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Piccoli lettori crescono
Piccoli lettori crescono

Isabella Paglia è un'apprezzata autrice di libri per bambini e ragazzi pubblicati in Italia e all'estero, vincitrice di numerosi premi letterari.  Oltre all’attività di scrittrice è impegnata nell’attività editoriale come responsabile di questa rubrica, collaboratrice, redattrice per molti altri giornali e riviste destinate ai più giovani come Super G! San Paolo, soprattutto instancabile sostenitrice dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il suo sito è: http://www.isabellapaglia.info

Il suo blog: http://isabellapaglia.blogspot.it

Domenica, 21 Novembre 2010 17:19

Babbo Natale: Il mio diario segreto.

“ … Questo è il mio diario: ogni pagina l’ho scritta e disegnata io, giorno per giorno, con l’aiuto di Willi, la mia renna preferita e dei miei folletti. Dentro c’è tutto me stesso: le mie gioie, i miei dolori, i miei segreti. C’è perfino una mia foto in costume da bagno, che non ho mai fatto vedere a nessuno. Eh sì, c’è proprio tutto.
Chissà cosa darebbero i bambini … per metterci le mani sopra!

Ovvero tutto quello che i bambini vogliono sapere: i trucchi per entrare in tutte le case, i travestimenti per studiare i bambini senza farsi riconoscere, tutto quello che occorre sapere sulle scarpe, i nascondigli per i giocattoli, i venti da seguire per andare più veloci in slitta, le fotografie preferite ed i ritratti, le lettere più importanti ed i documenti preziosi,  l’agenda ed i progetti del personaggio più misterioso, rassicurante, benevolo ed onnipotente della storia dell’umanità: Babbo Natale!


Il diario super segreto, segretissimo di Babbo Natale:”… I miei piccoli trucchi, le lettere preziose dei bambini che gelosamente ho conservato … Scritto da me medesimo, Babbo Natale con l’aiuto di Didier Lèvy e disegnato dai miei folletti …
Lo sapevate che Babbo Natale, ogni anno, dopo aver consegnato i regali, esausto decide di stare a letto per tutto il mese di gennaio? E se si alza per fare pipì, chi trova al ritorno, sotto le sue coperte? Le renne! Lo sapevate che i folletti vanno a scuola a marzo e che in estate Babbo Natale si taglia la barba per abbronzarsi? Queste  e molte altre notizie confidenziali su Babbo Natale sono racchiuse in un delizioso Diario di 96 pagine, ripieno curiosità e avvincenti avventure accompagnate da immagini ricche, colorate e molto espressive che rendono scorrevole e piacevole la lettura.
Ma perché Babbo Natale piace a tutti i bambini del mondo?
Credo sia perché Babbo Natale  è capace di rendere ogni bambino unico, tra molti e perché, se anche fuori c'è la più grande bufera di neve mai vista sulla faccia della terra, il 25 dicembre, sia quel che sia Babbo Natale, arriverà puntuale. Una bella rassicurazione, per i piccoli. (E anche per i grandi).
Ma è bene che un bambino creda a Babbo Natale? Arduo Dilemma …
Credere in qualcosa per un bambino non è solo un esercizio di fantasia, ma un vero e proprio processo di crescita.
I bambini vanno accompagnati, guidati e resi liberi di esprimere la propria fantasia che è la loro più grande forza e Babbo Natale popola la fantasia di ogni bambino.
Sperare in un regalo, immaginare questa persona benefica che la notte di Natale premia i bambini buoni è educativo e di primaria importanza per dare al bambino una sua dimensione.
Grazie a Babbo Natale che è un essere che prescinde dai suoi genitori, il bambino non si sente “piccolo”  ma  rilevante, importante tanto quanto un adulto. Infatti il ruolo premiante che Babbo Natale ha nei suoi confronti, porta il bambino ad avere una prima coscienza di sé e delle sue azioni. Se si comporterà bene avrà un dono altrimenti non ci saranno regali.
E’ una fase della crescita: Il fare il bene, il comportarsi bene che rappresenta l’inizio di una coscienza civile.
E’ una bugia a fin di bene che un genitore può permettersi fino ai 5/6 anni quando sarà bene assecondare e stimolare le domande dei bambini per arrivare piano, piano, a togliere il velo alla verità con l’assicurazione che anche se a portarli non sarà più Babbo Natale, i regali, continueranno ad arrivare... sempre se ci si comporterà bene!
Per non sottrarre l’aspetto magico e contemporaneamente non rischiare che l’illusione crolli come una grave bugia dal:” sentito a scuola da un mio compagno che a detto che …”, mi sembra allora  fondamentale un accompagnamento alla verità rivelata. E di tanti libri scritti su Babbo Natale, io scelto questo perché umanizza molto Babbo Natale, facendolo assomigliare pagina dopo pagina quasi, ad un papà molto indaffarato , ad un amico un po’ pasticcione, ad un simpatico nonnetto che in agosto va in vacanza vicino all’oceano tra palme e cocci,  non sottraendo però, l’aspetto tradizionale del caro personaggio dalla lunga barba bianca figura paffuta e robusta che infonde un senso di sicurezza e fa pensare ad una persona saggia che ama i bambini ma anche il cibo, la compagnia e l'allegria. Per cui se un bambino di 3 anni troverà in questo libro, una storia incantevole, uno di cinque o sei riconoscerà la storia incantevole ma alcuni particolari solleticheranno la sua curiosità e il suo senso critico portandolo lentamente a collocare Babbo Natale nel ripiano più alto della vita, in quello della semplice dimensione fantastica.
Evviva Babbo Natale, quindi,  figura rasserenante, indulgente e dalle facoltà illimitate di cui potersi fidare sempre, anche in caso di condizioni meteorologiche avverse!


