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Bookavenue - il social web che parla di libri
Mercoledì, 28 Gennaio 2009 08:11

Non è un paese per giovani vol.1

Partiamo con una domanda e una statistica. La domanda è questa: " secondo voi la cultura del vostro paese è superiore a quella deglia ltri paesi?"
Prendetevi un secondo per pensarci, poi rispondete - sempre che la domanda vi sembri sensata (ma facciamo finta che lo sia), bene.

Le risposte a questa domanda l'ha presentata in lucidissimo intervento all' ultimo appuntamento stati generali dell'editoria, Roger Abravanel, autore di uno dei quei bestseller che qualificano l'editore che lo pubblica (il suo si chiama Meritocrazia), ed esperto consulente delle più grandi aziende del mondo, oltre che ad essere stato un manager di lungo corso. Ebbene: dopo aver dimostrato che gli italiani si percepiscono in crisi ( e lo sono: basta sfogliare i giornali di questi mesi) e che i dati confermano questa percezione, Abravanel spiega che in Italia la percentuale di persone in accordo con l'affermazione "la nostra cultura è superiore" è del 68% contro il 23% di quelle che non lo sono.

Giovedì, 08 Gennaio 2009 08:51

La macchina dei bestsellers

La metà dei titoli pubblicati nel mondo non vende neppure una copia in libreria. Il dato vale per un mercato come l’Italia, in cui si pubblicano 53-54.000 titoli l’anno, e in uno come gli Stati Uniti, quattro volte più grande. La gran parte dell’altra metà non dà da vivere né all’autore, né all’editore che lo pubblica. Otto Penzler, un ex imprenditore del settore, calcola che un editore serio, che riesca a vendere, al prezzo di copertina di 20 dollari, il 75% di una prima edizione di 10.000 copie di un libro, dopo avere anticipato 10.000 dollari all’autore, si troverà in passivo di 9.000 dollari, “su un libro che può essere considerato di successo”.

Martedì, 02 Dicembre 2008 16:52

Al-Aswani 'Ala, Palazzo Yacoubian

foto autoreE' la saga degli abitanti di un palazzo costruito al Cairo negli anni trenta da un miliardario armeno che era riuscito a creare un impero dal nulla. Hagub Yacoubian lo fece costruire nel 1934: dieci piani in stile europeo, balconi decorati di statue, colonne e scale di marmo, persino un moderno ascensore Schindler. Un palazzo talmente bello e signorile che il suo proprietario ha voluto incidere il suo nome sul portone d’ingresso, a futura memoria: Palazzo Yacoubian. Un palazzo che esiste per davvero al numero 34 di viale Talaat Arb, a due passi dalla sinagoga del Cairo, dalla mitica pasticceria Groppi e dal cafè Riche.

Lunedì, 10 Novembre 2008 17:09

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine

foto autoreCome se il terremoto epocale di Lisbona fosse continuato nell' anima di un uomo, e avesse prodotto nei suoi paesaggi interni fratture inestinguibili, così si leggono le note, scritte tra il 1913 e il 1934, che Fernando Pessoa ci ha lasciato come Livro do Desassosego, Il Libro dell' inquietudine, una "autobiografia senza fatti", una "Baedecker" attraverso le tortuosità dell' animo umano. Il libro, era stato pubblicato in Portogallo per la prima volta nel 1982, 47 anni dopo la morte dell' autore.

Sabato, 08 Novembre 2008 08:19

Philip Roth, Pastorale Americana

copertinaSe Omero fosse vissuto nel 1998 DC avrebbe parlato di Seymour Levov anziché di Achille, di Merry Levov anziché di Elena, di Dawn Dawier anzichè di Andromaca.
Pastorale Americana e’ un romanzo epico, il mito è quello americano che ha contaminato il mondo: il self made man, appesa al suo braccio c’è Miss America che oltretutto è intelligente, tutto intorno una fantastica vita tutta made in USA. Solo che tutta la superficie patinata, dorata è in realtà solo opaca, serve un bel colpo di spugna che faccia tornare trasparente cosicché si possa vedere bene oltre. Il colpo di spugna c’è ed è proprio la figlia del protagonista a infliggerlo. Descrivere i fatti narrati da Roth sminuirebbe il romanzo. Basti dire che la storia segue l’andamento di una parabola, ad un certo punto deve iniziare la discesa, che è drammatica ma inarrestabile, dà le vertigini ed è impietosa. Tutto è inutile ci dirà Seymour Levov, il “normalizzatore”…siamo tutti nella stessa barca”, l’uomo-dio deve pagare il suo affronto, la sua ricerca dell’ideale, del perfetto, del buono, del giusto, nel modo più doloroso e umiliante: tornando tristemente ad essere solo un uomo. Un romanzo grande come grande potrebbe essere una foto che ci ritraesse tutti. Sei miliardi o giù di lì.

Scelto da Layla El Sayed,

Venerdì, 07 Novembre 2008 14:00

LLL Living Literary Legend

foto autoreL'autore.
Definito LLL Living Literary Legend, in occasione della celebrazione del suo 75mo compleanno, Philip Roth ha donato la sua vita alla scrittura. Considerato già un grande con i suoi racconti d'esordio Goodbay Columbus, Roth ha scritto moltissimo nella sua carriera differenziando tre aree distinte il suo lavoro. Quella famigliare e autobiografica (leggi Patrimonio, a proposito della morte di suo padre), ha indagato il tempo della società americana con grandissimi romanzi (la Pastolare: un vero capolavoro e gli altri due che seguono, La macchia umana, Ho sposato un comunista), consacrato con Il Lamento di Portnoy, una audace tragicommedia post rivoluzione sessuale, e la grande ironia di Zuckerman: il suo alter ego sulla carta con il quale si è divertito a raccontare molto della sua esistenza di scrittore cui ha dedicato alcuni libri fino al Fantasma esce di scena. Ha un bel caratteraccio: ne hanno fatto le spese i suoi intervistatori caduti nella trappola della retorica definendo i suoi romanzi come "letteratura ebraica", una soffocante distinzione che ha sempre irritato Roth non poco. Ha vinto praticamente tutto quello che c'è da vincere in campo letterario. E se non fosse per i pregiudizi intellettuali dell'Accademia di Svezia, avrebbe ben meritato il Nobel da diverso tempo e in specie quest'anno a vedere come è finita.

 

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