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I partecipanti, i finalisti, i vincitori dei più importanti premi letterari italiani.

Un po' si sapeva, un po' si sperava. Il Campiello è andato a Ugo Riccarelli, scomparso due mesi fa e rimasto in concorso nonostante qualche polemica di troppo. L'amore graffia il mondo edito da Mondadori, dunque, si aggiudica la 51ma edizione del premio più celebrato d'Italia con 102 voti sull' emozione della forza struggente delle figure femminili del romanzo, come ha detto la moglie dello scrittore che ha ritirato il premio ricordando, commossa, pure alcuni aspetti della loro vita famigliare e orgogliosa, ha aggiunto, di rappresentare proprio quelle figure femminili del romanzo.

Sabato, 31 Agosto 2013 16:27

Premio Viareggio-Repaci. I vincitori

ultimora:

Vincono la 84 esima edizione del Premio Viareggio Repaci:
Narrativa
Paolo di Stefano.Giallo d'Avola. Sellerio ed.
Poesia
Enrico Testa, Ablativo, Einaudi ed.
Saggistica
Giulio Guidorizzi, Il compagno dell'anima, I greci e il sogno, Raffaello Cortina editore
Premio del Presidente
Emilio Gentile, È fu subito regime,Il Fascismo e la marcia su Roma, Laterza editore

«Siamo nella categoria dei miracoli: tutto quello che è accaduto a questo romanzo poteva anche non succedere. L'ultimo ballo di Charlot (Sellerio) è stato un caso incredibile ancora prima di uscire: un talent scout di Francoforte se ne è innamorato, in Germania hanno fatto un'asta per averlo, ora è in traduzione in 14 Paesi. A nessuno dei miei libri precedenti era mai accaduta una cosa del genere. Per me è il debutto in qualcosa che mai avrei immaginato: in due settimane, tanto ci ha messo Sellerio per decidere di pubblicarlo, mi è successo quello che non era successo in vent'anni».

Lunedì, 26 Agosto 2013 17:52

Perchè dare il Campiello a Ugo Riccarelli

Se tutto rischia di morire, che almeno il filo della vita di questo luogo possa arrotolarsi e srotolarsi attraverso le sue parole” pensò l’Annina in quelle giornate di nuova solitudine - e se proprio un filo c’era, nelle sue storie, allora le sembrò che narrarlo fosse il solo scopo di tanta vita. Così scriveva Ugo Riccarelli ne Il dolore perfetto a sottolineare il potere salvifico della parola e del racconto “Credo fortemente nella forza della narrativa, del raccontare come esigenza anche proprio ancestrale, fisica delle persone. Il raccontare e raccontarsi. Raccontare le proprie storie minute, che incollate una assieme all’altra formano poi la Storia”. Raccontare storie è stato per Ugo Riccarelli uno straordinario strumento per tenersi attaccato alla vita già dal suo libro d’esordio, Le scarpe appese al cuore, una sorta di diario del periodo in cui fu sottoposto al trapianto di cuore e polmoni. E cucire la vita e cucire le storie è diventata la cifra caratteristica della sua scrittura insieme alla capacità di rovistare nella Storia attraverso le storie dei singoli, delle persone più semplici.


 

 

 

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