Scheda tecnica


Autore: Lévy Didier

Editore: Edizioni EL

ISBN: 88847709621

Codice EAN: 9788847709621

Pagine: 96

Formato: albo illustrato, rilegato, cartonato

Prezzo: indicativo €.12,00.    

Età di lettura: (3+).

Domenica, 14 Novembre 2010 23:38

Il Gobba dei randagi

"Alba conosce le Madonne della Misericordia dipinte nei quadri, loro abbracciano uomini piccoli. Così pensa che, in cielo, c’è una donna che accoglie in ali grandi di stoffa chi ha paura (…) Alba vede il Gobba dal ponte sul Danubio, un giorno del viaggio(...) Alba quella sera chiude gli occhi e prega il Gobba della Misericordia. Sa che ogni animale in pericolo è accolto sotto la grande veste del Gobba, sa che lì è al sicuro... "
Alba, ha paura di crescere, il Gobba che vive sotto un ponte invece, non è mai cresciuto.
Il Gobba vive di sogni, Alba ha paura che se un giorno diventa grande, poi, i sogni volano via, lontano da lei, tanto lontano e i “pensieri” prendono il loro posto, così come è successo a mamma e papà.

So che vi starete chiedendo come mai, questa volta, vengono consigliati due libri anziché uno.
No, non sono scontati, non provengono nemmeno dalla stessa casa editrice e non c’è nessun bonus in allegato. Mi appresto a presentarvi questo binomio per parlavi di un tema delicato e profondo che va introdotto ai nostri piccoli adeguatamente e un solo strumento-libro, a mio avviso, non bastava. Prima di affrontare la recensione dei libri, perdonatemi la premessa, ma credo sia opportuno spendere due parole in merito.


