio nel mondo. Un Dio però impotente di fronte alla sua creazione.
"Viviamo in un' epoca di Dio e di dolore, il mondo oggi sembra essere stirato con forza sotto l'azione del dolore", scriveva Kazoh Kitamori, eminente teologo luterano giapponese. Il Dio di questo libro non salva, è un Dio che dovremmo amare, ma che ci ha stancati, delusi, reso infelici.

Pubblicato in Storie
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