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La mia personalissima guida ai vostri regali di Natale in fatto di musica. I titoli di seguito spaziano dal blues, al jazz, al soul, al bossa-nova alla classica. Buon ascolto e tanti auguri.

Inizio con Madeleine Peyroux. E' una acclamata cantante folk con una inclinicazione e un timbro lirico che le ha consentito di coprire gli standard jazz e blues. La bella Peyroux irrompe sulla scena internazionale negli anni '90; viene non a torto e spesso paragonata a Billie Holiday. Ma, mentre il suo suono intimo ha certamente preso lezione dalla grande jazzista, si è ritagliata la sua nicchia stilistica distintiva, bilanciando una moderna sensibilità pop con un rispetto per le tradizioni vocali più anziane. Vi consiglio Half the perfect world. Non è un disco nuovo: è un grande disco uscito dieci anni fa. Insieme agli standard e le rielebaroazioni di canzoni di Tom Waits e SergeGainsbourg, comprende anche le collaborazioni con tipetti niente male come Ks Lang. E' il suo terzo album e imparerete ad amarla.

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Lunedì, 20 Aprile 2015 14:29

Podcast Unplugged. Miles Davis, Tutu

Quelle che state leggendo, sono le prime righe di una piccola "variante" di Podcast. Questa nuova serie o sottosezione della rubrica più famosa di musica che ci sia sul web e che chiamo Unplugged, si dedicherà alla segnalazione dei singoli dischi che maggiormente mi hanno formata e che continuano ad influenzare la mia appartenenza di ascoltatrice di "genere" sperando che, attraverso questo piccolo tam tam, possa suscitare il vostro bisogno ulteriore di ascolto (e di acquisto, magari). Questo primo unplugged è dedicato a Miles Davis, il disco è Tutu.

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Martedì, 21 Giugno 2011 07:34

Podcast. Biografia di Dio: Miles Davis

Come si fa a scrivere qualcosa su Miles Davis senza essere banale, sufficiente, parziale, inadeguata?
Miles Davis è stato un musicista che odiava le etichette (come ad esempio Cool Jazz, Hard Bop, era persino contrario al termine Jazz, inventato- secondo lui- dai bianchi per commercializzare la musica afroamericana) Questo suo atteggiamento – o più correttamente questa sua visione della musica – è ciò che ha permesso al Jazz di uscire dal “ghetto” dei locali per soli neri, facendo sì che si affermasse come linguaggio musicale universale, abbattendo i confini dei vari generi musicali.

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