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First Circle (33)

Questa rubrica:
First Circle è dedicata principalmente agli autori poco conosciuti o esordienti. Quelli che aspirano a diventare tali, potranno essere dissuasi scrivendo a : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Carla saprà, con competenza e nel limite del possibile, dirvi no. In fondo, escono già 60,000 titoli nel nostro Paese anche senza il vostro. Oppure si, visto che è importante dare spazio ai libri ben scritti a prescindere dalla notorietà o meno dell'autore.

(a cura di Carla Casazza)

Mercoledì, 11 Febbraio 2015 09:06

Crisi economica e opera prima

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Tema del mese: Scrivere ai tempi di Twitter e della crisi. Abbiamo chiesto a Carla Casazza, responsabile della rubrica First Circle del nostro sito, un suo commento.

Se già qualche anno fa era difficile per gli esordienti essere pubblicati da una casa editrice seria, oggi - con la crisi che morde sempre più a morte l'editoria - è davvero un'impresa titanica. Sono pochi gli editori disposti a rischiare e investire su opere che possono essere belle, ben scritte, coinvolgenti quanto vogliamo, ma richiedono grandi energie promozionali per colpire i lettori, e non offrono garanzie di vendita, quando già le vendite dei grandi autori sono esigue.
Esistono per fortuna ancora editori coraggiosi, ma questo coraggio è sempre più appannaggio di case editrici medio-piccole, mentre i colossi nazionali lasciano davvero poco spazio ad avventure con esordienti.

Giovedì, 27 Novembre 2014 09:12

Non riesco più a dire addio

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Ho conosciuto Anna Rastello alcuni anni fa al concorso letterario Turno di notte. In quella occasione mi ha raccontato dell'esperienza da cui, qualche tempo dopo, sono nati il libro e il documentario "Il cammino di Marcella": 1600 km a piedi da Sarzana ai Pirenei per mantenere fede ad una promessa e fare conoscere come la disabilità si possa "riscattare" dall'handicap.
Dopo questo primo incontro ho seguito con interesse e partecipazione le varie iniziative che Anna ha portato avanti con tenacia, passione e grande sensibilità, per dare voce e gambe a chi non ne ha e richiamare all'attenzione dell'opinione pubblica soprattutto le problematiche legate alla disabilità.

Venerdì, 29 Novembre 2013 19:30

Agli antipodi di Marlowe per capire (forse) Frank Spada

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Già da tempo i fedeli lettori di Frank Spada caldeggiavano un nuovo libro che proseguisse la fortunata trilogia di Marlowe (Marlowe ti amo, Dimmi chi sei Marlowe, Doppio Marlowe) e Frank Spada li ha accontentati, ma a modo suo, con ironia e giocosità. E' nato così Agli antipodi di Marlowe (prove di scrittura), un libricino appena uscito per i tipi della Robin Edizioni, che raccoglie 12 racconti scritti dall'autore friulano tra il 2009 e il 2010, accompagnati da due divertissement: una "possibile" nota dell'editore e il primo articolo "uscito" il 21 maggio 2010 sul San Francisco Chronicle a firma del capo redattore H. Whitish in relazione alla domanda "L'ultimo romanzo di Frank Spada resterà incompiuto?".

 

 

 

 

Dal 18 Novembre si aprono le porte del Prefestival della 5a edizione dell'evento che ha cambiato il modo di pensare ad un Festival letterario. Fino al 27 Novembre sarà possibile iscriversi gratuitamente e inserire i contenuti relativi ai libri di esordio e, da quest'anno, sarà possibile presentare i libri in video tramite le tecnologie in uso secondo le linee guida e suggerimenti che gli autori troveranno sul sito.

Nel corso della sua breve storia, il Bookavenue Book Festival è cresciuto rapidamente in termini di dimensioni e portata, tanto diventare una festa: la più grande e dinamica del suo genere nel nostro paese. La prima edizione del Festival ha ospitato solo 20 'Incontri con l'Autore' ma ha fatto partecipare circa 15000 persone che a vario titolo hanno visitato le pagine dedicate all'evento nei soli tre giorni della sua durata. Oggi alla 5a edizione tracciamo un piccolo bilancio di un vero affetto all'evento delle edizioni successive con i 50.000 visitatori medi nelle giornate di attività. Una folla vera alla quale va fin d'ora il mio personale e nostro ringraziamento.

Lunedì, 21 Ottobre 2013 15:48

L'Italia non è Paese per esordienti?