E’ da poco passato il 2 novembre e molti mi chiedevano in questi giorni: ma è giusto far festeggiare ai bambini Halloween così lontana dalle nostre tradizioni e sorvolare invece sulla ricorrenza di una commemorazione importante come quella dei defunti? Meglio parlare o tacere, ai bambini, della morte?
A mio avviso, far celebrare, ai più piccoli una festa è sempre molto edificante in quanto momento di condivisione anche se il divertimento proviene da oltreoceano, l’importante però è non sostituire la notte delle zucche con la celebrazione dei defunti, quasi a voler sorpassare e schivare un argomento penoso. Addirittura qualcuno mi diceva  di evitare la consuetudine di recarsi al cimitero per visitare i parenti scomparsi perché: ” Non parliamo di morte ai bambini che è una cosa brutta”.
Che sia una cosa brutta non lo metto in dubbio ma negarla o evitare di parlarne con i più sensibili ricettori del genere umano, è perfino peggio, perché per quanto li si voglia ovattare, presto o tardi si dovranno confrontare con l’altra inevitabile faccia della vita.
Un tempo, le usanze, venivano in aiuto ai genitori sollevandoli da spiegazioni a volte incresciose, semplicemente con la loro forza evocativa e profondamente educativa. Tutto rientrava in una normalità che non aveva bisogno di tante parole. A Palermo, ad esempio come in tante altre località dell'Isola, come già raccontava Giovanni Verga nella sua novella, La Festa dei Morti, i genitori si recavano presso uno dei tanti mercatini rionali del centro storico per acquistare, di nascosto dai loro piccoli, semplici regali che assumevano il valore prezioso della sorpresa e del mistero che venivano opportunamente nascosti nella notte in qualche angolo della casa, per poi essere presentati ai destinatari come doni ricevuti dai parenti scomparsi nel primo mattino del giorno 2 novembre.  Ancora oggi, in alcune zone del milanese come in Sud America è una cosa comune mettere in tavola e servire, anche per le persone defunte, il Pan dei morti, un dolce tipico. Semplici modi di affrontare l’argomento a misura di bambino, evitando angosce inutili. Parlarne è doveroso. Se teniamo conto poi, che i bambini sono costantemente messi di fronte a immagini di morte provenienti da televisione, cinema, giornali che non sempre aiutano a promuovere un’idea di serenità associata al concetto di morte è sicuramente meglio affrontare l’argomento anche da molto piccoli ma nella giusta maniera. Uno dei potenti utensili messi a nostra disposizione è sicuramente da sempre la  fiaba o il racconto, i mezzi  sani con cui introdurre l’argomento delicatamente, rispondendo ai primi interrogativi.

Ai libri quindi…
Il primo libro che vi presento è:” Il mio maialino Amarillo “ di Satomi Ichikawa, per Babalibri, una storia che arriva dal Guatemala. Amarillo, è un maialino giallo, in spagnolo appunto amarillo, dato in dono dal nonno a Pablito un bambino povero che vive in un villaggio umile di periferia. Pablito e Amarillo crescono assieme giocano, si rincorrono, si schizzano, divenendo amici per la pelle. Pablito costruisce una capanna di giunchi e fogliame per Amarillo sia come ricovero per la notte che per proteggerlo, dove gli dice di aspettarlo quando dovrà andare a scuola. E così succede finché un giorno, al ritorno da scuola Pablito  trova la capanna vuota, la porta divelta… Amarillo non c’è più. La famiglia intuisce la fine del porcellino divenuto grande in una terra troppo misera, ma tace. Pablito è inconsolabile, lo cerca dappertutto non vuole più mangiare e quella verità taciuta risuona più dura di ogni verità. A rompere la disperazione di Pablito  arriverà ancora il nonno che inviterà il nipote ad un rito consolatorio, di liberazione e commemorazione: ”Qui da noi, quando le persone sono tristi e non riescono a consolarsi come te, sai cosa fanno? Mandano un messaggio in cielo. - Ma come? disse Pablito – Fanno volare via un aquilone in cielo, il giorno dei morti ”. Pablito vuole provare, costruendo l’aquilone con una semplice carta di giornale. Si sente vicino ad Amarillo e fa un ultima cosa per lui, un ultimo saluto pieno d’amore. Arriva il giorno dei morti e Pablito si reca al cimitero con il suo aquilone che assomiglia incredibilmente ad Amarillo e qui succede una cosa strana e meravigliosa… Ma il finale non ve lo svelo, vi dico solo che è toccante e commovente come le ultime parole del libro: ” Amarillo, ti voglio bene e ti vorrò bene per sempre!


