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Domenica, 12 Giugno 2011 20:58

Sagittario, Giugno 2011

Ho letto un interessante articolo del New York Times che parla di un nuovo paradosso sociale che sta invadendo le nostre vite e che ha a che fare coi complimenti. Sentite un po’: pur dedicandoci tutti indistintamente al nostro aspetto fisico, di fronte ai complimenti tendiamo a sminuire la portata del bel pensiero che ci è stato appena rivolto. Se qualcuno ci fa i complimenti per i capelli, siamo propense a dire che sembriamo appena uscite dalla piscina e se i complimenti vengono rivolti al vestito, spesso e volentieri cerchiamo di diminuirne il valore con metafore divertenti ma allo stesso tempo auto-mortificanti. Eppure il narcisismo dilaga, dunque come spiegare questo nuovo fenomeno? La risposta è evidente, e tu del Sagittario dovresti conoscerla: l’insicurezza, che va ammazzata senza pietà.

 

Libertà, Jonathan Franzen

Oggi l’autobiografa pensa che i complimenti fossero una specie di bevanda che Patty aveva l’inconscia saggezza di negarsi, proprio perché ne aveva una sete infinita.

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Mercoledì, 04 Maggio 2011 17:59

Sagittario, Maggio 2011

Voglia di antico, voglia di sospiri sui petti e di mani incrociate in grembo. Voglia di bauli e scrivanie intarsiate dove scrivere con penne di piuma e calamai preziosi. E ancora, voglia di tende pesanti smosse dal vento e di batticuori in riva al fiume. Eccoti fotografato, Sagittario. E noi ti veniamo incontro con poesie sublimi, che ti porteranno proprio lì dove vuoi andare tu.

Parisina, George Byron

V

Ed Ugo sta nel solitario letto,

d’un altro uomo ad agognar la sposa.

Frattanto Parisina il capo posa

di suo marito sul fidente petto.

Ma mentre dorme par febbricitare,

la guancia rossa nel sogno agitato,

e fa un nome nel sonno concitato,

che di giorno non osa sussurrare;

palpita per chi è lungi, ma il suo cuore

Parisina lo stringe al suo signore.

Lui si desta all’abbraccio ed è felice:

crede i sospiri e la calda carezza

quelli che normalmente benedice,

e quasi piange per la tenerezza

sopra la donna che gli dorme accanto

e che pure nel sonno lo ama tanto.

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Lunedì, 04 Aprile 2011 17:22

Sagittario, Aprile 2011

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Martedì, 01 Marzo 2011 07:27

Sagittario, Marzo 2011

L'American Book Review, bimestrale fondato nel 1977 e considerato una sorta di bibbia nella recensione di libri e nell’individuazione di nuove correnti letterarie, ha pubblicato di recente una lista dei migliori cento incipit di romanzi. Trova anche tu il tuo, vatti a riguardare gli inizi dei libri e vai a fondo nel capire cosa ti ha stregato per tenerti legato ore, notti, posizioni scomode sull’autobus, a un libro pur di finirlo. Un mio amico si è da poco lasciato con la sua fidanzata e mi ha detto che non c’è niente di meglio dell’incipit di “Alta fedeltà” per affrontare la rottura col sorriso sulle labbra:

Alta Fedeltà, Nick Hornby

Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico:
1) Alison Ashworth
2) Penny Hardwick
3) Jackie Allen
4) Charlie Nicholson
5) Sarah Kendrew.
Ecco quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura? Ammetto che rientreresti fra le prime dieci, ma non c'è spazio per te fra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppare. Questo forse suona più cattivo di quanto vorrei, ma il fatto è che noi siamo troppo cresciuti per rovinarci la vita a vicenda, e questo è un bene, non un male, per cui se non sei in classifica, non prenderla sul piano personale. Quei tempi sono passati, e che liberazione, cazzo; l'infelicità significava davvero qualcosa, allora. Adesso è solo una seccatura, un po' come avere il raffreddore o essere al verde. Se volevi veramente incasinarmi, dovevi arrivare prima.

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Venerdì, 04 Febbraio 2011 15:54

Sagittario, Febbraio 2011

Induzione e deduzione: se questi sono gli opposti del range, tu sei fermo al primo. Intuisci ma non deduci, il che non comporta niente di grave, se non fosse che non riesci mai a vedere un problema nella sua parte conclusiva (leggi: risolutiva). Ma il consiglio delle stelle per te, Sagittario, è puntuale e anche semplice. Non si tratta di leggere un libro bensì un articolo redatto da S. S. Van Dine, dal titolo “Venti regole per scrivere romanzi polizieschi”. Questo articolo comparve per la prima volta su “The American Magazine” nel 1928 ma naturalmente va annoverato tra gli evergreen (lo trovi agevolmente in rete).

Ragiona su ciascun punto, in particolare sul 5 che recita:

Il colpevole deve essere scoperto attraverso logiche deduzioni: non per caso, o coincidenza, o non motivata confessione.

