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L'autrice polacca Olga Tokarczuk e lo scrittore e drammaturgo austriaco Peter Handke (autore de 'Il Cielo sopra Berlino') sono i due vincitori del premio Nobel per la Letteratura, rispettivamente per il 2018 e per il 2019. La decisione di assegnare due nobel in un solo anno (unico precedente nel 1950) è arrivata dopo lo scandalo per molestie che nel 2018 colpì il marito di una giurata dell'Accademia di Svezia, il fotografo e regista Jean Claude Arnault. Il riconoscimento fu sospeso e rimandato a quest'anno.

(ANSA) - Saranno due i Nobel per la Letteratura assegnati quest'anno che verranno annunciati il 10 ottobre alle 13.00. Dopo lo scandalo per molestie che nel 2018 aveva colpito il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean Claude Arnault e travolto l'Accademia di Svezia portando a una serie di dimissioni, il premio era stato sospeso e rimandato al 2019.

Come sempre è partito il totonobel che questa volta però si fa più complicato perchè si aspettano due vincitori. Chi vincerà il Nobel per la Letteratura 2018? E chi si aggiudicherà il Nobel per la Letteratura 2019? Quasi impossibile prevederlo ma stando agli scommettitori, il podio dovrebbe essere delle donne e potrebbe essere così visto che l'orientamento di questa edizione è di avere un premio "meno eurocentrico" e "meno maschile" come ha spiegato la presidente del comitato del Nobel per la letteratura Anders Olsson.

Con questo articolo, si vuole inaugurare un ciclo didattico su come riconoscere – e aderendo al progetto evitare - un libro brutto. Sarà bene intendersi.

Che cos’è un libro brutto? Un libro brutto è una qualsiasi sensazione tra l’amaro in bocca e la grande delusione, un primo appuntamento andato male, un vestito acquistato e poi mai messo; nei casi più gravi è come un bluff amoroso, di quelli che, per fortuna, non fanno troppo male eppure un pochino pesano lo stesso, perché la brutta fine di una storia non è mai bella. Un amico una volta mi ha detto che prova verso i libri brutti la stessa sensazione di quando da ragazzo giocava a pallone e una partita finiva 0 a 0.

Un libro è brutto quando è ridicolo o quando fa incazzare ed è bruttissimo quando ti lusinga troppo, come certe persone che mentre parli annuiscono in continuazione.

Un libro è brutto quando non ci piace, vale a dire non piace a noi, eppure niente può trattenerci dal giudicarlo oggettivamente brutto. Sui libri sono davvero pochi quelli disposti ad ammettere la parzialità del proprio giudizio, e quei pochi mi fanno paura, perché non hanno capito niente dell’amore.>>

Martedì, 24 Settembre 2019 16:38

Claudia De Lillo, Nina sente

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Sono una fan della prima ora di Claudia De Lillo, aka Elasti, giornalista milanese che da oltre dieci anni racconta la sua vita nel blog Nonsolomamma e sui social. Perciò ho iniziato a leggere con molta aspettativa ed entusiasmo il suo romanzo "Nina sente". Nina Forte è un’autista NCC, cioè "noleggio auto con conducente", una sorta di taxi privato insomma. Ha ereditato la licenza dal padre e fa questo lavoro per necessità, per mantenere se stessa e il figlio adolescente. Uno dei suoi principali clienti è un istituto bancario in cui lavora Guido, caro amico di Nina, che viene coinvolto in loschi maneggi collegati con l'acquisizione della banca da parte di un gruppo cinese. Nina, mentre accompagna in giro gli alti vertici della banca che parlano liberamente come se lei fosse invisibile, viene al corrente di informazioni che non dovrebbe sentire, e che diventano molto importanti quando Guido viene trovato morto. Così quello che all'apparenza inizialmente pare un romanzo che racconta la storia di una donna separata, arrabbiata e smarrita, si trasforma in un giallo incalzante.

Giovedì, 05 Settembre 2019 11:05

Peter Handke.Canto alla durata

"Canto alla durata" di Peter Handke: archi del tempo e senso del luogo, nel nostro monotono sublime.

di Alberto Cellotto

Curioso destino quello di Gedicht an die Dauer di Peter Handke, uscito per Suhrkamp nel 1986 e proposto già nel 1988 da Braitan, editore di Brazzano (Gorizia). Nel 1995 il libro fu collocato da Einaudi in una collana non segnatamente poetica, sulla scia di un interesse cresciuto per la produzione dello scrittore austriaco, con in copertina la "Linea Infinita" di Piero Manzoni (accostamento visivo facile ma fallace, dirò perché secondo me). A trent'anni dalla sua apparizione quel poemetto è proposto all'interno della aniconica e candida "Collezione di poesia" (1) meglio conosciuta come "Bianca" (con testo a fronte, pp. 72, euro 10, traduzione e postfazione di quell'Hans Kitzmüller che pubblicò per Bollati Boringhieri Peter Handke. Da «Insulti al pubblico» a «Giustizia per la Serbia»).

Mercoledì, 21 Agosto 2019 10:01

Più umano dell'umano.

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Lo dico subito e senza troppo girarci attorno: un altro grandissimo libro di Ian McEwan che non deve mancare sugli scaffali di casa (in corso di traduzione con il titolo "Macchine come me" a breve disponibile in libreria per Einaudi). McEwan ha avvertito che questo non è un romanzo di fantascienza; a giusta ragione, aggiungo, perchè la distopia visionaria del racconto, che già ambisce al classico, lo mette al pari dei grandi romanzi che hanno saputo guardare avanti come: Zero K di De Lillo, il bellissimo l’Uomo bicentenario di Asimov e Gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip Dick o, ancora, L'amore al tempo dei morti di Silverberg.

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