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Houellebecq Michel

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Certi esseri provano molto presto una spaventosa impossibilità a vivere per loro stessi. Per dirla tutta, non sopportano assolutamente di vedere la propria vita in faccia, e di vederla nella sua interezza, senza zone d’ombra, senza sfondi.

Inafferrabile, inclassificabile, irriducibilmente ambiguo: Michel Houellebecq, immancabilmente, ci sfugge. Da scrittore, esplora tutti i generi: poesia, romanzo, saggio; ma moltiplica anche le fughe dal campo letterario: nel cinema, dietro e davanti la cinepresa; nella musica – che si improvvisi cantante o che i suoi testi diano luogo ad adattamenti; nell’arte – anche qui come artista a tutti gli effetti o come oggetto d’ispirazione.

Pubblicato in Letture

Per chi ha memoria, nel 2001 Michel Houellebecq fece scandalo dichiarando che l'Islam è "la religione più stupida." Non ricordo bene il resto ma ricordo bene cosa successe dopo: il finimondo. Questa volta, a sentire gli echi di quello che accade in patria, potrebbe succedere la stessa cosa; uso il condizionale per il sentimento di attesa di qualcosa di dirompente che accade tutte le volte che l'autore, già premiato con il Goncourt (nel 2010, con La carta e il territorio), apre bocca o scrive qualcosa, ma che a ben vedere, forse, non accadrà fatto salvo qualche scoppiettìo sui giornali già letto e digerito.

Pubblicato in Reading room
Mercoledì, 24 Novembre 2010 08:27

La carta e la realtà

Perché "la carta e il territorio"? Perché la carta è più interessante (e più ricca di vita) del territorio è la lampante rivelazione di Martin Jed, l'artista protagonista del nuovo romanzo di Michel Houellebecq, Premio Goncourt 2010.
Perché la rappresentazione della realtà è più eccitante della realtà stessa...
Jed Martin è un artista di successo, ma poco socievole, imparziale, indifferente a ricchezza e celebrità. Un uomo che fissa i fatti su tela, dice, registrando ciò che c'è.

Pubblicato in Storie
Lunedì, 08 Novembre 2010 15:00

Il Goncourt premia Houellebecq.

copertina

La giuria dell'Accademia del Goncourt ha assegnato il prestigioso premio di quest'anno a Michel Houellebecq al primo turno, con sette voti favorevoli e due contro . Virginia Despentes per "Apocalypse Baby" (Grasset), che ha ottenuto il Renaudot.

In "La carta e territorio", suo quinto romanzo, acclamato dalla critica quasi all'unanimità, Houellebecq parla di arte, islam, amore, soldi, celebrità, e fa grande ironia sulla campagna francese. Parla pure di una certa efferatezza del suo assassinio. A questo proposito Houellebecq fa allegramente della caricatura:"Puzza un po' meno di un cadavere" e si presenta come "una vecchia tartaruga malata", dice del suo doppio letterario. Ma il tono del libro è meno disperato e tetro dei suoi romanzi precedenti ed già considerato come il suo classico.

Pubblicato in Premiopoli

 

 

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