Il secondo libro s’intitola: “ Quanto dura una vita ” di David L. Rice, per Punto d’Incontro editore, si presenta come un bel libro illustrato, che fa parte di una collana che personalmente apprezzo molto: Semi di Luce. "Quanto dura una vita" e ci presenta alcune tra le vite più brevi, più lunghe, più curiose della terra, veniamo così a conoscere che la vita di una libellula dura un giorno, quella di un farfalla un mese, quella del mais un anno, e così via, fino ai duemila anni delle sequoie o ai miliardi di anni delle galassie. L’Universo è la nostra scuola, la Natura è il nostro insegnante e ogni specie ha la sua lezione da insegnarci. In: ”Quanto dura una vita”, impariamo come ogni vita sia preziosa, unica e meriti di essere vissuta, mentre il valore della cooperazione, la necessità di preservare l’ambiente per il futuro e l’importanza di prendersi ogni tanto un po’ di tempo per se stessi e per gli altri sono alcuni degli elementi di riflessione offerti da questo insolito viaggio di carta attraverso la vita. Mi piace molto la frase dell’ultima pagina:” La tua vita è importante. Hai uno scopo speciale sulla Terra. Non importa quanto breve, non importa quanto lunga, non importa quanto grandiosa, intelligente o forte. Ogni vita ha un suo posto, uno scopo e una dignità. Ogni vita è importante sul nostro pianeta Terra.


Gli Autori


Satomi Ichikawa [ Il mio maialino Amarillo] sbarca a Parigi dal Giappone nei primi anni Settanta e decide di dedicarsi alla letteratura per l’infanzia dopo aver visto in vetrina un libro di Maurice Boutet de Monvel. Dice di sé: «Sono molto bambina, colleziono bambole e orsetti di peluche, adoro divertirmi, stupirmi, mi avvicino agli altri come una farfalla suoi fiori!» Nei suoi libri si ritrovano gli amici, i luoghi, le passioni a lei care.


David L. Rice [ Quanto dura una vita ] ha  trascorso l’infanzia in una fattoria della California dove ha potuto apprezzare da subito le diverse forme di vita e la loro interdipendenza. Il suo interesse per la natura si è approfondito frequentando l’Università di Biologia di Los Angeles e venendo in contatto con la cultura dei nativi americani. Oggi è uno scrittore molto attento all’ecologia e trasmette il suo amore per la natura insegnando ai ragazzi.



Scheda tecnica del 1° libro:   Il mio maialino Amarillo

  • Autore: Satomi Ichikawa
  • Illustratore: Satomi Ichikawa
  • Editore: Babalibri
  • Anno di Pubblicazione: 2002
  • ISBN: 88-8362-050-8
  • Codice EAN: 9788883620508
  • Pagine: 40
  • Formato: albo illustrato, rilegato, cartonato
  • Prezzo: indicativo: €.12,00
  • Età di lettura: (5+).



Scheda tecnica del 2° libro: Quanto dura una vita

  • Autore: David L. Rice
  • Illustratore: Michael S. Maydak
  • Editore: Il Punto d'Incontro
  • Collana: Semi di luce
  • Anno di Pubblicazione: 2001
  • ISBN: 8880932322
  • Codice EAN: 9788880932321
  • Pagine: 32
  • Formato: cartonato, illustrato
  • Prezzo: indicativo €.12,00
  • Età di lettura: (6+).
Lunedì, 01 Novembre 2010 01:59

La trilogia di Eddie Dickens: Villa Sventura

«Quando Eddie Dickens aveva undici anni, entrambi i suoi genitori si presero una brutta malattia che li fece diventare gialli, un po’ stropicciati ai bordi e li fece puzzare di vecchie borse per l’acqua calda…»(pag.7)
Così inizia, un altro magnifico libro da aggiungere allo scaffale della vostra biblioteca e proporre ai bambini anche in occasione della la festa delle zucche.
Si tratta della trilogia di Eddie Dickens scritta da Philihp Ardagh; io vi presenterò il primo dei tre libri: ”Villa Sventura”.
Il racconto si snoda in una serie di episodi (non ci sono capitoli) anarchici e spiritosi, ambientati ai tempi in cui i poliziotti metropolitani erano lunghi e stretti, vestivano con uniformi rigide e attillate e in testa portavano un altissimo cappello nero; tempi in cui maglietta e mutandoni erano considerati parti del proprio corpo al pari di unghie e cappelli e togliersi tali indumenti era considerato un “deliquo”.
Di termini raffinati e forbiti come: cadere in deliquo, colore circospetto, uggioso … il libro è colmo come le uvette sul panettone di Natale ma sapientemente sparse, al momento giusto, su appetitose descrizioni e caratterizzazioni che rendono la narrazione unica e con effetti a dir poco esilaranti... ( segue)

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