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Domenica, 02 Febbraio 2014 17:35

Leggere libri trasforma i saperi. Gli ebook, no.

Scritto da massimiliano parente

Se mettessimo su un ring un libro e un ebook, chi vincerebbe? Intendo proprio una prova su strada, come si fa con le auto.

Sappiate che la risposta non è affatto scontata, anzi. Tuttavia i primi a non mettere in discussione gli ebook sono proprio i grandi editori, i quali dagli ebook verranno stritolati. I primi a fargli le pulci sono invece gli scienziati: i risultati di numerose ricerche pubblicati su Scientific American dimostrano come la lettura su carta presenti moltissimi vantaggi rispetto a quella digitale.

In sintesi chi legge un libro su carta riesce a ricordarlo meglio, anzi a trasformare il ricordo in «sapere», e questo discorso vale anche su test effettuati su nativi digitali. I bambini sono più capaci di ricordare dettagli di una trama se letta su carta. L'apprendimento su ebook, sottoposto a rigorose sperimentazioni, risulta carente proprio nei circuiti neurali che non vengono attivati rispetto a un libro tradizionale. In generale la lettura digitale non permette un'elevata concentrazione né, cosa importante, una rappresentazione spaziale della lettura nelle tre dimensioni, e perfino nel tempo.

L'effetto, nel cervello di chi legge un ebook, è quello di una passeggiata su un nastro trasportatore in cui si resti sempre allo stesso posto. A poco servono gli effetti speciali, come la simulazione della pagina girata inventata dalla Apple. «Per fare un'analogia», scrive Jabr su Le scienze, «immaginate cosa succederebbe se Google Maps ci permettesse di percorrere ogni singola via di una città o di teletrasportarci in qualsiasi indirizzo, ma non di allargare la prospettiva per vedere la mappa di un intero quartiere, di una regione o di una nazione».

È stato dimostrato che la memorizzazione di un testo avviene anche in base alla posizione sulla pagina nelle tre dimensioni di un libro: entrano in campo la psicologia evolutiva, le neuroscienze, e perfino le risonanze magnetiche funzionali. La carta batte l'ebook perfino in velocità quando si tratta di tornare a un brano letto in precedenza.

Eppure, in fondo, chi scrive per lavoro queste cose le sa da qualche decennio, altrimenti non avremmo avuto in casa le stampanti. A un certo punto, per lavorare bene su un testo lungo, bisogna stamparlo, e risulta difficile immaginare chi si legga la Recherche su un tablet o un e-reader. Alla faccia di Beppe Grillo, che vorrebbe abolire i libri nelle scuole. E quindi, quale sarà l'evoluzione possibile di Kindle? Molto probabilmente Gutenberg.

 

Massimiliano Parente per Il Giornale

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