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Nel nostro Paese c'è spazio per la letteratura d'esordio? E a quali condizioni?  Cosa puo' fare un giovane scrittore per emergere dall'oblio? Interveniamo nel dibattito con Carla Casazza, non a caso, responsabile della rubrica First Circle del nostro sito.

Due articoli usciti la scorsa settimana - uno a firma di Andrea Bajani pubblicato su La Repubblica, il secondo in risposta al primo di Angelo Ferracuti su Il Manifesto - esprimevano con diversa veemenza e sfumature più o meno intense di amarezza il medesimo concetto: autori esordienti, lasciate perdere e cercatevi un'altra occupazione.>>

Mercoledì, 26 Giugno 2013 18:42

Parole che si fanno strada. Elena Cornacchione

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Un libro che unisce le passioni dell’autrice: la psicologia e l'arte. Esistono tanti libri sul writing ma sono quasi tutti solo fotografici. Questo che ha un taglio trasversale cerca di accompagnare il lettore in una specie di viaggio a 360° gradi sul fenomeno delle scritte murarie, del muralismo e di altri fenomeni di cultura alternativa come la poesia di strada ecc.

 

Qui su Bookavenue abbiamo chiacchierato tre anni fa con Marta Casarini esordiente molto giovane con una piccola casa editrice. La ritroviamo ora con un nuovo romanzo uscito col gruppo RCS che si intitola "Anita friggeva d'amore".

Il loro primo romanzo, Hedge Fund, un giallo finanziario scritto in tempi non sospetti ma terribilmente attuale, ha vinto l’edizione 2011 del concorso Io Scrittore del gruppo Mauri Spagnol e il Premio internazionale Città di Cattolica 2012.
Massimiliano Govoni, esperto in nuove tecnologie, e Francesco Taddia, consulente finanziario, scrivono per passione e hanno trovato nel lavoro "a quattro mani" la dimensione creativa che più valorizza il loro lavoro di narrazione.

L'esordio narrativo di Viviana Viviani

Fra gli incanti più preziosi della scrittura c’è la conservazione dello sguardo dell’infanzia, salvato da una proustiana memoria involontaria. E’ lo sguardo che ci restituisce il felice esordio di Viviana Viviana, ferrarese, classe 1974, che lavora come ingegnere ma coltiva la passione della scrittura essendosi già meritata dei premi letterari. Il suo primo romanzo Il canto dell’anatroccolo, nella parodia del titolo allusivo al cigno introduce il lettore a un tono sospeso fra ironico sorriso e spregiudicata denuncia.L’autrice deve aver goduto le autobiografie del tipo di Infanzia di Nivasio Dolcemare di Alberto Savinio, evocative dello sguardo surreale e magico di chi affronta la guerra coi genitori che, già arresi al reale, si battono perché i figli li imitino.

Classe 1980, Alberto Schiavone ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2009 con una piccola casa editrice. Ma ha subito fatto il salto di qualità e quest'anno è uscito con Rizzoli il suo secondo libro, "La libreria dell'armadillo". In questa intervista, con ironia e sincerità, ci racconta il suo percorso come autore.

Hai esordito con "La mischia" edito da Cult che ha avuto buoni apprezzamenti. Poi il salto di qualità e l'uscita de "La libreria dell'armadillo" con Rizzoli. Fortuna? Perseverenza? Oltre all'innegabile qualità del romanzo, ovviamente. Ci racconti come hai fatto... a farcela?

Il mio primo romanzo è uscito nel 2009, accolto bene dalla critica e benino dal pubblico, per le ovvie difficoltà che un piccolo editore incontra nell'essere presente tra gli scaffali. Nel frattempo ho chiuso la mia libreria a Bologna e partendo da quell'esperienza ho scritto in poco tempo un romanzo. Poi l'ho messo in giro, e Rizzoli è stato il primo editore a fare una proposta seria. Quella sera, e non è stata la sola, mi sono ubriacato. Nel frattempo ho cambiato lavoro, pur rimanendo nell'ambito dei libri, e forse questo disincanto rispetto al mestiere dello scrittore mi ha permesso di arrivare all'uscita in libreria con ancora qualche amico di fianco, senza impazzire del tutto. Poi li ho persi tutti. È stato in effetti il vero e proprio salto tra i professionisti. E a distanza di quattro mesi dall'uscita posso dire che è stato un salto ben riuscito, con tutto ciò che può comportare l'affidarsi alle ampie cilindrate di un macchinone come RCS. Insomma fortuna, bravura, alcol. Come al solito.

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