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I mulini a vento sono sei editori indipendenti italiani: instar libri, iperborea, marcos y marcos, minimum fax, nottetempo, voland. Hanno pubblicato un blog dal nome legge sul libro che raccoglie tutto il materiale riguardante il dibattito in corso sulla legge che regolamenta il prezzo di vendita deilibri nel nostro Paese.

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Lunedì, 26 Luglio 2010 14:31

A chi conviene la legge sul libro. Parla Vigini

Per la serie 'a volte ritornano', ogni tanto accade che disegni di legge, regolamenti e proposte riguardanti aspetti generali o particolari del libro e della lettura risalgano dal limbo in cui erano finiti. In genere, aspettano lì per l’eternità e, pur considerando il prolungamento dell’età media degli italiani, l’eternità è un tempo troppo lungo anche per i longevi dotati di grande pazienza. Però, capita a volte che qualcosa si muova. Adesso è toccato al disegno di legge n. 1257 sulla 'Nuova disciplina del prezzo dei libri', che è stato presentato il 5 giugno 2008 per iniziativa di Ricardo Franco-Levi e di altri sedici deputati e che oggi – come anticipava lunedì Simonetta Fiori su 'La Repubblica' – arriva alla Camera.

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Domenica, 25 Luglio 2010 19:04

A chi conviene la legge sul libro. Parla l'Ali

Diamo seguito all'intervento firmato da alcuni editori e librai indipendenti preoccupati dall'indirizzo e delle linee guida che concorrono alla composizione della legge sul prezzo dei libri. E' il turno dell'Ali, l'associazione di categoria cui fanno riferimento molti librai del nostro Paese che, per bocca del suo presidente, si dichiara soddisfatta della piega presa dal ddl/Levi 1257che disciplina il prezzo sui libri. 

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Mercoledì, 14 Luglio 2010 06:49

A chi conviene la legge sul libro

Caro Direttore,

nei prossimi giorni verrà portata alla Camera la nuova legge che disciplinerà il prezzo del libro, ovvero che regolamenterà gli sconti. Siamo sicuri che ben pochi italiani, tediati dalle ricorrenti denunce sullo sconsolante panorama della lettura nel nostro Paese, avrebbero pensato che bastasse regolamentare uno sconto per risolvere tutti i problemi. Invece il legislatore esordisce così: “La presente legge ha per oggetto la disciplina del prezzo dei libri. Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione.” E dire che sono dieci anni che rincorriamo una legge civile sul libro, e per tutto questo tempo abbiamo avuto la soluzione sotto gli occhi. Già, peccato che a nostro avviso questo cappello introduttivo sia falso, e la legge vada nella direzione contraria a quanto proclama di voler ottenere.

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(fonte Aie)“Il settore della cultura, è un comparto industriale vero e proprio, in grado di generare profitto e creare occupazione” - così Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria nel suo saluto introduttivo alla prima uscita pubblica di Confindustria Cultura Italia, la Federazione Italiana dell’Industria Culturale, che raccoglie al suo interno 10 Associazioni che si riferiscono ai settori del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo (AGIS, ANICA, APT, UNIVIDEO), della musica (AFI, FIMI, PMI), dell’editoria (AIE, ANES) e dei videogiochi (AESVI).

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(fonte Aie) Occupa per fatturato e titoli pubblicati la settima posizione mondiale e la quinta in Europa. Nonostante ciò, sono cifre contraddistinte dal segno meno quelle che connotano l'editoria italiana nel 2008: 3,5miliardi di euro di giro d'affari (-3%), circa 59mila titoli pubblicati(2mila in meno dello scorso anno per 235milioni di copie (-12%)
Per fotografare in modo corretto il settore occorre però considerare anche altri due elementi positivi: nel 2008 è tornata a crescere la lettura in Italia (oggi il 44% degli italiani legge almeno un libro l'anno e, elemento fondamentale, gli effetti del rallentamento globale nel settore del libro sono risultati meno forti rispetto ad altri del consumo culturale.

leggi il rapporto (in download)

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(fonte Aie) Cresce il mercato del libro nel 2009 e accelera nel 2010, pronto per confrontarsi con i numeri dell’ebook. E’ quanto emerge dall’indagine NielsenBookScan presentata  a Torino nell’ambito del convegno “Che fine farà l’e-book: tra libri di carta e applicazioni digitali”, organizzato da Associazione Italiana Editori (AIE) e Salone internazionale del libro di Torino. Se infatti il 2009 ha registrato complessivamente una crescita a valore del 3,1% (si è passati per i canali trade dai 1.324milioni di euro del 2008 ai 1.365 del 2009), nei primi 3 mesi e mezzo del 2010 la crescita è passata al 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2009.

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Dopo un periodo in cui la lettura nel nostro Paese aveva segnato passi lenti ma decisi nella crescita - dal 1999 al 2006 - lo scorso anno è stato il primo in cui si è assistito a una inversione di tendenza, confermata non solo dall'Istat ma anche da altre indagini (Ipsos, Nielsen). Questa situazione non modifica affatto le note caratteristiche strutturali di un mercato in cui il perimetro risulta tra i più stretti in europa.

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Parola d'ordine: concentrazione.

Il valore del mercato del libro nel mondo, compreso quello scolastico, è di 70 miliardi di euro. Considerando che questa cifra rappresenta meno del fatturato della Pepsi Cola e Coca-Cola, già la dice lunga su quanto pesi la cultura libraria nel mondo.
Ma l'aspetto più inquietante è che i primi dieci gruppi edioriali, coprono il 51% dell'intero mercato. La ricerca, effetttuata da Rudy Wischenbart per alconto di alcune riviste specializzate è stata anticipata a Francoforte lo scorsco ottobre e resa nota, in via definitiva, questi giorni.

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A leggere le "cose" che avvengono intorno alla libreria, sia che si tratti del rapporto Istat che dell'analisi dell'Aie è sconsolante la constatazione della fatica che la filiera editoriale incontra nel far crescere il prorpio mercato. Dobbiamo ai bestseller, all'ubiquità dei libri in una varietà di canali, alle copertine sempre più belle e alle librerie sempre più accoglienti il fatto che aumenta il numero delle persone che leggono almeno un libro all'anno. Dobbiamo all'offerta al lettore di maggiori e più tempestive informazioni sulle novità e su una serie di servizi spesso on line, oltre i fattori sopra descritti, il fatto che i forti lettori aumentino un poco.

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