Emanuele Trevi e il suo Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie), guida la cinquina che si contenderà il Premio Strega 2012 il prossimo 5 luglio nel consueto contesto di Villa Giulia. L’elenco dei finalisti si è deciso ieri sera a Roma, nella sede della Fondazione Bellonci.
Il ruolo di presidente di seggio è stato assunto da Edoardo Nesi, vincitore della scorsa edizione con Storia della mia gente. Lo scrittore pratese, affiancato dal presidente della Bellonci Tullio De Mauro, ha proclamato la lista dei concorrenti al podio. A seguire Trevi, che ha ottenuto 92 voti, il pugliese Gianrico Carofiglio con Il silenzio dell’onda (Rizzoli) e 70 voti; Alessandro Piperno, Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi (Mondadori) e i suoi 68 voti; Marcello Fois e Nel tempo di mezzo (Einaudi), con 64 preferenze. Chiude la fila con 38 voti Lorenza Ghinelli e il romanzo La colpa (Newton Compton).>>

… Sei diventato brutto però» disse Aurora, un po’ delusa.
“ Si dovrebbero insegnare principi di strategia che permettano di affrontare i rischi, l’inatteso e l’incerto, e di modificarne l’evoluzione grazie alle informazioni acquisite nel corso dell’azione. Bisogna apprendere a navigare in un oceano d’incertezza attraverso arcipelaghi di certezza” E. Morin
“… Mi si riempie la testa, mi si riempie la testa
Se il silenzio di Caffè ci parla, il silenzio su Caffè è pura miopia e comportamento doloso a tutti i livelli. Il “piccolo” grande economista deve essere non solo ricordato, ma anche attualizzato attraverso la messa a dimora delle sue analisi che devono oggi più che mai radicarsi in una terra arida di idee. Quelle stesse idee oggi ancora non raccolte e che invece dovrebbero fluire come tanti ruscelli per confluire nel fiume delle istituzioni e nelle aule universitarie per la bellezza del sapere e per la concreta risoluzioni di quei problemi che hanno messo in ginocchio il nostro Paese umiliandolo da ogni dove. L’Italia culla del Rinascimento subisce oggi una involuzione per l’applicazione di scelte finanziarie che riparano una finestra lasciando scoperto il tetto di una casa pericolante.

“… Quindi il lupo apre la porta, si mangia la nonna,
Un grande cantastorie. Ecco che cos’è stato Tonino Guerra. Un poeta, certo, ma nel significato totale del termine, poeta secondo i canoni della letteratura ma soprattutto secondo l’identità istintiva che gli dà l’immaginario popolare. Il poeta dunque associato a visionarietà, stravaganza, imprevedibilità, bizzarria. E il popolo quasi sempre ha ragione: va oltre la normalità uno che scrive in dialetto romagnolo e che viene tradotto in cinese, e da Mao in persona. Sarà vero, sarà una leggenda, non importa. Rientra negli sconfinati orizzonti fantastici in cui hanno convissuto oltre allo scrittore in versi, lo scrittore in prosa, lo sceneggiatore cinematografico, il pittore, il disegnatore e infine l’inventore di mille preziose cose futili e inutili che però fanno bene allo spirito.
Cosa succederebbe se con una semplice analisi del sangue fosse possibile prevedere in che modo si morirà? Ryan North, Matthew Bennardo e David Malky hanno lanciato la sfida alla Rete, questa raccolta di 34 racconti sono il risultato.