 

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Sabato, 08 Gennaio 2011 15:22

Sagittario, Gennaio 2011

Buon anno, Sagittario! Come ogni anno, a novembre i media hanno anticipato l’ansia nel dare consigli su come mantenere la linea durante le feste. Poi, a feste concluse, hanno attaccato a elargire pareri degli esperti per correre ai ripari e perdere i chili di troppo inevitabilmente accumulati. E’ cosa buona e giusta tenersi in forma ma per questo principio di anno, caro Sagittario, non metterti troppa fretta. Mangia ancora, con una voluttà tipica dei bambini e degli affamati. Gusta fino in fondo ciò che ti dà piacere e preoccupati il giusto, senza ossessioni. Ci sono momenti propizi per fare una dieta e momenti in cui rimandare.
Una cosa piccola ma buona in

"Da dove sto chiamando", Raymond Carver

“Probabilmente avete bisogno di mangiare qualcosa”, disse il pasticcere. “Spero vogliate assaggiare alcune delle mie paste calde. Dovete mangiare qualcosa per andare avanti. Mangiare è una cosa piccola ma buona in un momento come questo”, disse.
Servì loro delle paste alla cannella appena sfornate, con la glassa ancora morbida. Mise del burro sul tavolo e dei coltelli per spalmarlo. Poi anche il pasticcere si sedette al tavolo con loro. Rimase in attesa. In attesa che loro prendessero una pasta dal vassoio e cominciassero a mangiare: “Fa bene mangiare qualcosa”, disse, osservandoli. “Ce ne sono altre. Mangiatene. Mangiate tutte quelle che volete. Qui ci sono tutte le paste del mondo”.

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Lunedì, 06 Dicembre 2010 23:48

Sagittario, Dicembre 2010

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, recita il detto. E’ vero, solo se si ammette che tra le due azioni passa troppo tempo e che a voler attraversare il mare ci si impiegano giorni, se non addirittura anni. Quel che prevedono le stelle per te, caro Sagittario, è che imparerai a pensare il tempo necessario, a dire lo stretto indispensabile, ad agire di conseguenza. E quando realizzerai di aver fatto tutto ciò, ti sentirai libero come non capitava da tanto, tanto tempo. Auguri.

 

I mari del sud, M. Vasquez Montalban

Durante la guerra vennero ad arrestarmi quelli della FAI (Federazione Anarchica Iberica) e io li ricevetti in vestaglia di seta. 
Non si vergogna di vivere così con quello che sta capitando in questo paese?, mi domandò il loro capo. 
Mi vergognerei di vivere mascherato da operaio senza esserlo. 
Rimase tanto colpito che mi diede ventiquattro ore per fuggire.

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Mercoledì, 11 Agosto 2010 08:55

Sagittario, Agosto 2010

Diceva la bonanima di John Lennon che la vita è quel che ti capita mentre sei impegnato in altri progetti. E’ quanto stai ‘scoprendo’ anche nella tua vita, nel bene e nel male. La determinazione delle proprie azioni non può mai prescindere dal caso (che si chiama così mica per niente!). Ed è quanto accade anche nel libro scelto per te per questo mese, perché anche qui dentro tutto cambia in base al corso imprevedibile della vita.

Eureka Street, Malia Wilson

“Ci sono ancora alcuni dei tuoi amici laggiù”, le dissi. “Forse è meglio che tu li raggiunga”.

Oh, non ci metteva molto a gelarsi quel suo sguardo. Si voltò a guardarli. “Sei sicuro?”.

“Credo che sia meglio, non dici anche tu?”.

Mi rivolse un sorriso sprezzante. “Una strusciatina e via, eh?”.

Tutta lì la magia del primo bacio.

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Domenica, 18 Luglio 2010 15:56

Sagittario, luglio 2010

Stai costruendo il tuo futuro, e lo stai facendo veramente bene. Continua su questa strada che ti porta a stare in guardia dai competitors ma non zittire mai del tutto l’intuito che ti porta a capire di chi fidarti. La pelle è un indicatore chimico che può tradire, ma raramente lo fa. Gli occhi che incroci e che si soffermano nei tuoi anche solo per pochi istanti ti stanno dicendo che qualcuno a questo mondo che ti dà buoni e disinteressati consigli esiste. Prendili, sono gratis. Per te, niente di meglio di:

Mi fido di te, Francesco Abate e Massimo Carlotto

Il vino era un business importante per Chez Momò. Era tutto di qualità e lo vendevo caro. A volte carissimo. Ma il vino che piazzavo a ettolitri attraverso la mia rete di vendita mi faceva guadagnare molto di più. Mi ero comprato una palazzina con il Chianti Docg. Secondo l’etichetta doveva essere il frutto di vigneti delle campagne senesi che, in realtà, esistevano solo sulla carta. Il vino veniva dalla Puglia, dall’Abruzzo, dalla Sicilia e dalle Marche ed era imbottigliato, questo sì, da note aziende toscane. Poi erano arrivati i Nas e la guardia di finanza ed erano finiti in manette in quattrordici.

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Domenica, 23 Maggio 2010 07:02

Sagittario

Questo è un momento così operativo che se dipendesse per te, saresti impegnato in lavori manuali dalla mattina alla sera. Quando poserai gli arnesi, goditi questo “Tra il dire e il fare” di Robert I. Sutton (autore de “Il metodo antistronzi”) e Jeffrey Pfeffer, il cui sottotitolo non poteva che cominciare con come (“come superare gli ostacoli che impediscono di trasformare le nostre conoscenze in azioni concrete”). Il libro espone casi concreti, bizzarri come solo in America li possono avere, come ad esempio quella catena di outlet di abbigliamento maschile, la Men’s Wearhouse, che licenzia i propri dipendenti quando diventano troppo bravi, con la motivazione che denotano scarso spirito di squadra. Salta tranquillamente le parti che non ti piacciono o ti annoiano, ma divertiti a pensare che anche per i professoroni di Stanford è pur sempre la teoria a nascere dalla pratica.

Tra il dire e il fare, Robert I. Sutton e Jeffrey Pfeffer

Si potrebbe pensare che le aziende riconoscano la saggezza espressa da Otis Redding in “Sitting on the dock of the bay” a proposito della necessità di misurare poco ma in modo mirato: “Non posso fare quel che mi ordinano dieci persone, perciò penso che resterò quel che sono”.

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